Io penso che in Italia si dovrebbe fare altrettanto.
In Francia su queste cose sono molto più seri.
Nelle banlieus parigine la rabbia contro la ghettizzazione razzista e classista è sfociata qualche mese fa in un movimento spontaneo che in breve tempo si è diffuso a macchia d'olio ed è stato fermato con l'unica risposta che lo Stato ha saputo dare a problemi sociali : la repressione.
Le periferie italiane fanno altrettanto schifo ,ma il welfare mafioso garantisce la pax e ribellioni del genere sarebbero impensabili,la politica mafiosa e democristiana che in Italia ha generato quei ghetti mostruosi è tuttora colpevolmente indifferente,lo Stato è assente e fa prosperare le mafie.
Adesso studenti ,operai e gente di vario tipo hanno occupato le università e stanno mettendo a ferro e fuoco la Francia per una legge sul lavoro che non è molto diversa dalla legge Biagi,che prevede licenziamenti per i giovani senza alcuna giusta causa ,ma come effetto del totale arbitrio del padrone.Per la Legge Biagi che ha introdotto forme terribili di precariato in Italia non c'è stato nemmeno un decimo della protesta francese.
Due considerazioni : 1) i vari girotondini un pò borghesi nostrani finalmente dovrebbero rendersi conto che il problema non è solo Berlusconi e il suo conflitto d'interessi,ma più in generale la destra neoliberista ,che è da avversare sempre e comunque,non a caso il "rispettabile"Chirac ,in Francia ha prodotto una politica socialmente devastante,nonchè razzista e reazionaria. Vorrei dunque che i vari Nanni Moretti e Flores D'Arcais ci pensassero due volte prima di vagheggiare la destra francese ed europea.
2)I vari compagni stile "Lotta Comunista,Skarm e via dicendo"per i quali le libertà civili sono "deformazioni borghesi"così come il '68,e per i quali ogni movimento di piazza studentesco nasce da figli di papà viziati,farebbero bene a ricredersi ora che in Francia gli studenti scendono in piazza per difendere il loro futuro,e nel farlo sono accompagnati dai proletari ,e molti di essi provengono da situazioni molto disagiate e dalle periferie francesi.




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