Perugia e’ la Disneyland della droga in Italia. Prezzi popolari, sostanze stupefacenti di tutti i tipi e di alta qualita’. Questo e’ il dato allarmante che da qualche anno a questa parte ci stiamo portando dietro e che anche per il 2009 ci attesta quale la realta’ dove e’ piu’ alto il tasso di morti per overdose.
A Perugia la droga non si compra, te la tirano dietro. Gli spacciatori sono ovunque, nei vicoli del centro storico, nei sobborghi di periferia, vicino alle facolta’, nelle stazioni dei treni e degli autobus, nei parchi e ultimamente – dato ancora piu’ allarmante – davanti alle scuole. Raramente incontrerete uno studente che non conosce i principali luoghi di spaccio di Perugia che sono diventati off-limits ai piu’.
Sembra che gli spacciatori non abbiano paura di nulla, in qualsiasi orario del giorno e della notte riescono a dar vita a piccoli grandi mercati della droga dove sono per lo piu’ i giovani a essere i consumatori che ogni giorno si stima comprino oltre 6000 dosi!
Oltre al record per morti di overdose deteniamo anche la quota piu’ alta rispetto a tutte le altre regioni (55,7%) relativa alle persone straniere segnalate per violazione delle leggi sulla droga: a Perugia dunque vengono molti stranieri non solo per studiare all’universita’, o perche’ e’ una delle citta’ in cui e’ piu’ facile per uno straniero accedere agli alloggi popolari – altro argomento scottante di cui poter un giorno parlare – ma vengono in molti perche’ e’ facile spacciare e vendere a buon mercato. Dalla relazione annuale antidroga della Polizia di Stato del 2007 risulta che negli ultimi 10 anni in Italia il numero totale dei decessi da abuso di stupefacente e’ notevolmente calato, mentre in Umbria questo decremento non c’e’ stato, anzi si e’ registrato un sensibile aumento. Inoltre l’Umbria e’ al quarto posto fra le regioni italiane per quantitativi di eroina sequestrati, un numero impressionante di quantitativi che fa soprattutto pensare su dove vanno a finire poi i proventi di tutto questo business immenso.
Questi i dati, poi c’e’ tutto l’aspetto della tragedia sociale e politica: a Perugia come nel resto dell’Umbria le amministrazioni di centrosinistra stanno proseguendo con la politica della “riduzione del danno” tramite l’utilizzo di altre sostanze stupefacenti che possono – quando non hanno effetti indesiderati - salvare sul momento il tossicodipendente per strada o alleviarne il dolore, ma che mantengono comunque la cronicita’ della dipendenza del tossico non risolvendo affatto il problema principale, cioe’ quello di far uscire dal tunnel della droga queste persone. In Umbria operano ben 21 centri comunitari tra i piu’ importanti in Italia, ma spesso questi vengono quasi totalmente ignorati dalle amministrazioni locali per determinate scelte politiche ed ideologiche: questi centri permettono al tossicodipendente di fare un percorso di recupero serio, dove curano la persona nel fisico ma anche nella coscienza, perche’ e’ da li che e’ partito tutto e solo da li potra’ iniziare il vero recupero della persona. Ogni giorno questi centri rischiano di chiudere, vuoi per la crisi, vuoi per la burocrazia oltre alla mancanza di fondi: investire in questi centri di recupero piuttosto che sul Narcan (una delle sostanze usate per cercare di recuperare i tossici per strada dallo stato di overdose) darebbe sicuramente risultati migliori dello stato di dipendenza che viene comunque mantenuto con queste soluzioni farmacologiche.
Lo scenario attuale e i risultati ottenuti sotto gli occhi di tutti: ogni mese nelle strade perugine perdono la vita ragazzi e ragazze per overdose, ogni giorno si trova una fila sterminata ai Ser.T. di giovani uomini, donne (anche incinte) e di intere famiglie dove e’ possibile vedere il fallimento della politica della “cura” adoperata dalle amministrazioni di centrosinistra.
Sono la lotta serrata allo spaccio, leggi piu’ severe anche in ambito locale, ma soprattutto il binomio prevenzione e recupero le uniche vie percorribili per combattere la droga e lo spaccio, non certo il mantenimento dello status quo.
Si fa uso di droga non solo per alleviare i propri dolori o procurarsi momentanei piaceri ma anche per tentare di fuggire da un disagio sociale, dalla mancanza di una famiglia, la mancanza di qualcosa in cui credere, un tentativo vano di coprire la propria incapacita’ nel realizzare la propria autonomia come adulto: tutti motivi che non possono essere risolti con la sola assistenza farmacologica o con una o due ore di psicoanalisi al mese.
Il tossicodipendente non e’ solo un paziente, ma un uomo o una donna che deve crescere affrontando un determinato percorso guidato e che deve aver garantita in ogni momento tutta l’assistenza morale e sociale per poter uscire dal tunnel della droga.