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  1. #1
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    Predefinito La La Schiena Flessibile

    LETTERA A CHI E' RIMASTO


    Vi scrivo da emigrato: nel ' 82 capii che la qualità di vita che cercavo, la avrei trovata a Nord delle Alpi.

    Vi racconto, ma succintamente, perché una qualità di vita come quella di tanti Paesi U.E., e un lavoro ben remunerato, non si potranno avere facilmente in Italia. Almeno nei prossimi 20 anni (se non succede un evento particolare).

    Un gruppo di politici furbi, alcune decine di anni fa, arrivo' al potere. Le loro abitudini (demagogia, omertà, doppio linguaggio, affarismo equivoco) permisero al gruppo: a) di allargarsi; b) di prendere potere; c) di prosperare a scapito degli Italiani che li votavano.

    Si erano accorti che gli elettori sono dei gonzi e che ti votano comunque. Basta fornire un quintale di chiacchiere per settimana. Il gruppo, per aumentare potere e prebende, diffuse le seguenti abitudini: irresponsabilità, superficialità, % sicura negli affari pubblici, lottizzazione, chiacchiere fatue, opinioni fasulle.

    Gli Italiani han sempre avuto la "schiena flessibile" (l' opposto della "schiena dritta" che chiede Ciampi). Forse perché sono, in ambito sociale, un po’ superficiali (mentre molti europei tendono al perfezionismo), teorici (mentre molti europei sono realisti), leggeri e poco affidabili (mentre molti europei sono tenaci e determinati). Per via di tali vizietti sociali, gli Italiani non hanno cercato, all' apertura del mercato comune europeo, di migliorare la struttura della società (cosa che molti europei hanno invece cercato di fare).

    Una società la cui vita sociale é basata sempre di più, negli ultimi 30 anni, sull' approssimazione e sulle chiacchiere fatue, ha fatto si che l' incertezza divenga diffusa, il patriottismo sconosciuto, la serietà un lusso inutile, l' interesse della collettività piuttosto dubbio (in compenso quello di clan o privato é ben seguito).

    Con tali tendenze nella società, si é convenuto un giorno, in modo implicito e inconscio, che le Regole e i Valori non sono sempre necessari. E le leggi non sono sempre da applicare. Vita facile per i cittadini, dal punto di vista dei loro obblighi.

    Purtroppo un certo giorno ci si accorge che non solo gli obblighi e le qualità positive si sono vanificate, ma anche i diritti dei cittadini. E' il boomerang di ritorno.

    La riduzione dei diritti, soprattutto per chi non ha referenti, ha fatto esplodere il numero di sopraffazioni. Ma é possibile reagire alle sopraffazioni di chi ha potere ? Meglio la prudenza, alcuni si sono detti.

    E cosi si é andati avanti........... evolvendo verso la confusione, la perdita della qualità, l' aumento dell' incertezza, il fallimento di tanti obiettivi sociali. Non sono evoluzioni positive, certo. Ma gli Italiani hanno la schiena flessibile, sono adattabili. Hanno la guardia bassa, accettano tutto, anche il peggio.

    A furia di evolvere cosi (senza obiettivi chiari, senza Valori), la società é franata. Ormai essa somiglia sempre più ad una società latino-americana. Peccato che il Villaggio Globale si sia accorto di tali evoluzioni. Ed abbia deciso di fare lo sgambetto all' economia italiana.

    Sarà forse ora di svegliarsi ?
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (ex funzionario europeo, analista delle CAUSE del declino e disponibile per una presentazione)
    P.S. La stoltezza ha piedi leggeri e non sfiora la terra, ma cammina sulla testa degli uomini, per la loro rovina. Se li prende uno a uno, quando più le piace (L’ Iliade, Omero).

