Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Fascismo e libertà individuali - riflessioni critiche

    Quello che pubblico di seguito è un estratto di "lettera a un soldato della classe 60", il testamento spirituale di Robert Brasillach, redatto nel carcere di Fresnes in attesa dell'esecuzione della condanna a morte.
    Mentre sperimentava sulla sua pelle l'amore per la libertà (sic...) dei sedicenti liberatori della Francia, che rifiutarono la domanda di grazia presentata dai maggiori intellettuali antifascisti d'oltralpe, Brasillach si interrogava sulla possibilità di conciliare fascismo e libertà individuali.
    Ritengo queste riflessioni ancora attualissime, per noi che, tra tanti limiti, di una determinata politica abbiamo l'ambizione di essere eredi, e abbiamo, certo in termini meno drammatici rispetto a lui, sperimentato spesso sulla nostra pelle la compressione della libertà di pensiero propria di questa "democrazia".

    Spero che su questo tema si possa dibattere. La traduzione dal francese è mia quindi mi perdonerete eventuali imprecisioni, il senso è tuttavia quello trascritto

    "In una conferenza tenuta a Gennaio con degli studenti protestanti che mi avevano chiesto di parlare (ricordo che era l'ultimo giorno del mese, il giorno della morte di Giraudoux, del quale ho letto loro alcune pagine), ho cercato di spiegar loro che il regime ideale sarebbe quello che conciliasse le idee di grandezza, socialismo nazionale, esaltazione della giovinezza, autorità dello Stato che mi sembrano proprie del Fascismo, con quel rispetto della libertà individuale che è appannaggio incontestabile della Costituzione inglese (libertà che viene spesso negata negli Stati Uniti ad esempio).
    Poichè è evidente che, senza credere ai romanzi d'appendice che ci hanno propinato riguardo il pensiero in Germania e in Italia, la libertà individuale era lì ristretta in ogni istante. E la guerra ci dirà con quale ampiezza queste restrizioni potessero essere condotte.
    Arresti arbitrari, prolungati nei mesi a volte senza l'ombra di una ragione, processi mancati, internamenti, ecc., si sono succsduti al punto che pensavamo con malinconia a quel passo della Magna Charta, se ricordo bene, che vuole che non si possa essere arrestati per più di ventiquattrore senza essere sottoposti a giudizio.
    Questo tuttavia non era caratteristica della sola Germania.
    La Repubblica francese aveva talvolta praticato questo disprezzo della libertà, soprattutto in tempo di guerra, e il regime della "Liberazione" nel 1944, ha cominciato col riempire prigioni e Campi con 300.000 francesi.
    Ciò non toglie che il fascismo ha avuto al suo passivo una dittatura poliziesca spesso pesante.
    Cinque anni dopo la guerra di Spagna, i campi di concentramento sono ancora pieni nel paese di Franco, e per quanto si tenti di scusarlo o spiegarlo con le costanti minacce di ripiombare nella guerra civile, un tale stato di cose non è comunque compatibile con una pacificazione.
    Voglio dunque essere franco con il fascismo, dire ciò che non sapevamo forse prima della guerra, parlare di questa nostaglia della liberta che il confronto con esso ci ha lasciato.
    Ma ciò non toglie che la sua straordinaria poesia ci è vicina, e che in essa dimora la verità più esaltante del ventesimo secolo, quella che ci ha donato il suo colore.
    Ciò che gli rimproveriamo per amore di verità, proviene tanto da insufficienze nazionali, tanto da errori passeggeri, tanto da condizioni di vita difficili, e tanto dalla stessa guerra
    (e in qualche caso le stesse democrazie hanno compiuto i medesimi errori) .
    Ma il suo calore, la sua grandezza, il suo fuoco meraviglioso, e ciò che gli appartiene.
    Un campo della gioventù nella notte, l'impressione di frare corpo con la nazione intera, il culto degli eroi e dei santi del passato, una festa totalitaria , sono questi gli elementi della poesia fascista, ciò che ha costituito la follia e la saggezza della nostra età : è, ne sono sicuro, ciò che i giovani, tra vent'anni, al di là delle tare e degli errori, guarderanno con somma invidia e inguaribile nostalgia."

  2. #2
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    Colgo l'occasione per segnalare un appuntamento importante, per chi avesse la possibilità di assistervi.

    Serata Brasillach
    Venerdì 24 marzo 2006 alle 19.30 al ristorante « LE FRANÇOIS COPPEE » Boulevard du Montparnasse 1, Paris 6ème, angolo piazza Paul Fargue, fermata metro DUROC, si terrà un dibattito sulla “Biografia di Brasillach” con Philippe D’Hugues.

