ELEZIONI/BERLUSCONI DENUNCIA'SOS DEMOCRAZIA',UNIONE NON RACCOGLIE punto
Prodi: "Insulti sgradevoli, ma succede. Noi siamo sereni"
Roma, 22 mar. (Apcom) - Prima l'accusa di "organizzare schiere di squadristi" per impedire i suoi comizi, poi l'affondo: "Siamo in emergenza democratica". Dopo l'attacco ai vertici di Confindustria, Silvio Berlusconi continua ad alzare i toni della campagna elettorale, e in una conferenza stampa ufficialmente convocata per rendere conto dell'ultima riunione del Cipe, si scaglia contro il centrosinistra.
Appena sceso nella sala delle conferenze stampa di palazzo Chigi, il premier mette subito in chiaro che l'argomento clou non saranno gli stanziamenti deliberati dal Cipe: "Non sono d'accordo con i giornali che titolano che a Genova sono stato contestato. A Genova è avvenuta una cosa gravissima: non è stato contestato Berlusconi", bensì è succedo che "dei violenti hanno usato la violenza, resistendo anche alle Forze dell'ordine, intervenendo in una civile campagna elettorale attraverso atti di insubordinazione, di eversione, di violenza e di offesa. Se noi cominciamo a dire che questa è contestazione politica, non sappiamo più dove andiamo a finire". E poi il primo attacco al centrosinistra: "Questi sono atti inaccettabili ed è inaccettabile che la sinistra tolleri nel proprio ambito chi pratica normalmente la violenza anche per cercare di vietare ad un avversario politico di esporre i suoi programmi". Ancora: è la sinistra che "organizza" queste manifestazioni: "Non credo che sia spontaneismo perché è diventata una regola. Le forze dell'ordine mi dicono che sono tutte manifestazioni organizzate. Vengono organizzate schiere di squadristi che non solo offendono, dando al presidente del Consiglio dell'assassinio e del mafioso, ma adirittura usano la violenza per cercare di interromepre manifestazioni e di attaccare le persone". Questo "è qualcosa di estrmamente grave e inaccettabile".
Sembrava finita qui, ma dopo mezz'ora dedicata alle risorse stanziate dal Cipe, Berlusconi riparte: "Sono indignato nel trovarmi di fronte a un'opposizione che ha come unica arma contro il governo la menzogna, la falsità, il ribaltamento della realtà. Io non riesco a darmi pace sul fatto che siamo capitati ad avere contro di noi un'opposizione di tal fatta che ha la menzogna connaturata al suo modo di agire. E' una cosa indecorosa, indegna di un paese civile. A questo aggiungo la violenza che viene perpetrata nei nostri confronti". E dunque, è l'ultimo affondo, "credo davvero che siamo in una situazione di emergenza democratica".
La replica del centrosinistra è affidata in prima battuta al leader Romano Prodi: "Io credo che il presidente del Consiglio, che è abituato a stare in mezzo alla folla sappia che ci sono sempre gli insulti, fa parte della democrazia, anche se non è gradevole". E per sottolineare la differenza di stile con il premier, racconta un episodio occorsogli in Puglia: "Stamattina mentre correvo all'alba tra Monopoli e Alberobello mi hanno urlato: 'Smettila, vai a lavorare!'. Io ho semplicemente risposto che avrei fatto la doccia e sarei andato a lavorare. Questa è democrazia e serenità". Quanto agli incidenti di ieri nel capoluogo ligure, Prodi ribadisce: "Ho già risposto ieri immediatamente, condannando ogni forma di violenza e non solo invocando una campagna elettorale serena, ma imponendo a tutti noi una campagna elettorale serena come abbiamo sempre fatto".
Anche il segretario Ds Piero Fassino prova a tenere bassi i toni: "Non credo che gli elettori apprezzino l'innalzamento della tensione e la radicalizzazione dello scontro, vogliono capire le proposte in campo, scegliere chi votare. Non seguiremo Berlusconi sul terreno della rissa: vogliamo parlare agli elettori e illustrare il nostro progetto".
Rimarca le differenze tra Unione e Cdl anche Francesco Rutelli: "Noi - dice il presidente della Margherita - siamo diversi dalla Cdl, siamo la forza che vuole unire mentre loro vogliono spaccare, dividere. Quello che cercherò di fare anche stasera (nel corso del duello tv con Pierferdinando Casini, ndr) è spiegare questa differenza tra noi e loro, tra chi pensa di lucrare sulle divisioni e chi vuol far ripartire il paese sull'unità di intenti e obiettivi".
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