  2. #2
    Amico di Oniria..wooff...
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    Predefinito

    io personalmente non sono così disfattista....permettimi di dire e fino a prova contraria il BEL PAESE è questo,con tutti i lati negativi descritti da te uno si sente già con un piede nella fossa.
    è inutile ke ti spieghi i lati positivi perkè già lo sai.
    ho già detto più volte ke l'erba del vicino è ( SEMBRA + VERDE ) bella....io sono più che sicuro che la mia è più verde.

    ma dove sei tu ( francia ) non mi sembra che il prato sia concimato bene...non trovi?

  3. #3
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    Predefinito Italiani E Francesi

    Rispondo,

    il mio evidenziare i lati negativi ha un solo scopo. cercare di far capire che siamo un Paese che non sa gestirsi, e perché.

    Se il Paese se ne rendesse conto, il passo successivo sarebbe: perché ?

    Il terzo passo sarebbe, con testimonianze come la mia, provocare una dicuss. volta a capire cosa manca in Italia ed é invece necessario. Dopo sarebbe possibile, se gli Italiani acquistassero in Europa determinazione e serietà, europeizzare l' Italia. quindi renderla governabile...

    Quindi: far ripartire l' economia.

    Quanto alla Francia, che ha problemi sociali di altro tipo, ma guarda sempre avanti ed ha una buona coscienza sociale , ....... ebbene:


    FRANCIA, IL PAESE DELLE REGOLE
    ITALIA, LE REGOLE SONO COME IL TEMPO: DIPENDE....

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    L’ amico mi dice “le nostre regole sono antiquate”. Gli rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    L’ esempio francese.

    Nella cultura e nel DNA dei Francesi ci sono geni latini e geni germanici (i Franchi erano germanici). Dai latini i Francesi hanno ereditato una certa tendenza alla confusione (le bordel, in francese). Ma la loro logica, molto diffusa in ogni angolo del Paese, forse dovuta anche al posto privilegiato che la matematica ha nell’ insegnamento, ha permesso loro di ridimensionare questa tendenza alla confusione. Anche per il grande uso, sempre di derivazione germanica, della disciplina. E con l’ inquadramento di ogni situazione sociale in una casistica o in un quadro esplicativo. E, infine, con molta regolamentazione.

    Nella vita sociale francese, a ogni situazione ci puo’ essere la relativa regola da seguire. Tante regole sembrano inalterate da decenni. Esse infatti danno risultati costanti e possono ostacolare le evoluzioni. Di conseguenza, la vita di un Francese (o almeno di un parigino) non é semplice. Anche perché i Francesi le seguono, le regole. Sarà questo il motivo per cui i Francesi sono stati definiti degli “Italiani di cattivo umore” ? A Parigi, infatti, il cattivo umore é facilmente visibile.

    La stampa nazionale parla del problema, coll’ avvento della U.E., della mancanza di creatività e d’ iniziativa. Con ripercussioni sul quadro economico. Ma non spiega come la creatività e l’iniziativa potrebbero svilupparsi nel Paese delle regole. Nel Paese dove, in classe, é spesso mal tollerato che un alunno prenda la parola.

    Ci si accorge anche, a Parigi, che le variazioni di comportamento fra diverse persone sono limitate. Mi sono persino chiesto se ci sono variazioni nei processi mentali di persone diverse, le quali seguono, con costanza e convinzione, le stesse regole.

    Ma le regole sono troppe. Persino gli alberi dei giardini pubblici sono soggetti ad una regolamentazione. Come le intelligenze sono modellate (si potrebbe dire stampate) dal sistema scolastico, granitico, quasi staliniano (il cui più grosso problema é l’échec scolastico), cosi gli alberi sono standardizzati dai giardinieri. Nei giardini prevalgono i coni e i cubi. Con un po’ di fantasia, un giardiniere puo’ arrischiare una sfera. L’ incanto della natura, dello sviluppo vegetale, con tali eccessi, ha difficoltà ad apparire. Ma, per un Francese, i giardini devono essere cosi, inquadrati. Come la loro vita.

    L’ esempio italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, negativa purtroppo): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. Un altro fattore che concorre alla inaffidabilità sociale in aumento, ormai. Purtroppo non é il solo.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana si avviasse verso la chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza (se la instaurassimo un giorno come obbligatoria). Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?

