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    Predefinito Voglio andare a vivere in Polonia

    Il provvedimento riguarda circa 40 mila persone

    Polonia: agli ex comunisti pensioni tagliate del 50%

    Il generale Jaruzelski, 86 anni, ha visto dal 1° gennaio la sua pensione passare da 2.100 euro mensili a 1.050



    A partire dal 1° gennaio, 40 mila ex comunisti polacchi si sono visti ridurre la loro pensione del 50%. La legge governativa prevede una «misura punitiva nei confronti di coloro che mantennero un sistema di potere inumano». Tra i «puniti» la principale figura di spicco è il generale Wojciech Jaruzelski di 86 anni che vedrà la sua pensione passare da 2.100 euro mensili a 1.050. Nell'inverno del 1989 Jaruzelski diede inizio ai cosiddetti dibattiti della «Tavola Rotonda» in modo da passare gradualmente il potere a Solidarnosc. Eletto presidente della repubblica, il generale formò un governo di coalizione con Solidarnosc stessa. Nel 1990 gli succedette Lech Walesa e Jaruzelski si ritirò a vita privata.

    40MILA PERSONE - Come scrive l'inglese Telegraph, il provvedimento riguarderà circa 40 mila ex comunisti (uomini e donne) di cui molti erano agenti della polizia di Stato o degli apparati di sicurezza. Nonostante il taglio del 50%, alcune forze politiche polacche sostengono che le pensioni degli ex comunisti sono ancora troppo alte, considerato che un medico riceve una pensione di circa 400 euro al mese. È ovvio, però, che ben pochi dei 40 mila avevano pensioni «alte» come quella di Jaruzelski. L'Alleanza della sinistra democratica (partito degli ex comunisti) ha fatto sapere che porterà la legge sui tagli all'esame della Corte Costituzionale perché ritiene che questa legge sia un'imposizione collettiva che non tiene conto di presunti e specifici reati individuali.

    I KACZYNSKI - La legge sulle pensioni rientra nel quadro della «guerra al comunismo» che vede i prima fila i gemelli Lech e Jaroslaw Kaczynski, rispettivamente presidente della repubblica e capo del partito Diritto e giusitzia nonché ex primo ministro. Una delle ultime misure è stata la legge varata nel dicembre 2009 che proibisce il possesso o l'esposizione dei simboli comunisti quali falce, martello, bandiera rossa. In Polonia, dunque, è vietato indossare anche una maglietta con l'immagine, per esempio, di Che Guevara. L'articolo 256, paragrafo 2, di detta legge recita: «Viene privato della libertà fino a due anni chi propaganda, produce, importa, affitta, immagazzina, presenta, trasporta o invia oggetti contenenti simboli o recanti simboli comunisti». A ben vedere, la lotta al comunismo dei gemelli Kaczynski ha obiettivi anche economici, oltre a quelli ideologici: cercare di influenzare altre nazioni della Ue nell'opposizione al North Stream, ovvero il gasdotto russo-tedesco che porterà il gas in Europa passando dal Baltico. Adesso, in Polonia si parla di abbattere il «Palazzo della cultura» di Varsavia. Il motivo? Fu regalato da Stalin in nome dell'eterna amicizia tra i russi e i polacchi.

    Paolo Torretta
    05 gennaio 2010


    Polonia: agli ex comunisti pensioni tagliate del 50% - Corriere della Sera
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Bel provvedimento del cazzo.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Bel provvedimento del cazzo.
    Amico dei comunisti? Migliori di giorno in giorno...
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia



    I gemelli Kaczynski




    Jaroslaw Kaczynsky con George W. Bush
    Ultima modifica di Florian; 05-01-10 alle 21:14
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Se vuoi andare a vivere in Polonia credo che nessuno ti trattenga
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Diritto e Giustizia

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera





    Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS) è un partito politico polacco.

    Il PiS può essere considerato un partito nazional-conservatore. E', infatti, membro dell'Unione per l'Europa delle Nazioni.

    Il PiS è stato fondato nel marzo 2001 da Lech Kaczyński, ministro della giustizia, dal 2000 al 2001, durante il governo dell' "Alleanza ellettorale solidarietà", coalizione creata nel 1996 e composta da 30 piccoli partiti di centro-destra.

