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Discussione: I Rifiuti Campani

  1. #1
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    Predefinito I Rifiuti Campani


    RIFIUTI: LA CAMPANIA DI NUOVO IN GINOCCHIO, ARRIVA BERTOLASO NAPOLI - I sette impianti di Cdr della Campania sono al collasso e sulla strade dei centri abitati si continuano ad accumulare rifiuti.

    Solo a Napoli, negli ultimi giorni, non sono state raccolte oltre 1800 tonnellate di spazzatura. E la situazione resta critica anche altrove, persino in alcuni piccoli comuni. E' questo lo scenario che ha visto oggi il capo del dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, giunto in Campania per fare il punto della situazione col commissario di governo, Corrado Catenacci, ma anche per indicare il nuovo piano redatto nei mesi scorsi dopo l'uscita di scena della Fibe, che gestiva i Cdr e che aveva vinto l'appalto per la costruzione dei due termovalorizzatori di Acerra (Napoli) e di Santa Maria La Fossa (Caserta). Domani Bertolaso terra' una conferenza stampa negli uffici della prefettura di Napoli.

    A determinare la paralisi dei Cdr, dove ogni giorno affluiscono in media 7200 tonnellate di solidi urbani raccolte lungo le strada della Campania, e' stata l'impossibilita' di trasferire in discarica gli scarti della lavorazione, ovvero fos e sovvalli. E la mancanza di fondi non ha consentito di poter proseguire la costosa operazione del trasferimento in invasi individuati fuori i confini della regione, anche a migliaia di chilometri di distanza.

    I piazzali sono rimasti ingolfati, le linee di produzione delle ecoballe (da stoccare in attesa di essere poi bruciate nei termovalorizzatori che, al momento, non ci sono) si sono bloccate e dinanzi ai sette impianti di Cdr (tre in provincia di Napoli e gli altri quattro nelle restanti province) si sono subito formate lunghe file di autocompattatori stracolmi di spazzatura.

    Solo nei prossimi giorni sara' pronta la discarica di Montesarchio, nel Sannio, dove oggi pomeriggio il capo della Protezione civile ha effettuato un sopralluogo ed ha incontrato gli amministratori locali. Una visita per verificare lo stato dei lavori: la discarica dovrebbe essere pronta entro i primi giorni del mese prossimo. Bertolaso ha assicurato che verra' rispettata l'intesa sottoscritta con le popolazioni locali sulla durata di esercizio ma anche sulla quantita' di rifiuti che verra' smaltita.

    Insomma i controlli, ha detto, saranno serrati. In serata lo stesso Bertolaso ha presieduto un tavolo tecnico negli uffici della prefettura di Napoli dove era fissato, tra l'altro, un incontro con il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo e l'assessore all'Igiene urbana, Fernando Di Mezza.

    Il nuovo piano per traghettare definitivamente la Campania fuori dall'emergenza rifiuti (il commissariato e' stato istituito dodici anni fa), e' gia' pronto da alcune settimane ed e' stato sottoposto all'attenzione del ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, e del presidente della Giunta regionale della Campania. E non si esclude che nell'incontro con la stampa, convocato appunto per domani, Bertolaso lo illustri dettagliatamente.

    "MA QUANDO CRESCERETE MALEDETTI TERRONI" AVETE ROTTO LE P...E INCOMINCIATE A TRATTARE I VOSTRI RIFIUTI OPPURE MANGIATEVELI!!!

  2. #2
    Gaeta resiste ancora!
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    Barbaro di un paesano, pensa ai caxxi tuoi, dì la verità sei un impiegato REGIONALE ?


