Mezzaluna sulla Torre Eiffel Ultima profezia dalla Russia
BESTSELLER Fa scandalo a Mosca un romanzo fantascientifico della Chudinova
Come sarà Parigi nel 2048? Sarà musulmana e la Torre Eiffel diventerà il minareto più alto del mondo, mentre Nôtre-Dame subirà la sorte della chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli, oggi Istanbul: si trasformerà in moschea. È questa la fantastica previsione di un romanzo che ha fatto scandalo in Russia, il cui titolo è appunto La Moschea di Nostra Signora di Parigi (Mecet parizhskoj Bogomateri) e il cui sottotitolo (2048) riecheggia quello del celebre romanzo di Orwell 1984, spostando di circa mezzo secolo l' attuazione della tetra profezia e modificandone la sostanza, dato che al tempo in cui lo scrittore inglese cercava di antevedere il futuro il pericolo di una islamizzazione dell' Europa («Il campo di battaglia è l' Europa!», dice un altro slogan di copertina del romanzo in questione) non si presentava all' orizzonte. L' autrice de La moschea di Nostra Signora di Parigi si chiama Elena Chudinova, nota per romanzi storici che non le avevano garantito il successo di questa sua ultima prova letteraria, il cui riferimento a Orwell è però estrinseco: mancano alla scrittrice russa la finezza e la tersità di scrittura del grande satirico inglese e il suo romanzo, per quanto possa accattivare il lettore, manifesta con troppa evidenza l' intento ideologico anche con un' appendice di note al testo che solo in parte si giustificano per il lettore russo poco informato sulla realtà del mondo cattolico. Il cattolicesimo è, infatti, un protagonista implicito assieme al laicismo più o meno ateistico, della visione cupa della Francia di un non remoto futuro, mentre suo antagonista è un Islam ormai vittorioso grazie anche, oltre che alla sua energia di espansione, alle debolezze dei suoi avversari. La Chudinova, cristiana ortodossa, parla di un «neocattolicesimo» svigorito e rinunciatario al quale essa contrappone con simpatia il tradizionalismo di monsignor Lefebvre, avverso ad ogni ammodernamento religioso. In una Parigi in cui i musulmani hanno instaurato il loro potere totale e la loro egemonia religiosa e pochi renitenti sopravvivono ancora nei ghetti, si è costituito un movimento clandestino di resistenza armata che ha adottato mezzi di lotta terroristici. La Chudinova, che in numerose interviste e interventi ha approfondito e difeso le sue posizioni, ha tenuto a precisare che nel suo romanzo i cristiani resistenti non sono «terroristi», come i suoi oppositori l' avevano accusata: i cristiani sono dediti soltanto alla preghiera, convinti che sia giunta la «fine dei tempi» e che non resti che affrontare il martirio per la fede, mentre a resistere disperatamente al dominio musulmano sono i laici, i nuovi Maquis, come li chiama, eredi della resistenza antifascista, «residui della società irreligiosa a noi contemporanea». E prosegue: «Essi posseggono certi valori ai quali non vogliono rinunciare. Ma essi vanno verso il nulla. Prendono in mano il mitra per difendersi, semplicemente per non morire schiavi, ma tali quali sono. Non possono vincere, sono in un vicolo cieco». Già queste dichiarazioni dicono la tensione che si è creata intorno al romanzo, contro il quale si sono schierati critici di tendenza liberale. A sua volta la Chudinova, conservatrice rigorosa, non manca di controbattere, usando parole dure contro i liberali (in particolare, contro il partito di Grigorij Javlinskij «Jabloko»), definiti «non simbionti, ma parassiti» della società, colpevoli di ridurne l' immunità di fronte alla «minaccia islamica». La posizione politica della Chudinova non è priva di originalità e impedisce di catalogarla tra i neonazionalisti russi antioccidentali, in particolare tra i nuovi «euroasisti», ai quali essa rimprovera l' idea secondo cui «la Russia deve associarsi all' Asia e così sconfiggere l' America» perché, obietta, in tal modo l' America sarebbe lei sconfitta, ma anche «la Russia cesserebbe di esistere». Si lamenta la Chudinova che la Russia «troppo a lungo è stata staccata dalla comune famiglia europea» e su questa base «isolazionistica» si è formato un «messianismo artificiale». E precisa a proposito della riforma occidentalizzante di Pietro il Grande: «Quando pensiamo male del confine del XVII-XVIII secolo, non posso essere d' accordo neppure sotto l' aspetto religioso. Io questo confine lo percepisco come un periodo benefico». Il suo ideale d' Europa è nettamente rivolto al passato e l' attuale Chiesa cattolica è accusata di essersi adattata al mondo moderno: «È terribile, certo, ciò che è avvenuto da noi nel periodo sovietico, quando ci hanno strappati dalla religione, ma ancora più terribile è quando si profana la religione» con un lassismo che tutto permette. Rispettando tutte le proporzioni come per il riferimento a Orwell, l' altro nome fatto a proposito della Chudinova è quello di Oriana Fallaci, a proposito della quale l' autrice della Moschea di Nostra Signora di Parigi ha dichiarato: «In parte la protagonista del mio romanzo ha come modello la giornalista italiana Oriana Fallaci che adesso, grazie a Dio, è conosciuta anche da noi, dopo l' uscita del suo libro-predicazione La Rabbia e l' Orgoglio. Ma nel 2048 una donna così non si metterebbe più a predicare: che senso ci sarebbe ormai? Perciò la mia Sofia (l' eroina del romanzo, ndr) tiene in mano il kalashnikov, a differenza di Oriana, la cui arma è la penna». Possiamo trascurare le polemiche accesissime intorno al libro della Chudinova per alcuni «affascinante romanzo d' avventure» e «ardita antiutopia», per altri opera «reazionaria» di istigazione antiislamica. A proposito di quest' accusa, lasciamo l' ultima parola di difesa all' autrice che, a chi le chiedeva se fosse pronta a mutare in meglio il suo atteggiamento verso l' Islam, ha risposto: «Indubbiamente, è quello che voglio. Per questo è necessario soltanto che i musulmani stessi, senza di noi, blocchino il loro terrorismo. Dopo di che dirò: "Splendido, è venuto il tempo delle pacifiche dispute teologiche"». Come ha detto un critico severo verso il romanzo: «Il successo maggiore del libro non sta nei meriti letterari, ma nell' impostazione del problema. Un problema che da tempo agita gli intellettuali europei, i pensatori russi e chiunque mediti sul destino della civiltà cristiana. Santa Sofia un tempo fu trasformata in moschea: avverrà lo stesso per Nôtre-Dame?». Rispondere negativamente non significa annullare la domanda. La scrittrice Elena Chudinova (nella foto) è l' autrice del romanzo-scandalo La Moschea di Nostra Signora di Parigi. Il libro, pubblicato in Russia, immagina che nel 2048 (2048 è anche il sottotitolo del libro) Parigi sarà musulmana e che la Torre Eiffel diventerà il minareto più alto del mondo, mentre Nôtre-Dame si trasformerà in moschea. L' ispiratrice Sofia, l' eroina del romanzo di Elena Chudinova, è in parte ispirata a Oriana Fallaci (nella foto Ap / Gianangelo Pistoia), autrice de La Rabbia e l' Orgoglio, il bestseller pubblicato in Italia da Rizzoli. «A differenza di Oriana, però - ha detto la scrittrice russa -, Sofia non impugna la penna ma imbraccia il kalashnikov».
Strada Vittorio




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