http://www.oppostadirezione.altervis...sentazione.htm
Il nome del periodico è OPPOSTA DIREZIONE. Questa Rivista nasce con il patrocinio del Coordinamento Progetto Eurasia (www.terradegliavi.org). Opposta direzione a cosa? Il lettore dovrà immediatamente porsi questo interrogativo e cercare negli articoli proposti una traccia per una conclusione inequivoca. Opposta direzione al senso di marcia mondialista, ai suoi disvalori, ai suoi modelli standard, alle sue paranoie, ai suoi modelli e alle sue finalità. L'opposta direzione non comporta, da parte del periodico, un insegnamento dogmatico o dottrinario. OPPOSTA DIREZIONE deve provocare sconcerto e aiutare il lettore alla riflessione su di sé e sulla modernità che lo circonda, per scorgerne gli aspetti nichilisti e distruttivi. L'Eurasia non sarà presentata come immediata risoluzione ai problemi posti dall'occidente americanocentrico, ma come progetto politico in divenire. Progetto capace di attrarre coloro i quali vorranno compiere un percorso di liberazione dal dominio culturale, economico, politico e militare imposto dagli USA. La linea editoriale, come anticipato, non prevede un taglio dogmatico o dottrinario. Il lettore non deve essere riempito di nozioni e addomesticato con certezze. Nostre intenzioni, invece, sono:
Prospettare l'Eurasia come una norma regolativa, un concetto limite verso il quale tendere i nostri sforzi.
Occuparci di temi d'attualità, legati alla contingenza quotidiana. Anche non immediatamente riconducibili alla forte Idea guida. Soprattutto vorremmo fare emergere le contraddizioni di un sistema mondialista che imprigiona e schiavizza persone e popoli; vorremmo denunciare la falsa idea di libertà che la propaganda occidentale diffonde, imponendo standard e stili di vita a masse sempre più sradicate e manipolabili. Gli articoli saranno denuncia o proposta o tutte e due le cose insieme, riguardanti anche un tema specifico o settoriale.
Evidenziare lo stato di sonnolenza di un'Europa americanizzata; al tempo stesso, però, vorremmo anche segnalare le potenzialità per un suo futuro sganciamento dal padrone statunitense.
Ipotizzare un'Europa alleata, alla pari, con la Russia, in vista di una nuova e più dignitosa stagione; vorremmo presentare queste idee di sovranità e indipendenza non come fondamento di un nuovo imperialismo (sostitutivo dell'attuale americano) ma come desiderio di un mondo multipolare.
Presentare l'Eurasia, anche attraverso percorsi intermedi, come un moto di ribellione verso la globalizzazione capitalistica; vorremmo che l'Eurasia rappresentasse una critica radicale alla posizione dominante dell'economia nei confronti di qualsiasi sfera della vita individuale, sociale e comunitaria; vorremmo che il mondialismo fosse vissuto come antitesi all'Eurasia stessa.
Prospettare un'Eurasia federata, multietnica e coesa; una Comunità di popoli che riscoprano le proprie radici; differenzialista e solidale; anticapitalista e autarchica; anticonsumistica e sobria; In definitiva, ogni articolo (che tratti di costume, economia, politica internazionale, ecologia, vecchie e nuove povertà, rapporto tra primo e ultimo mondo, disagio esistenziale, problema abitativo, ecc..) deve contribuire alla messa in discussione del lettore sugli stili di vita e sull'esistente imposti dall'occidente americanocentrico in quanto viatico per la liberazione dai vincoli imposti dal padrone americano.
Un problema che dovremo affrontare sarà quello del significato e del senso del registro che Opposta Direzione offrirà. Se il linguaggio è la casa dell'essere, allora i simboli da noi usati dovranno evocare, necessariamente, un ritorno alla Comunità, un ritorno alla Storia intesa come processo incessante, un desiderio alla progettualità che veda l'Europa artefice del suo destino. Destino che rimetta la Politica al centro della decisione, e ridimensioni l'onnipotenza della Tecnica in funzione dell'Economia. Il lettore dovrà essere implicitamente aiutato a divincolarsi dalle false, obsolete o fuorvianti dicotomie quali destra/sinistra, fascismo/antifascismo, comunismo/anticomunismo, Agnoletto/Cecchi Paone, ecc..
E' il compito più difficile che ci siamo dati. Come toccare i cuori e i cervelli dei nostri lettori e creare in loro sconcerto e risentimento nei confronti dell'esistente? L'unica via è prospettare loro un immaginario di idee e valori, progetti e percorsi, pulsioni e sentimenti che coincidano con gli spazi vuoti interiori resi nulli dalla modernità occidentale. Ridestare un senso di appartenenza e di radicamento repressi dai messaggi devastanti del villaggio globale americanomorfo.
Paolo Bogni


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(potevano fare Brigate eurasiatiste o Fossa dei nazionalcomunisti).

