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  1. #1
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    Predefinito Lo svenditore , il boiardo che piace ai poteri forti

    1993, l'anno dei Boiardi & dei Complotti sul "Britannia", il panfilo di Sua Maestà la regina Elisabetta d'Inghilterra
    C'erano tutti, da Prodi a Draghi e, guarda caso, dopo la merenda sul Britannia, le privatizzazioni vennero effettuate a ritmi serratissimi
    di Mauro Bottarelli

    Dieci anni fa Prodi & C. cominciarono la svendita. Passarono in mani straniere Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini Perufine, Mira Lanza e molte altre aziende. Il 7 gennaio 2003 non era un giorno normale, ricorreva l'anniversario di quello che in molti - ma non moltissimi, in fondo l'Italia è fatta così - ricorderanno come l'anno dei complotti, ovvero il 1993.
    Già, esattamente 10 anni fa si diede il via alla svendita delle grandi aziende pubbliche ai gruppi stranieri, si tennero incontri tra i "Boiardi" di Stato e i magnati dell'alta finanza a bordo di un panfilo di Sua Maestà Britannica. Riguardo quell'annus horribilis della sovranità nazionale ed economica italiana, i giornalisti Fabio Andriola e Massimo Arcidiacono hanno scritto un libro, "L'anno dei complotti" pubblicato da Baldini & Castoldi. Accaddero tante cose, in quei 365 giorni in fondo così anonimi, e paradossalmente la riunione sul Britannia rappresentò nulla più che una ciliegina sulla torta. Ne parleremo, ma ora è interessante fare un breve excursus per conoscre i presupposti che resero possibile e determinante quella riunione del 2 giugno 1992 sul panfilo di Sua Maestà la regina Elisabetta d'Inghilterra.
    Nel 1992 accaddero alcuni fatti: la crisi della Prima Repubblica e il successivo ciclone Tangentopoli (Kohl lo pagò in ritardo, esattamente dopo il niet all'operazione in Kosovo nel 1999), le privatizzazioni, l'attacco alla lira da parte del pescecane dell'alta finanza - ora riciclatosi come icona no-global - George Soros. Nel settembre '92, soprattutto, l'agenzia di rating Moody's, la stessa che ha declassato la Fiat poche settimane fa, si accanì particolarmente contro l'Italia: un suo declassamento dei Bot italiani diede infatti il via a una spaventosa speculazione sulla nostra moneta che ci portò fuori dallo Sme. Ecco cosa disse l'allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, al riguardo: "Esiste un intreccio di forze e circostanze diverse". Parlò di "quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici", di "potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello Sme", di "avversari dell'Unione Europea". Craxi lo disse allora, ma oggi non può ripeterlo. Craxi non c'è più. Ci sono in compenso altri personaggi che entrano e che escono come caselle perfettamente inserite di un domino. C'è ad esempio Reginald Bartholomew, figlio naturale del caso del 1993 che nel mese di giugno diventerà ambasciatore americano a Roma. Un anno dopo, siamo nel giugno 1994, con la scorpacciata del Britannia bella e consumata, ecco cosa dirà Bartholomew: "Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri".
    Et voilà, il caso Italia è chiuso.
    Bartholomew era amico di Leoluca Orlando, sindaco di Palermo: quest'ultimo si recò spesso negli Usa in nome della lotta alla mafia. Strano caso, come tutto è strano ciò che nacque e accadde nel 1993, cinque anni dopo Bartholmew diventerà presidente di Merryl Linch Italia. Il quadro è completo, nitido, cristallino. Successe di tutto in quell'anno, capace di trasformare in maniera indolore (fu un tracollo, un disastro senza precedenti ma non si videro carrarmati nelle strade né deportazioni) l'Italia in una sorta di repubblica centrafricana. Punta di diamante dell'intera operazione di svendita fu, quindi, il caso Britannia, riunione che si mostrò perfettamente congruente a quello che accade prima e dopo. Guarda caso, a differenza di Craxi, importanti protagonisti di quella operazione sono ancora in auge al giorno d'oggi. L'allora presidente del Consiglio Giuliano Amato, per esempio.
    L'allora ministro del Tesoro, già governatore di Bankitalia e futuro presidente del Consiglio e presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Il presidente dell'Iri, futuro presidente del Consiglio e presidente della commissione Ue, Romano Prodi.
    Stando a quanto dichiarato dal giornalista Fabio Andriola, "in quel periodo vi fu una specie di colpo di stato interno alla massoneria italiana, con il Gran Maestro Di Bernardo preoccupato per l'offensiva scatenata dagli incappucciati del Grande Oriente d'Italia capitanati da Armando Corona. La magistratura si spaccò in due tronconi ben distinti ideologicamente. Ricominciarono ad esplodere bombe che solo anime belle possono credere piazzate per eliminare quel fuffarolo di Maurizio Costanzo.
    Esplode con tutta la sua virulenza Tangentopoli; e, dulcis in fundo, finisce in prima pagina quel singolare scandalo, con connotati pecorecci, che ebbe come protagonista Lady Golpe, al secolo Donatella Di Rosa (vero che l'avevate dimenticata?), che però andò a mettere nei guai, guarda caso, il comandante di uno dei pochissimi reparti operativi dell'esercito, il generale Monticone".
    Accuse precise, come preciso fu per l'ennesima volta il comportamento del direttore generale del Tesoro, Mario Draghi.
    Il quale, infatti, scese dal Britannia per evitare di partecipare a quella che sembrava diventare una svendita delle grandi aziende pubbliche italiane alle multinazionali americane e britanniche. Sì, in seguito fu lo stesso Draghi ad ammettere il suo imbarazzo. Guarda caso dopo la merenda sul Britannia le privatizzazioni vennero effettuate a ritmi serratissimi.