    Alle legislative del 2001, il PiS ottenne il 9,5% dei voti e 44 deputati (su 460). Nelle amministrative il partito si alleò formalmente con Piattaforma Civica, PO, liberal-conservatore, anche se sostenne indirettamente alcuni candidati della Lega della Famiglie Polacche, LPR, mente PO sostenne candidati dell' Unione Liberale (poi Partito Democratico), UW, e dell' Alleanza della Sinistra Democratica (SLD). Il PiS entrò a far parte di 4 governi regionali su sedici e Kaczyński fu eletto sindaco di Varsavia.

    Nel 2004, alle elezioni europee, il PiS aumentò i suoi consensi passando al 12,7% dei voti ed ottenendo 7 seggi su 57. Il PiS, entrando per la prima volta la parlamento europeo, decise di aderire all' Unione per l'Europa delle nazioni, il gruppo politico europeo che raccoglie i partiti conservatori ed euroscettici.

    Alle elezioni legislative del 2005, il PiS, puntando su un programma decisamente conservatore, ha raddoppiato i consensi delle europee ed è giunto al 27% dei voti, divenendo il primo partito politico polacco e determinando la caduta del governo socialdemocratico.

    Il Po ottine anch'esso un buon risultato elettorale tanto che sembrava scontato un governo composto dai due partiti, però la vittoria di Lech Kaczyński alle presidenziali dell'ottobre 2005, ai danni di Donald Tusk, PO, rese impossibile l'accordo e costrinse il PiS a dar vita ad un governo di minoranza, sostenuto esternamente dai due partiti di destra LPR e SPR (Autodifesa della Repubblica Polacca). Il governo venne guidato dal fratello di Kaczyński. Il fatto suscitò vive polemiche, non tanto per l'inopportunità del fatto che due fratelli erano contemporaneamente Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, ma perché i due fratelli durante la campagna elettorale avevano escluso il verificarsi di questa possibilità.

    Alle politiche del 2007, elezioni anticipate per le divisioni nella maggioranza governativa, il PiS incrementò sia i seggi (166, 11 in più), che i voti (32,1%, 5,1% in più). Il risultato positivo dei nazionalisti, però, fu tutto a discapito degli alleati di Samobroma e della Lega delle famiglie polacche, che crollarono rispettivamente all'1,5 ed all'1,3%, non superando, così, lo sbarramento del 4%. La maggioranza governativa uscente, pertanto, si ritrovò priva dei 100 seggi assicuratigli dai nazionalisti agrari e dai nazionalisti cattolici. Vero vincitore delle elezioni, risultarono i liberali di PO, che con il 41% dei voti e 209 seggi divennero il primo partito ed ottennero di poter guidare il paese decidendo di allearsi con i centristi agrari del Partito del Popolo Polacco o con l'alleanza di centro-sinistra "Sinistra e Democratici".

    Il PiS è particolarmente avverso alle politiche di liberalizzazione delle droghe, alle unioni omossessuali, è fautore di un marcato ruolo dello Stato nell'economia ed è avverso ad una maggiore integrazione europea.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto...tizia_(Polonia)
    Ultima modifica di Florian; 05-01-10 alle 21:20
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Polonia:al bando tutti i simboli del comunismo


    Vent'anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell'Est europeo. Il Senato ha infatti approvato una modifica all'articolo 256 del codice penale che dichiara illegali tutti i simboli comunisti. Chiunque li utilizza o ne è in possesso rischia fino a due anni di carcere per aver commesso il reato di «glorificazione del comunismo». Il Presidente della Repubblica Leck Kaczynski lunedì prossimo dovrebbe firmare la legge che probabilmente entrerà in vigore dal prossimo anno. A questo punto anche indossare t-shirt con l'immagine di Che Guevara o solamente canticchiare l'Internazionale nelle strade di Varsavia sarà considerato un crimine in Polonia.

