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    Talking Bielorussia:polizia e bulldozer contro gli "arancioni"

    Esteri
    18 mar 08:17

    MINSK (Bielorussia) - "Se l'opposizione tentera' una rivoluzione e si ribellera' ai risultati delle elezioni, le tireremo subito il collo. Come si fa con una piccola anatra". Lo ha detto Alexandre Loukachenko, presidente della Bielorussia, alla vigilia delle elezioni. "Dio faccia che l'opposizione sia ragionevole" ha proseguito Loukachenko, che si si sente la vittoria in tasca, parlando alla tv del paese. Il presidente bielorusso e' al potere da dodici anni. E ha assicurato: "Posso garantire che non ci sara' alcun colpo di Stato", nonostante l'opposizione sia pronta domani a manifestare a Minsk, sull'esempio della "rivoluzione arancione" del 2004 in Ucraina. Loukachenko non le ha mandate a dire neanche agli osservatori internazionali: "Che non oltrepassino i loro compiti. Noi non non siamo marionette di nessuno". Chiaro riferimento all'ipotesi di colpo di stato dei paesi occidentali, orchestrato dagli Stati Uniti. Loukachenko, per essere rieletto, dovra' superare il candidato dell'opposizione Alexandre Milinkevitch, che ha promesso ieri di non lasciarsi intimidire: "Piu' loro minacciano di usare la forza, piu' noi protestiamo". (Agr)

  2. #2
    kalashnikov47
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    Finalmente un po' di parole chiare e confortanti. Grazie Lukaschenko!

  3. #3
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    Prove concrete di un colpo di Stato

    | Venerdi 17 Marzo 2006 - 13:27 | Marzio Paolo Rotondò |

    Ora Minsk ha anche le prove. Stepan Sukhorenko, il capo del KGB bielorusso, ha fornito le prove ufficiali sull’organizzazione di un colpo di mano nel periodo delle elezioni. Intorno alla data degli scrutini, in programma per il 19 marzo, Stati Uniti e Georgia, con l’appoggio dell’opposizione di Aleksander Milinkevich al presidente Alexander Lukashenko (nella foto), starebbero programmando rivolte popolari accompagnate addirittura da attentati dinamitardi mirati.
    La prova di questa trama politica sarebbe stata recuperata dai servizi segreti bielorussi qualche tempo fa ma divulgata dettagliatamente al pubblico solo ieri.
    In una conferenza stampa organizzata nella capitale, Sukhorenko ha mostrato un video in cui un uomo, presumibilmente dei servizi segreti, afferma di essersi infiltrato nel progetto di putsch. Descrivendo la struttura organizzativa interna di questa organizzazione sovversiva, l’uomo dichiara di essere stato reclutato in un campo di addestramento militare in Georgia gestito da arabi appartenuti alle forze Sovietiche. Durante l’addestramento, degli istruttori statunitensi avrebbero chiesto loro di piazzare delle cariche esplosive, da far esplodere durante le elezioni, in quattro seggi elettorali a Minsk. “Gli americani ci hanno detto di organizzare quattro esplosioni nelle scuole (sedi dei seggi elettorali, ndr). Ma il posto ed il luogo ci sarebbe stato fornito solo all’ultimo”. Numerosi altri attacchi di ogni genere sarebbero, in questo modo, già progettati.
    “Conosciamo solo una parte degli attacchi che sono stati preparati”, ha affermato Stepan Sukhorenko al termine della proiezione esponendo il parere dell’esecutivo bielorusso. “Non stiamo in alcun modo interferendo con i diritti dei candidati, ma stiamo avvertendo di questo tentativo di prendere il potere con la forza sotto la copertura delle elezioni”.
    Per questo motivo, il governo di Minsk sta preparando delle contromisure per evitare che tutto questo accada.
    In quest’ottica, si è avvertito che i manifestanti e militanti dell’opposizione che intendono scendere in piazza in modo aggressivo dopo la chiusura delle urne delle elezioni presidenziali, saranno visti di cattivo occhio. “I contestatori saranno considerati come dei terroristi”, ha detto Stepan Sukharenko, promettendo che “lo Stato farà ciò che è necessario per rimuovere il pericolo” di attentati.
    L’opposizione guidata da Aleksander Milinkevich, principale sfidante dell’attuale presidente Aleksander Lukashenko alle votazioni, nei giorni scorsi non ha escluso la possibilità di tenere una grande contestazione di massa, nel caso in cui il capo di Stato ottenga la riconferma alla guida del Paese. Milinkevich ha però assicurato che la dimostrazione sarà del tutto pacifica e che questo non dovrebbe portare gravi conseguenze.
    Le elezioni in Bielorussia sono un tema sempre più scottante sotto diversi punti di vista. Oltre a precauzioni sulla sicurezza nazionale, il governo di Minsk ha anche negato l’accesso a molti coloro che ritengono il presidente Alexander Lukashenko l’‘ultimo dittatore europeo’ o chi non riconosca l’autorità del parlamento bielorusso, di solito accomunati da uno spirito filoamericano. Una mossa politica che ha fatto molto discutere poiché sono stati allontanati giornalisti ed alcuni osservatori elettorali inviati a far sì che non vi siano brogli. Senz’altro, vedendo i recenti precedenti delle rivoluzioni variopinte sostenute dalla politica estera americana per destabilizzare l’influenza russa sulla Confederazione degli Stati Indipendenti (CSI), è chiaro che di fronte a numerosi colpi di Stato andati a buon fine la Bielorussia si stia chiudendo a riccio. Un modo sicuramente non peggiore di quello di prendere il potere con la forza.
    Marzio Paolo Rotondò

  4. #4
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    BIELORUSSIA: ELECTION DAY, SCONTATA VITTORIA DI LUKASHENKO

    MINSK - In Bielorussia si vota oggi per il presidente. E sul vincitore non esiste il minimo dubbio: Aleksandr Lukashenko, dal 1994 padre padrone di questo piccolo Paese slavo di dieci milioni di abitanti, si attribuira' una vittoria plebiscitaria e l'Occidente reagira' incollandogli con maggior forza l'etichetta di ''ultimo dittatore d'Europa''.
    Non meno del ''trionfo'' di Lukashenko e' scontato il giudizio estremamente negativo che daranno i circa cinquecento osservatori europei dell'Osce: in quanto a democraticita' la campagna elettorale - con in lizza l'onnipotente Lukashenko, due candidati della sparuta e imbavagliata opposizione (Aleksandr Milinkevic e Aleksandr Kozulin) e un fiancheggiatore del regime, Serghei Gaidukevic - ha lasciato troppo a desiderare.