    Parlando solo del settore agroalimentare, ad esempio, un settore tradizionalmente importante per la nostra economia, furono numerose le ditte che vennero acquistate dagli stranieri: Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza e tante altre. Il meeting venne organizzato da un ben preciso gruppo di potere londinesi: sul Britannia si trasferì infatti in quell'occasione un pezzo della City di Londra. Nulla di strano né di pittoresco, quindi: tanto più che storicamente la Gran Bretagna ha sempre cercato di ostacolare il rafforzamento di qualsiasi Paese europeo. All'epoca i governanti italiani, specie quelli di sinistra, hanno cercato di accreditarsi nel mondo che conta recandosi in pellegrinaggio alla City di Londra come a Wall Street. Assicurando ovviamente la loro disponibilità per non disturbare troppo il manovratore. Il terminale dei politici italiani che dovevano garantirsi sul fronte internazionale è stato, fino a pochissimo tempo fa, proprio la City di Londra: D'Alema docet, Rutelli pure. In effetti, i britannici d'Oltremanica e quelli svezzati d'Oltreoceano non potevano che essere soddisfatti del comportamento tenuto dai loro amici italiani: l'operazione Britannia, infatti, garantì ai soli anglo-americani di accaparrarsi quasi il 50% (precisamente il 48%: 34 agli americani e 14 ai britannici) delle aziende italiane finite in mano straniera. Questo è stato il 1993, anno in cui l'Italia e la sua classe politica persero l'ultimo brandello di dignità.

    Pubblicato Dicembre 30, 2005 046 AM
    http://www.carmillaonline.com/archiv...12/001619.html

  2. #2
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    guarda malikke un po' di ragione ce l'hai..ma non è facendo come berlusconi che le cose si capiscono..per il bene della destra(sono un po' manicheo) è meglio che b vada in quiescienza in qualche bella casa.