    Allora i Francesi potrebbero mostrarci come si gestisce efficacemente un macrosistema (un Paese, una regione, una multinazionale). Noi potremmo mostrare loro come nasce sui banchi della scuola la creatività, l’ iniziativa. Permetteremmo loro di commercializzare meglio i prodotti della loro organizzazione e della loro industria. Ma soprattutto, essi potrebbero liberarsi, col nostro aiuto, del problema nazionale: l’ échec scolaire.

    Se invece restiamo ognuno col nostro orgoglio, rischiamo di essere stritolati dal Villaggio Globale. Sarebbe come darla vinta agli asiatici.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    (disponibile per una presentazione delle cause dei guai italiani)

  4. #4
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    Predefinito

    scusa ma hai fatto della francia un paragone di (regole) uguale alla vecchia URSS. questo non esiste è probabile che abbia (senzaltro)frainteso ma ribadisco che in ITALIA la gente stà bene! è il comportamento degli italiani il loro modo di gestire i propri interessi e non cambieranno mai!
    mi guardo in giro e non vedo gente disperata....ABBIAMO UN DEBITO DA TERZO MONDO,PAGHIAMO UN SACCO DI TASSE SOLO PER GLI INTERESSI PASSIVI,ma spendiamo per divertimento più dei francesi e dei tedeschi messi assieme!
    l'italiano grosso evade tanto,quello medio un po' di meno quello pikkolo NIENTE!!!! EPPURE GIRANO I GOVERNI E NON SI FERMANO MAI! che non vanno a casa SONO I POVERI IGNOTI!!!!????? CHE DA DECENNI SCALDANO LE SEDIE IN PARLAMENTO....TUTTI........

    NON SI SALVA NESSUNO.
    credo dopo questa mia lei si convinca che in ITALIA si stà più che BENE anzi....BENISSIMO.
    chi ce lo fa fare di cambiare?

  5. #5
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    Predefinito Competitivita'

    La risposta per me é ovvia:

    - quando vengo a Milano, a Verona , a Roma vedo gente in nugolo che si lamenta dell' occupazione limitata, della perdita del potere d' acquisto. INoltre gli imprenditori si lamentano, le curve dell' economia sono quello che sono....

    L' ECONOMIA ITALIANA HA LE PROSPETTIVE PEGGIORI IN U.E.

    - se investissimo tutto quello che buttiamo in sprechi sociali e inefficienze, allora la ns economia sarebbe pari a quelle tedesca.... Sicuro... Dobbiamo reimparare tutto quello che abbiamo scordato...


    Ecco qualche elemento:

    Parigi, giugno 2005

    COMPETITIVITA ED EFFICIENZE
    ( ITALIA E FRANCIA)

    L’ imperativo: che il sistema Italia divenga competitivo, nel Villagio Globale.

    Ma c’ é perdita di competitività, per alcuni prodotti italiani. Che sta succedendo ?

    Imprese che riducono, altre che si spostano nell ‘Est europeo, altre che hanno difficoltà a resistere. Sappiamo che la nostra competitività diminuisce. Il marchio Italia arranca. Importiamo merci meno costose o di migliore qualità, rischiamo di ridurre le esportazioni.

    Eppure la società italiana ha un ottimo prodotto , che tutti in Europa ci invidiano: la creatività e la flessibilità dell’ Italiano medio. Anche per questo motivo é iniziata un’ altra emigrazione. Di Italiani provvisti di laurea e di buone intenzioni. Molti di loro faranno fortuna in Europa e fuori, non riuscirebbero a farla in Italia. Vanno cioé in quei Paesi ove la società é organizzata, con meccanismi che girano piuttosto bene. Ove le strutture statali curano gli interessi del cittadino, con serietà e impegno, anziché ostacolarlo come in Italia. Ove le leggi sono applicate. Questa é la U.E., e noi siamo l’ eccezione.