    E' invece imprevedibile - ed e' l'unico motivo di allarmante suspense per questa chiamata alle urne - che cosa succedera' dopo la chiusura dei seggi alle 20 (le 19 in Italia) nel centro di Minsk, la capitale, dove Milinkevic - un fisico di 58 anni molto ben visto a Bruxelles - ha chiesto ai suoi di confluire in massa. Il principale candidato delle opposizioni vorrebbe annunciare in piazza Oktiabrskaia i ''veri'' risultati elettorali (''Lukashenko non e' in grado di prendere piu' del 40% al primo turno'', ha ripetuto ad ogni comizio) e dar vita ad una vibrata protesta pacifica contro i ''brogli del regime''.

    I servizi di sicurezza agli ordini di Lukashenko (che si chiamano Kgb, proprio come all'epoca sovietica) hanno pero' avvertito che non tollereranno stasera nessuna kermesse di piazza. Accusano l'opposizione di puntare ad una ''presa violenta del potere'' sulla falsariga della ''rivoluzione arancione'' dell'autunno 2004 in Ucraina e hanno lanciato un avvertimento da brivido: chi protestera' in strada su invito di Milinkevic sara' trattato da ''terroristi'' e rischiera' - oltre le pallottole - addirittura l'ergastolo o la condanna a morte. Benche' presentato ufficialmente come l'Election day, quello di oggi e' in effetti l'ultimo giorno di voto per il primo turno delle presidenziali: dalla mattina del 14 marzo a ieri tutti i 6.585 seggi sono rimasti infatti aperti durante le ore d'ufficio per permettere a tutti gli elettori una capatina anticipata alle urne con il massimo comodo. Ed e' un sistema - usato ufficialmente nei giorni scorsi dal 20% dei 7 milioni di elettori - che si presta benissimo ai brogli, a giudizio di Milinkevic e degli osservatori dell'Osce.

    Molto ben visto da larghi strati della popolazione per la stabilita' garantita dopo il traumatico crollo dell'Urss e per una crescita che ha, grazie al sostanzioso sostegno economico della Russia, permesso un briciolo di benessere, Lukashenko si e' aggiudicato le presidenziali del 2001 con oltre il 75% dei suffragi e sembra intenzionato a spuntarla anche stavolta con un risultato altrettanto trionfale.

    Puo' contare su un totalizzante controllo delle televisioni e nelle ultime settimane il Kgb e la polizia hanno imbavagliato in tutti i modi le opposizioni arrestando per teppismo almeno trecento attivisti, sequestrando o impedendo la diffusione dei giornali non allineati al regime, sabotando i comizi di Milinkevic e Kozulin.


    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 19/03/2006 09:01

  5. #5
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    Angry E questi che ca@@o vogliono?!?!

    Elezioni in Bielorussia, monito Ue a Lukashenko - di Redazione -


    Il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, ha ammonito ieri le autorità bielorusse per l'ostilità dimostrata nei confronti dell'opposizione alla vigilia delle elezioni. «Siamo preoccupati - ha detto Barroso - per gli sviluppi riscontrati, come la mancanza di libertà e la persecuzione dei leader dell'opposizione. Di certo ogni sviluppo negativo della situazione avrà conseguenze nelle relazioni tra Unioni europea e Bielorussia». L'ex Repubblica sovietica oggi va alle urne per eleggere il presidente. Favoritissimo è Aleksandr Lukashenko, padre-padrone dello Stato, che si presenta per la terza volta grazie a una modifica della Costituzione. L'altro ieri Lukashenko, ultimo dittatore d'Europa, ha annunciato una «repressione crudele» contro gli avversari politici.

  6. #6
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    Elezioni bielorusse:bene Lukashenko
    Per exit poll presidente uscente riconfermato con l'83,5%
    (ANSA)- MINSK, 19 MAR- Le presidenziali in corso in Bielorussia dovrebbero vedere riconfermato Aleksandr Lukashenko,con l'83,5% dei voti secondo un primo exit poll. Aleksandr Milinkevic,il principale candidato delle opposizioni democratiche,secondo il sondaggio non prendera' piu' del 2,5%. L'altro candidato dell'opposizione, Aleksandr Kozulin, ex rettore dell'universita' di Minsk, e' accreditato del 2,1%. Un po' meglio e' piazzato - con il 2,62% - il 4/o candidato, Serghei Gaidukevic, fiancheggiatore di Lukashenko.

  7. #7
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    Bene.

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    Dopo Milosevic,il prossimo pellegrinaggio è verso Minsk?

  9. #9
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    Perchè no?
    Tu che diavolo vuoi?
    A titolo personale uno va dove gli pare..tu sei liberissimo di andare in Israele o dai tuoi amici neocons in U$A...noi siamo liberissimi di andare in Serbia, in Bielorussia o in Russia...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Der Wehrwolf
    Perchè no?
    E ai voti chi ci pensa?Mio nonno?

 

 
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