    Se siete da quelle parti, é un’occasione imperdibile!


  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Léon Degrelle
    Colgo l'occasione per segnalare un appuntamento importante, per chi avesse la possibilità di assistervi.

    Serata Brasillach
    Venerdì 24 marzo 2006 alle 19.30 al ristorante « LE FRANÇOIS COPPEE » Boulevard du Montparnasse 1, Paris 6ème, angolo piazza Paul Fargue, fermata metro DUROC, si terrà un dibattito sulla “Biografia di Brasillach” con Philippe D’Hugues.

    Se siete da quelle parti, é un’occasione imperdibile!

    Eh interessante infatti...

  4. #4
    email non funzionante
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Quello che pubblico di seguito è un estratto di "lettera a un soldato della classe 60", il testamento spirituale di Robert Brasillach, redatto nel carcere di Fresnes in attesa dell'esecuzione della condanna a morte.
    Mentre sperimentava sulla sua pelle l'amore per la libertà (sic...) dei sedicenti liberatori della Francia, che rifiutarono la domanda di grazia presentata dai maggiori intellettuali antifascisti d'oltralpe, Brasillach si interrogava sulla possibilità di conciliare fascismo e libertà individuali.
    Ritengo queste riflessioni ancora attualissime, per noi che, tra tanti limiti, di una determinata politica abbiamo l'ambizione di essere eredi, e abbiamo, certo in termini meno drammatici rispetto a lui, sperimentato spesso sulla nostra pelle la compressione della libertà di pensiero propria di questa "democrazia".

    Spero che su questo tema si possa dibattere. La traduzione dal francese è mia quindi mi perdonerete eventuali imprecisioni, il senso è tuttavia quello trascritto

    "In una conferenza tenuta a Gennaio con degli studenti protestanti che mi avevano chiesto di parlare (ricordo che era l'ultimo giorno del mese, il giorno della morte di Giraudoux, del quale ho letto loro alcune pagine), ho cercato di spiegar loro che il regime ideale sarebbe quello che conciliasse le idee di grandezza, socialismo nazionale, esaltazione della giovinezza, autorità dello Stato che mi sembrano proprie del Fascismo, con quel rispetto della libertà individuale che è appannaggio incontestabile della Costituzione inglese (libertà che viene spesso negata negli Stati Uniti ad esempio).
    Poichè è evidente che, senza credere ai romanzi d'appendice che ci hanno propinato riguardo il pensiero in Germania e in Italia, la libertà individuale era lì ristretta in ogni istante. E la guerra ci dirà con quale ampiezza queste restrizioni potessero essere condotte.
    Arresti arbitrari, prolungati nei mesi a volte senza l'ombra di una ragione, processi mancati, internamenti, ecc., si sono succsduti al punto che pensavamo con malinconia a quel passo della Magna Charta, se ricordo bene, che vuole che non si possa essere arrestati per più di ventiquattrore senza essere sottoposti a giudizio.
    Questo tuttavia non era caratteristica della sola Germania.
    La Repubblica francese aveva talvolta praticato questo disprezzo della libertà, soprattutto in tempo di guerra, e il regime della "Liberazione" nel 1944, ha cominciato col riempire prigioni e Campi con 300.000 francesi.
    Ciò non toglie che il fascismo ha avuto al suo passivo una dittatura poliziesca spesso pesante.
    Cinque anni dopo la guerra di Spagna, i campi di concentramento sono ancora pieni nel paese di Franco, e per quanto si tenti di scusarlo o spiegarlo con le costanti minacce di ripiombare nella guerra civile, un tale stato di cose non è comunque compatibile con una pacificazione.
    Voglio dunque essere franco con il fascismo, dire ciò che non sapevamo forse prima della guerra, parlare di questa nostaglia della liberta che il confronto con esso ci ha lasciato.
    Ma ciò non toglie che la sua straordinaria poesia ci è vicina, e che in essa dimora la verità più esaltante del ventesimo secolo, quella che ci ha donato il suo colore.
    Ciò che gli rimproveriamo per amore di verità, proviene tanto da insufficienze nazionali, tanto da errori passeggeri, tanto da condizioni di vita difficili, e tanto dalla stessa guerra
    (e in qualche caso le stesse democrazie hanno compiuto i medesimi errori) .
    Ma il suo calore, la sua grandezza, il suo fuoco meraviglioso, e ciò che gli appartiene.
    Un campo della gioventù nella notte, l'impressione di frare corpo con la nazione intera, il culto degli eroi e dei santi del passato, una festa totalitaria , sono questi gli elementi della poesia fascista, ciò che ha costituito la follia e la saggezza della nostra età : è, ne sono sicuro, ciò che i giovani, tra vent'anni, al di là delle tare e degli errori, guarderanno con somma invidia e inguaribile nostalgia."
    te lo posso rubare?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da iproscritti
    te lo posso rubare?
    Certo

  6. #6
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    Tiro su, casomai qualcuno volesse dare il suo contributo.
    Non di sole elezioni vive il camerata...