  3. #3
    fumo_di_londra
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    Quello che ha fatto la $inistra è una cosa terribile, se oggi il capitalismo italiano è in difficoltà, la colpa è di chi ha venduto le nostre aziende allo straniero. Dovrebbero vergognarsi.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    1993, l'anno dei Boiardi & dei Complotti sul "Britannia", il panfilo di Sua Maestà la regina Elisabetta d'Inghilterra
    C'erano tutti, da Prodi a Draghi e, guarda caso, dopo la merenda sul Britannia, le privatizzazioni vennero effettuate a ritmi serratissimi
    di Mauro Bottarelli
    .............................................
    chiunque vinca le elezioni, mi auguro che molti aprano gli occhi sigillati dal loro furore ideologico.


  5. #5
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    se si aspetta di privatizzare nel momento più favorevole non si privatizza mai un piffero

  6. #6
    Sconcertato.
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    Il Governo è chiamato a decidere per il bene e nell’interesse della collettività. Questo è il suo dovere, questa è la sua missione. Romano Prodi, 5 luglio 2006.
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    `We tried to set some rules, and some people followed them,'' said Andrea Pininfarina, vice president of Confindustria and chief executive officer of carmaker and designer Pininfarina SpA, at the end of the conference. Berlusconi supporters had been permitted into the building before the premier spoke, Pininfarina said, denying a split within the employers' lobby. Montezemolo speaks for all of us. Not everyone in the audience was a businessman,'' he said.

    (Bloomberg)

  7. #7
    fumo_di_londra
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    Citazione Originariamente Scritto da Stef@
    vai a scuola va...

    `We tried to set some rules, and some people followed them,'' said Andrea Pininfarina, vice president of Confindustria and chief executive officer of carmaker and designer Pininfarina SpA, at the end of the conference. Berlusconi supporters had been permitted into the building before the premier spoke, Pininfarina said, denying a split within the employers' lobby. Montezemolo speaks for all of us. Not everyone in the audience was a businessman,'' he said.

    (Bloomberg)
    Industrialists applaud Berlusconi and clap their hands.
    LOUD CHEERS AND STANDING OVATION FOR THE HOUSE OF THE FREEDOM !!!

    (Smoke of London)

  8. #8
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    che dire... io ero troppo giovane per ricordarmi e per sapere di queste svendite, che se coincidono con quanto detto dall'articolo, reputo vergognose.
    daltronde per riportare un pò di legalità in italia con l'aiuto di Di Pietro è necessario votare l'unione (è il lato negativo della medaglia del bipolarismo), quindi nella cabina elettorale MI TAPPERO IL NASO e votero di pietro, quindi csx.
    penso (e spero) cmq che saranno gli unltimi 5 anni di governi di me*da e di sistemi politici ancora più di me*da, quando si ritirerà berlusconi ci sara un cambiamento stravolgente, secondo me, e nn per forza in positivo, io ho una teoria in proposito, ma se si avverassi si tornerebbe alla teocrazia...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da fumo_di_londra
    Quello che ha fatto la $inistra è una cosa terribile, se oggi il capitalismo italiano è in difficoltà, la colpa è di chi ha venduto le nostre aziende allo straniero. Dovrebbero vergognarsi.
    Tipico pensiero di persona incolta ed imbevuta di pregiudizi.
    Non ha idea di quello di cui parla ma tant'è, ne parla.
    Prima di parlare di economia, aziende piccole, catastrofismo, per favore diventate imprenditori.

  10. #10
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    FINI: PRODI GARANTE CAPITALISMO ASSISTITO

    "Romano Prodi e' garante del capitalismo assistito: lui ha un certo rapporto non con l'economia ma con una certa parte dell'industria, che investe solo se ha contributi". Lo ha detto il presidente di An Gianfranco Fini, questa sera a Caltagirone, durante un intervento ad una manifestazione elettorale del partito. "La politica di Prodi e' un esempio qui al sud - ha spiegato Fini, - le imprese del nord investono perche' hanno presi i soldi da un governo e quando questo tipo di contribuzione finisce chiudono e lasciano disagi ambientali e disoccupazione. Questa e' stata la politica di sviluppo della sinistra e di Prodi negli anni scorsi e sicuramente non puo' essere una garanzia per il futuro".

    http://www.repubblica.it/news/ired/u...?ref=hprepnews

 

 
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