    Fonte: Il Giornale
    Umbria, una famiglia su due la mantiene la Regione
    - di Pierangelo Maurizio -
    da Perugia
    Se nella rossa Toscana una famiglia su tre vive con il soldi transitanti in gran parte dalla Regione, nella rossa Umbria ci campa una famiglia su due. Quattro Asl, due aziende ospedaliere, più nove comunità montane, due Province, due università... Su 825mila abitanti, 50mila sono dipendenti pubblici, pari al 6,1 per cento dell'intera popolazione, la percentuale più alta d'Italia. Ma è una cifra falsa. Dai 50mila sono stati scorporati per esempio i lavoratori delle ex municipalizzate, diventate Spa private ma con capitali pubblici. La cifra vera oscilla tra i 90mila e i 100mila. Ci sono 300mila pensionati e negli ultimi quattro anni la terra di San Francesco ha fatto il miracolo: boom delle pensioni di invalidità (più 47 per cento), appena superata dalla Campania (47,3 per cento).
    Dice Ernesto Galli della Loggia: «In Umbria c'è un regime. Il sistema politico è connotato dalla mancanza fisiologica di un ricambio. Il controllo massiccio delle risorse da parte della classe politica - spiega - ha fatto sì che voti per la sinistra anche il dieci per cento di un elettorato tendenzialmente “strategico” e di tipo moderato.
    Il regime è così in grado di autoalimentarsi all'infinito creando via via un controllo capillare del voto fondato sullo scambio». Ancora meglio definisce la situazione una battuta che circola da queste parti: «Una volta un umbro su due votava comunista. Adesso un comunista umbro su due vota in un consiglio di amministrazione».
    Carlo Ripa di Meana, che nella passata legislatura era stato eletto nel centrosinistra in Regione, a un certo punto con la supervisione di Claudio Abiuso ha provato a contare enti e carrozzoni: titolo del dossier «Il sottogoverno in Umbria». È saltato fuori che, sanità a parte, la Regione sforna nomine in 298 enti, tra associazioni, comitati, osservatori, consorzi e cooperative. Racconta: «Più volte ho ricevuto dal gruppo dei Ds all'ultimo momento, in aula, i nomi da votare scritti su un biglietto. Persone che non conoscevo e di cui non ero in grado di valutare le capacità. E così, con l'eccezione di due persone invece a me note, ho sempre votato scheda bianca». In questi anni l'opposizione in Umbria l'hanno fatta lui, il giornalista del Messaggero Sandro Petrollini con i suoi libri («Rossi per sempre» e «DettoSfatto»), e Il Giornale dell'Umbria, rara voce controcorrente.
    Al centro di questo sistema e delle critiche è, inevitabilmente, lei: Maria Rita Lorenzetti, 53 anni, la governatora ds. Pugno di ferro, considerata da tutti una donna di potere capace e abile, da «Mozzarella» come la chiamavano al liceo a «Madame preferenze»: a giugno l'hanno rieletta per il secondo mandato con il 63 per cento dei voti.
    Ha un curriculum di tutto rispetto: sindaco di Foligno, quattro mandati da parlamentare durante i quali ha anche ricoperto la carica, decisiva, di presidente della Commissione lavori pubblici. È una dalemiana di ferro. Quando nei paraggi c'è D'Alema ama ripetere la raccomandazione che le fa la madre: «Tu oggi devi fare una cosa sola: salutarmi Massimo... ».
    Quanto a risultati plebiscitari non è da meno il sindaco di Perugia, Renato Locchi, dso. Anche lui rieletto con il 63,4 per cento. Da sempre qui l'asse preferenziale, come in tutte le regioni rosse, è con i costruttori. E quando un Comitato cittadino protesta, gli viene attribuita questa risposta: «Conosco un solo Comitato, quello elettorale e per fortuna si riunisce una volta ogni 5 anni».
    Ma c'è spazio anche per i volti nuovi. Maria Prodi, ad esempio, la nipote di Romano. Lo scorso anno per farle posto nella giunta regionale come assessora al Turismo non si è esitato un attimo a sacrificare l'ex sindaco di Perugia, il professor Gianfranco Maddoli, a seguito di una faida interna alla Margherita.
    Dopo le ultime Regionali, Maria Prodi - anche questa volta senza passare per le urne e senza essersi candidata - è stata richiamata in giunta anche se per un incarico più defilato: Istruzione e formazione professionale.
    Ma si diceva delle nomine. Siamo nel regno dell'indeterminato. Per quanto riguarda i compensi si va dagli 11mila euro al mese per i direttori delle Asl, ai gettoni di presenza che oscillano dai 15 ai 206 euro, agli incarichi gratuiti per cui sono previsti i rimborsi spesi. Per i 154 enti sui 298 schedati da Ripa di Meana che si sono degnati di fornire qualche dato è stata accertata una spesa annua per gli emolumenti di 2,2 milioni di euro: cifra che si presume raddoppi (considerando che la metà non ha risposto). La stima totale, se si aggiungono rimborsi, gettoni e «missioni», arriva a 8,6 milioni l'anno.
    Il punto tuttavia non sono tanto gli sprechi. Il punto è capire se molti di questi enti, comitati, commissioni in realtà sono l'interfaccia tra il potere politico e la distribuzione dei finanziamenti a pioggia.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da umbro

    RIFIUTI: LA CAMPANIA DI NUOVO IN GINOCCHIO, ARRIVA BERTOLASO NAPOLI - I sette impianti di Cdr della Campania sono al collasso e sulla strade dei centri abitati si continuano ad accumulare rifiuti.

