Vi faccio un riassunto di ciò che ho letto sul Libero di ieri:
L'Università Pontificia rivaluta le spedizioni medievali dei cristiani in Terra Santa: difendevano la Fede e la Civiltà d'Occidente contro l'islam.
Poco dopo più di un anno dall'elezione di Benedettto XVI, il tempo dell'autoflagellazione dei cattolici sembra definitivamente terminato.
Ormai la storiografia aveva idealizzato l’immagine del Saladino come un uomo saggio ed illuminato mentre i crociati erano dipinti come uomini venali, crudeli e fanatici.
Ora invece la situazione cambia: l’epopea delle crociate non appare più con i caratteri della leggenda nera, piuttosto come un atto d’amore ed uno studioso inglese descrive il crociato come un uomo che andava a difendere Terra Santa per amor di Dio infiammato dall’ardore della carità.
Roberto De Mattei, vicepresidente del Consiglio Nazionale per le Ricerche ed organizzatore del convegno dell’Università Europea di Roma dice:”Bisognerebbe rileggere il saggio dello studioso inglese, Riley-Smith, perché si ricollega benissimo con la prima enciclica del papa.
Anche se è presto dire che le Università vaticane stiano per riprendere l’opera di riconciliazione con la propria tradizione, è ormai certo che i Pontefici che organizzarono le crociate non sono più considerati come un’infelice parentesi storica con cui i loro successori hanno definitivamente tagliato i ponti.
Accresciuta la sensibilità intorno al tema della libertà religiosa nei paesi musulmani, sembra venuta l’ora di ricordare che tutto iniziò “A seguito dell’invasione islamica delle terre cristiane e alla devastazione dei Luoghi Santi”.
Quindi, dice De Mattei nella relazione introduttiva, “Le Crociate furono guerre difensive, mai aggressive, basta ricordare la distruzione parziale del Santo Sepolcro da parte del Califfo Hakim nel 1009”. Ma già nel 1944 Pio XII stabiliva un’analogia tra la Croce impugnata dai missionari con quella alzata dai cavalieri.
Tra l’altro anche Osama Bin Laden ha definito crociati gli occidentali in genere.
Nemmeno l’imperversare del modernismo ha cancellato la tradizione cattolica. Sembrava sopita, ma “La radice spirituale delle Crociate è la stessa del martirio: la disposizione a versare il sangue per la propria fede, che nei crociati è simboleggiata dal “signum super vestem”, ovvero la Croce rossa sull’abito bianco.
Nessun kamikaze, ma “Se il martirio è l’atto con cui il cristiano è disposto a sacrificare la sua vita per preservare la propria fede, la Crociata è l’atto con cui il cristiano è disposto a combattere, fino ad offrire la propria vita, per il bene del prossimo”, ricorda De Mattei.
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