    EMENDAMENTO – La nuova legge infatti proibisce espressamente tutte le immagini che inneggiano a sistemi antidemocratici: l'articolo afferma che è vietata «la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi». Uno dei principali promotori della norma è Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del Presidente della Repubblica e capo del partito di opposizione «Legge e Giustizia». Secondo Kaczynski questa legge è sacrosanta perché il comunismo è uno dei simboli negativi del '900: «Nessuna immagine del comunismo ha diritto di esistere in Polonia - ha spiegato ai media locali il leader dell'opposizione - Il comunismo e il suo sistema genocida deve essere comparato al nazismo». Molti storici polacchi condividono la tesi di Kaczynski: «Quello comunista era un sistema terribile e omicida che ha causato la morte di milioni di vite» ha dichiarato lo storico Wojciech Roszkowski. «Non è sbagliata la comparazione con il nazismo - sottolinea lo studioso polacco - e per questo i due sistemi e i loro simboli devono essere trattati allo stesso modo».

    PASSATO CHE NON PASSA - Sebbene i comunisti non abbiano più alcuna influenza politica, in Polonia sembra che il passato non voglia proprio passare. Nelle scorse settimane la Polonia infatti è stato il Paese che più si è battuto contro la candidatura di Massimo D'Alema a Ministro degli Esteri dell'Ue. L'ambasciatore della Polonia presso la Ue Tombinski definì D'Alema «un problema» per il suo passato comunista e precisò che era più adatto a quest'incarico «una persona la cui autorità non può essere contestata a causa delle sue appartenenze politiche passate». Recentemente l'uscita dell'ultimo film del famoso regista Andrzej Wajda che racconta il massacro di Katyn durante la Seconda Guerra Mondiale ( i sovietici uccisero oltre 20.000 tra civili e soldati polacchi) ha suscitato un rinnovato odio contro gli oppressori russi.

    LIBERTA' D'ESPRESSIONE - Come sottolinea il Times di Londra lo scopo dei politici polacchi è chiaro: «rendere invisibile il comunismo». Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha ribadito che il Palazzo della Cultura e della Scienza, il più alto grattacielo in Polonia, deve essere abbattuto solo perché è un regalo fatto da Stalin ai cittadini di Varsavia. Non importa che, nel corso degli anni, sia diventato una delle strutture simbolo della città: «Se lo abbattessimo, anche la Polonia avrebbe il simbolo della fine del comunismo come la Germania ha i resti del muro di Berlino. Poi in termini ecologici è anche una costruzione molto inquinante». La battaglia contro il comunismo ha comunque il sostegno della popolazione e della stampa: «Il punto centrale è dimostrare che non vi è nulla di romantico o di divertente nel comunismo» dichiara un cronista polacco al Times. «Il comunismo - prosegue il giornalista - non è stato un gioco. E neppure un’ideologia che riscaldava il cuore. Il comunismo invece fermava i cuori, li faceva appassire e li rendeva freddi».


    Polonia:al bando tutti i simboli del comunismo : V per VERITA'
    Ultima modifica di Florian; 05-01-10 alle 21:54
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Bel provvedimento del cazzo.
    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Se vuoi andare a vivere in Polonia credo che nessuno ti trattenga
    Fai veramente cascare le braccia. Uno vuole leggersi in santa pace un thread, e toh, il primo commento che trova è una frase insignificante, condita con volgarità, e - figurarsi - neppure argomentata. Il secondo commento, putacaso polemico, non aggiunge neppure una briciola di sostanza.
    Facciamo così: conta fino a tre prima di postare in questo Forum. No, non ti sto cacciando, nessuna censura preventiva: sei liberissimo di scrivere, ma facci la carità di scrivere qualcosa di civile lungo più di una riga e senza intento provocatorio. Grazie...

  9. #9
    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    Nel merito della discussione: provvedimento doveroso e giusto. In fase di crisi economica i soldi sono pochi, e di sicuro non possono essere destinati ad ingrassare i dirigenti di un regime omicida macchiato di crimini spaventosi.
    La Polonia è ormai una nazione di riferimento, avanti così.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Voglio andare a vivere in Polonia

    I fratelli Kaczynski sono clericali,populisti, antisemiti e omofobi.
    Non sono di destra,imparate da Fini.hefico:

 

 
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