    Solo a Napoli, negli ultimi giorni, non sono state raccolte oltre 1800 tonnellate di spazzatura. E la situazione resta critica anche altrove, persino in alcuni piccoli comuni. E' questo lo scenario che ha visto oggi il capo del dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, giunto in Campania per fare il punto della situazione col commissario di governo, Corrado Catenacci, ma anche per indicare il nuovo piano redatto nei mesi scorsi dopo l'uscita di scena della Fibe, che gestiva i Cdr e che aveva vinto l'appalto per la costruzione dei due termovalorizzatori di Acerra (Napoli) e di Santa Maria La Fossa (Caserta). Domani Bertolaso terra' una conferenza stampa negli uffici della prefettura di Napoli.

    A determinare la paralisi dei Cdr, dove ogni giorno affluiscono in media 7200 tonnellate di solidi urbani raccolte lungo le strada della Campania, e' stata l'impossibilita' di trasferire in discarica gli scarti della lavorazione, ovvero fos e sovvalli. E la mancanza di fondi non ha consentito di poter proseguire la costosa operazione del trasferimento in invasi individuati fuori i confini della regione, anche a migliaia di chilometri di distanza.

    I piazzali sono rimasti ingolfati, le linee di produzione delle ecoballe (da stoccare in attesa di essere poi bruciate nei termovalorizzatori che, al momento, non ci sono) si sono bloccate e dinanzi ai sette impianti di Cdr (tre in provincia di Napoli e gli altri quattro nelle restanti province) si sono subito formate lunghe file di autocompattatori stracolmi di spazzatura.

    Solo nei prossimi giorni sara' pronta la discarica di Montesarchio, nel Sannio, dove oggi pomeriggio il capo della Protezione civile ha effettuato un sopralluogo ed ha incontrato gli amministratori locali. Una visita per verificare lo stato dei lavori: la discarica dovrebbe essere pronta entro i primi giorni del mese prossimo. Bertolaso ha assicurato che verra' rispettata l'intesa sottoscritta con le popolazioni locali sulla durata di esercizio ma anche sulla quantita' di rifiuti che verra' smaltita.

    Insomma i controlli, ha detto, saranno serrati. In serata lo stesso Bertolaso ha presieduto un tavolo tecnico negli uffici della prefettura di Napoli dove era fissato, tra l'altro, un incontro con il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo e l'assessore all'Igiene urbana, Fernando Di Mezza.

    Il nuovo piano per traghettare definitivamente la Campania fuori dall'emergenza rifiuti (il commissariato e' stato istituito dodici anni fa), e' gia' pronto da alcune settimane ed e' stato sottoposto all'attenzione del ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, e del presidente della Giunta regionale della Campania. E non si esclude che nell'incontro con la stampa, convocato appunto per domani, Bertolaso lo illustri dettagliatamente.

    "MA QUANDO CRESCERETE MALEDETTI TERRONI" AVETE ROTTO LE P...E INCOMINCIATE A TRATTARE I VOSTRI RIFIUTI OPPURE MANGIATEVELI!!!
    Un umbro che chiama 'terroni' i campani... UHauhUAhUAhUAhUAHUHAuHAuh... Questa me la segno...

    Modera i termini la prossima volta, altrimenti và a scrivere ciò che vuoi sul forum 'Padania!', dove anche tu saresti preso per terrone da una parte di chi abita sopra il Po.

  4. #4
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    il problema è che non ci si può limitare a seppellire tutta l'immondizia da una parte costringendo gli abitanti del luogo a fare cosa? A costruirsi dei rifugi anti atomici o meglio anti-puzza? Credo che nemmeno un popolo di santi, ammesso che sia mai esistito avrebbe mai accettato una cosa del genere: è logico che gli abitanti si opporranno con tutte le loro forze perché c'è in gioco ciò che di più caro hanno la loro terra cioè il loro futuro. Comunque terrone non lo dici a nessuno dato che a nord del Po ti chiamerebbero anche peggio

 

 

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