"L'aria che tira è questa. Lo si è visto a Vicenza. E ora da il Cavaliere prepara un altro show. In tv. Fuori dalle regole". Quella che serpeggia nell'Unione non è una paura. Perché, spiegano in piazza Santi Apostoli, "non è affatto detto che la furia di Berlusconi porti voti alla sua causa". Ma è una sensazione diffusa, quasi una previsione, visto l'andazzo degli ultimi giorni di campagna elettorale.

Da Vicenza a Vespa. Se la spunteranno gli "incendiari", la strategia della doppia V - sulla quale anche dentro Fi ci si divide - troverà il suo compimento nel secondo duello con Romano Prodi. Il prossimo 3 aprile.

Il Riformista ipotizza per il Cavaliere un week-end di training pre-duello con i giovani di "Motore azzurro", a Villa Certosa. Ma nel giro dei consiglieri del premier si fanno sentire quelli che spingono per una soluzione di "forma" più che di contenuti: "Il Presidente deve forzare i toni e le regole, e tornare clamorosamente a ribadire che lui non c'entra con i vecchi rituali della politica".

Sarebbero soprattutto i consulenti americani che in questi giorni spingono verso l'ipotesi "estrema". Con uno schema semplice. Accettare dibattito e domande dei giornalisti fino a metà del confronto, poi partire per la tangente: il colpo di teatro. Liquidare le domande da studio in pochi secondi e prendersi lo spazio come meglio crede. Parlando direttamente ai telespettatori. Alzando i toni e lavorando sulla gestualità. Come a Vicenza.

Lo schema "incendiario" avrebbe l'appoggio incondizionato della Lega, e quello a posteriori di Giuliano Ferrara. Ma lo stesso Berlusconi sarebbe ancora indeciso. Anche nel suo partito i pompieri sono al lavoro. E suggeriscono, piuttosto, di imporre uno come Carlo Rossella tra i giornalisti in studio.

"Questa storia del colpo di teatro è un bluff", dice il diessino Giuseppe Giulietti. "Berlusconi vuole far saltare i nervi all'avversario, ma poi le cose andranno come nel primo duello". E in caso contrario? "Se infrange le regole, sarà un problema di Vespa. E il premier si pentirà amaramente di averlo fatto".

Dc in costruzione. Sono alleati della Cdl, ma hanno programmi più a lungo termine. Vogliono, nientemeno, guidare la ricomposizione dei moderati. Sul sito web della Dc di Gianfranco Rotondi campeggia, tanto per capirci, l'immagine di Piazza del Gesù. Il palazzo che fu di Moro, Andreotti, Forlani. Curioso che con tutte queste ambizioni il banner "campagna elettorale" porti ad una pagina in costruzione. A quindici giorni dalle elezioni.
(23 marzo 2006)