    Il fattore primario della perdita di competitività italica che non é troppo considerato: la società che inizia a non funzionare, che é piena di inefficienze, di imprevisti, di pantani, di insuccessi a livello pubblico, di sopraffazioni al livello privato, di inaffidabilità. Nel sistema Italia un po’ di demagogia, molte chiacchiere, poco spazio ai fatti, la confusione sociale sembra recentemente aumentare.

    Non meraviglia un emigrato che il WEF abbia messo recentemente, nella classifica della competitività, il sistema Italia dopo il Botswana. Gli imprenditori, certo, vorrebbero migliorare la loro competitività. Chissà che un giorno ci riescano ? Ma non certo nelle attuali condizioni sociali. Non potranno, senza una riflessione seria sulla divaricazione fra Italia ed U.E.

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    Mi si dice “le nostre regole sono antiquate”. Rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, mostratemi che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    Con una seria riflessione, potremmo forse scoprire che abbiamo interesse a capire come fanno i Francesi a gestire in modo efficace e soddisfacente i macrosistemi, incluso il loro Paese. Anzi potremmo scoprire che ci sono molte cose ancora che dobbiamo imparare, prima di poter pretendere un giorno di applicare la costituzione, per tutti i cittadini, di facilitare gli imprenditori.

    Il tessuto sociale italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, purtroppo negativa): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. L’ inaffidabilità sociale italiana é in aumento, ormai.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana potesse essere avviata alla chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Diverso il tessuto sociale francese ?

    In Francia, da tempo, lo stato é possente, efficiente e fornisce molteplici servizi di buona qualità al cittadino viziato (in Italia non ci sogniamo cose simili).

    La qualità dei servizi francesi poggia su una buona base: l’ insalata di rigore, efficienza, selezione del merito, ricerca della verità oggettiva, serietà. Serietà non significa soltanto coerenza e impegno nelle attività economiche, ma anche nell’ applicazione della costituzione.

    Quando lo stato é efficiente, serio, rigoroso, preciso e puntuale, la costituzione si puo’ applicare nei riguardi di tutti i cittadini (ci piacerebbe arrivare anche noi a tanto ?). Tutti quanti soddisfatti di vedere i prori diritti rispettati ed applicati. Le sopraffazioni ci possono essere, ma non sono la regola. Cio’ non vuol dire che non ci siano problemi. I problemi sono altri.

    L’ “échec scolaire” é un problema nazionale. Da noi assurdità simili non succedono. La limitata capacità commerciale, la poca creatività, l’ insufficiente flessibilità, sono problemi citati dalla stampa francese. Ma sembra che, in questi ultimi campi, si facciano progressi.

    E il sistema di istruzione francese che fa cilecca da tutte le parti. Eppure, se si instaurasse una collaborazione fra Francesi e Italiani, sarebbe per noi facile mostrare cosa é e come funziona una pedagogia moderna. Come fare per avere anche in Francia più capacità commerciali.

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza, della reinserzione dei Valori spariti . Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?


    La mia conclusione

    Chirac e Berlusconi si sono da poco incontrati. Una collaborazione ben organizzata tra Italiani e Francesi potrebbe dare buoni risultati in Italia, in termini di miglioramento delle efficienze, che hanno un impatto sulle economie. Ai Francesi potremmo mostrare cio’ che sappiamo fare meglio. Ma, prima di pensarci, sarebbe necessaria una riflessione sugli inconvenienti specifici della attuale società italiana, sulle loro cause (per cui sono disponibile come relatore).

    La domanda più appropriata mi sembra: la società italiana é responsabile per capire l’ esigenza di una riflessione urgente, oppure é rassegnata alle attuali prospettive, che sono molto misere ? E rassegnata all’ espansione dei souks nazionali o cerca la trasperenza dei mercati europei ?

    Perché non attira l’ attenzione dei media distratti l’ impatto della perdita di efficienza (gli sprechi cioé) del sistema Italia sui conti pubblici e sulla competitività ? Non fa paura il rischio Argentina ? O ci sono poteri nascosti che preferiscono lo sbando ?

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

 

 

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