di Mariella Boerci
20/3/2006
il ministro Gianni Alemanno si fa leggere i tarocchi, Piero Fassino, a destra, guarda l'oroscopo, mentre franco Grillini, sotto, confida in un portafortuna molto particolare.
Alemanno si affida a Luana, Fassino a Branko, Grillini al fondoschiena di Prodi... Mentre i politici chiedono responsi alle stelle, i chiromanti si schierano.
Prima la folgorazione del ministro Gianni Alemanno, di An, per i tarocchi della maga Luana dietro le quinte di un'emittente romana. Poi, a Telecamere, l'outing di Piero Fassino, segretario dei Ds, su un'inattesa debolezza astrologica per Branko: «L'oroscopo di aprile mi rende assolutamente tranquillo. Pur essendo Bilancia, come il premier, la mia decade è più fortunata». Infine l'esternazione, a Panorama, del diessino Franco Grillini sul «mitico fondoschiena di Prodi», considerato dai fedelissimi un indefettibile antiiella: «Non dico che si arrivi allo sfioramento fisico ma alla genuflessione magari sì».
A tre settimane dalla conclusione di questa sfibrante e incerta maratona elettorale un vento strano sembra aver stregato il Palazzo con oroscopi, superstizioni e perfino riti esoterici. «Ne ho già celebrati quattro e altri tre sono in calendario prima del 9 aprile» assicura il «divino» Otelma, che nel '96 si esibì in un suggestivo incrocio di candele «consacrate» con Romano Prodi, Fausto Bertinotti, Walter Veltroni e Massimo D'Alema per propiziare la vittoria dell'Ulivo.
Che poi ci fu. E da quel momento, forse, affascinò definitivamente l'Ulivo. Che ora declina questo peccatuccio fra innocenti oroscopi (Dario Franceschini, Walter Veltroni, Lamberto Dini) e tarocchi. Come quelli di Simonetta De Santis, sibilla amata da Vittorio Cecchi Gori (neocandidato della Lega Nord), che legge il futuro a Bertinotti ma anche, per par condicio, a Franco Pontone, di An. Del resto, dal giorno in cui Benedetto Croce proclamò «non è vero ma ci credo», effemeridi e tarocchi hanno trovato piena cittadinanza nelle stanze del potere. Anche nell'Udeur dove, ammette Clemente Mastella, «sono molti a farsi predire il futuro dall'astrologo Riccardo Sorrentino». Mentre nella Lega Giancarlo Giorgetti, delfino del Senatùr, non nasconde la dipendenza dai vaticini astrali purché «limitati agli scenari politici».
Ma è possibile che politici scafati credano nelle stelle, nelle carte, nella magia? È possibile. «C'è l'astrologo?» s'informano ministri e parlamentari quando Anna La Rosa li invita a Telecamere. E significherà pure qualcosa se perfino Giulio Tremonti si mostra più a suo agio davanti al ritratto astrologico dedicatogli da Alice che non a sondaggi quasi trionfali. Magari perché ha intuito, suggerisce Anna La Rosa, che «con il nuovo sistema elettorale gli astri possono acchiapparci più dei sondaggi».
Infatti, perfino una tosta come Daniela Santanchè si è lasciata contagiare da una sorta di bulimia astrale preelettorale: «Arrivo a leggere anche 15 oroscopi al giorno». Mentre l'ex ministro Katia Bellillo rivela di non uscire se prima non ha sentito le previsioni di Branko a Unomattina, pena una sorta di horror vacui zodiacale. E nel variegato seguito dei brankisti il verde Alfonso Pecoraro Scanio placa le incertezze alternando i vaticini dell'amato guru con quelli di un'amica che «ci prende».
A ciascuno la sua Sibilla, insomma, senza distinzioni fra destra e sinistra, fra leader e peones: l'astromania è più che mai trasversale. E se il Professore si incammina verso la prova elettorale confidando nella cabala di Otelma (che conferma: «Parlano le fotografie»), il Cavaliere appare indeciso fra l'astrologa Luisa De Giuli (che nega in maniera sibillina: «Io non ho visto Nessuno. Ma Nessuno può voler dire Qualcuno che non si può nominare») e il sondaggista di turno, vero oracolo di queste politiche.
Vincerà Prodi o Berlusconi? Anche gli oracoli sembrano confusi. La maga Luana vede un pareggio, Otelma pronostica una vittoria «di misura» dell'Unione, mentre l'astrologa Alessandra Paleologo Oriundi anticipa il successo del Cavaliere «per il rotto della cuffia». X, 1, 2 insomma: i risultati delle elezioni come quelli di una partita di calcio. Dal risultato quanto mai incerto.




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