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Citazione:
Originariamente Scritto da Mat Kava
Il film mi è piaciuto, ma il fumetto è anni luce avanti... scene come la distruzione della statua della giustizia sul book sono memorabili, qua di memorabile c'è solo la signorina Portman.
Ho appena visto il film, mi procurerò il fumetto molto presto.
Nel passato recente della trama una allegoria del nostro presente e nel presente della stessa trama una allegoria di un nostro possibile futuro.
Il futuro come non lo avete mai visto ma il presente come purtroppo lo stiamo vedendo.
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Citazione:
Originariamente Scritto da ARI6
Non l'ho visto ma ho letto il fumetto (ti consiglio di procurartelo, e con esso gli altri due capolavori degli anni '80: "Watchmen", empre di Moore, e "Il ritorno del cavaliere oscuro" di Frank Miller).
Che dire? concordo sulla compatibilità di "V for Vendetta" et similia colle tematiche libertarie, mi duole solo constatare come queste opere puntassero a eguagliare l'esperianza di Reagan-Tatcher coi regimi totalitari. O meglio, mi duole constatare come tale equivalenza fosse frutto di idee non meno stataliste. Peccato.
Hai presente la scena in cui viene fatta saltare in aria la statua della giustizia?
Ho pensato a te e alla statua della libertà simbolo dei libertari americani.
La libertà, la giustizia, hanno veramente bisogno di simboli o sono piuttosto come l'essenza di Dio che è nella pioggia per chi viene iniziato nell'acqua o nelle fiamme per chi viene iniziato nel fuoco?
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Onorato di essere in cima ai tuoi pensieri, ma io questa storia del rifiuto dei simboli non l'ho proprio capita.
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Credo che anche isimboli possano diventare una schiavitù.
In ogni caso ogni nuovo amico anche se non la pensa come me e sempre nei miei pensieri.
A presto.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Davide Nurra
Credo che anche isimboli possano diventare una schiavitù.
In ogni caso ogni nuovo amico anche se non la pensa come me e sempre nei miei pensieri.
A presto.
Ma se continuo così mi prenderete per un iconoclasta laico!
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Citazione:
Originariamente Scritto da Davide Nurra
Ma se continuo così mi prenderete per un iconoclasta laico!
In effetti è quello che pensavo :D
No, seriamente non riesco a capire come un simbolo possa creare schiavitù. Solo l'uomo agisce.
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Citazione:
Originariamente Scritto da ARI6
In effetti è quello che pensavo :D
No, seriamente non riesco a capire come un simbolo possa creare schiavitù. Solo l'uomo agisce.
Se ci pensi bene un simbolo è al servizio di una idea e l'idea è al servizio dell'uomo.
Se l'uomo si mette al servizio di una idea diventa pure schiavo del simbolo che la rappresenta.
Sono probabilmente cazzeggi filosofici.
Quando studiavo da prete nel seminario c'era un bel dipinto con San Francesco che deponeva Gesù Cristo dalla croce.
Sotto c'era una scritta che diceva
QUI NON RENUNZIAT OMNIBUS QUAE POSSIEDET NON POTEST MEUS ESSE DISCIPULOS.
Non è sardo (anche se gli rassomiglia) è latino e vuol dire pressapoco "chi non rinuncia a ciò che possiede non può essere mio discepolo"
Letto in chiave libertaria (Gesù Cristo è per me un Padre del Libertarismo) vuol dire la croce è il simbolo non è il fine, sono io il fine, io e l'uomo che rappresento, l'uomo dei dolori di cui parla il Profeta Isaia, colui che conosce ogni sofferenza dell'uomo, reietto maltrattato, irriconoscibile.
Servi quell'uomo insultato dall'ingiustizia umana e caricatelo sulle tue spalle.
Ora sono un aclericale (non mi piace l'aggettivo anticlericale) ma no sono un senza Dio.
La croce resta un simbolo ma il fine è l'uomo nuovo che il Cristo incarna.
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Che dire? io rifuggo l'interpretazione "rivoluzionaria" del Cristo, ritenendo anzi che il cristianesimo sia la religione che pone al centro l'uomo come è e non come dovrebbe essere. Basti pensare al sacramento della riconciliazione, che al tempo stesso prende atto dell'inevitabilità del peccato e conferisce grande valore al pentimento.
Questa visione, con la quale concordo pienamente, mette incredibilmente in rilievo l'individualità della persona umana: oguno è responsabile delle proprie azioni e ne risponde singolarmente al Creatore. Per questo non esistono simboli che creino libertà o schiavitù: tutto dipende dalle azioni dei singoli individui, che sono giuste (quando conformi al diritto naturale) e sbagliati (quando si allontanano da esso). Si è liberi solo dalla coercizione umana, si è schiavi solo di un'altro uomo: tutto è riconducibile alle azioni di un individuo. I motivi che dettano tali azioni non possono essere sviscerati completamente, e in fin dei conti non è il compito di chi ama la libertà: egli deve lottare solo perchè l'individuo, quali che siano le proprie spinte interiori, non sia ostacolato nel raggiungimento dei propri fini.