  7. #7
    Cuore Nero
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Quello che pubblico di seguito è un estratto di "lettera a un soldato della classe 60", il testamento spirituale di Robert Brasillach, redatto nel carcere di Fresnes in attesa dell'esecuzione della condanna a morte.
    Mentre sperimentava sulla sua pelle l'amore per la libertà (sic...) dei sedicenti liberatori della Francia, che rifiutarono la domanda di grazia presentata dai maggiori intellettuali antifascisti d'oltralpe, Brasillach si interrogava sulla possibilità di conciliare fascismo e libertà individuali.
    Ritengo queste riflessioni ancora attualissime, per noi che, tra tanti limiti, di una determinata politica abbiamo l'ambizione di essere eredi, e abbiamo, certo in termini meno drammatici rispetto a lui, sperimentato spesso sulla nostra pelle la compressione della libertà di pensiero propria di questa "democrazia".

    Spero che su questo tema si possa dibattere. La traduzione dal francese è mia quindi mi perdonerete eventuali imprecisioni, il senso è tuttavia quello trascritto

    "In una conferenza tenuta a Gennaio con degli studenti protestanti che mi avevano chiesto di parlare (ricordo che era l'ultimo giorno del mese, il giorno della morte di Giraudoux, del quale ho letto loro alcune pagine), ho cercato di spiegar loro che il regime ideale sarebbe quello che conciliasse le idee di grandezza, socialismo nazionale, esaltazione della giovinezza, autorità dello Stato che mi sembrano proprie del Fascismo, con quel rispetto della libertà individuale che è appannaggio incontestabile della Costituzione inglese (libertà che viene spesso negata negli Stati Uniti ad esempio).
    Poichè è evidente che, senza credere ai romanzi d'appendice che ci hanno propinato riguardo il pensiero in Germania e in Italia, la libertà individuale era lì ristretta in ogni istante. E la guerra ci dirà con quale ampiezza queste restrizioni potessero essere condotte.
    Arresti arbitrari, prolungati nei mesi a volte senza l'ombra di una ragione, processi mancati, internamenti, ecc., si sono succsduti al punto che pensavamo con malinconia a quel passo della Magna Charta, se ricordo bene, che vuole che non si possa essere arrestati per più di ventiquattrore senza essere sottoposti a giudizio.
    Questo tuttavia non era caratteristica della sola Germania.
    La Repubblica francese aveva talvolta praticato questo disprezzo della libertà, soprattutto in tempo di guerra, e il regime della "Liberazione" nel 1944, ha cominciato col riempire prigioni e Campi con 300.000 francesi.
    Ciò non toglie che il fascismo ha avuto al suo passivo una dittatura poliziesca spesso pesante.
    Cinque anni dopo la guerra di Spagna, i campi di concentramento sono ancora pieni nel paese di Franco, e per quanto si tenti di scusarlo o spiegarlo con le costanti minacce di ripiombare nella guerra civile, un tale stato di cose non è comunque compatibile con una pacificazione.
    Voglio dunque essere franco con il fascismo, dire ciò che non sapevamo forse prima della guerra, parlare di questa nostaglia della liberta che il confronto con esso ci ha lasciato.
    Ma ciò non toglie che la sua straordinaria poesia ci è vicina, e che in essa dimora la verità più esaltante del ventesimo secolo, quella che ci ha donato il suo colore.
    Ciò che gli rimproveriamo per amore di verità, proviene tanto da insufficienze nazionali, tanto da errori passeggeri, tanto da condizioni di vita difficili, e tanto dalla stessa guerra
    (e in qualche caso le stesse democrazie hanno compiuto i medesimi errori) .
    Ma il suo calore, la sua grandezza, il suo fuoco meraviglioso, e ciò che gli appartiene.
    Un campo della gioventù nella notte, l'impressione di frare corpo con la nazione intera, il culto degli eroi e dei santi del passato, una festa totalitaria , sono questi gli elementi della poesia fascista, ciò che ha costituito la follia e la saggezza della nostra età : è, ne sono sicuro, ciò che i giovani, tra vent'anni, al di là delle tare e degli errori, guarderanno con somma invidia e inguaribile nostalgia."

    io personalmente non ho mai letto Brasillach, ammetto la mia ignoranza. Credo che dopo aver letto questo scritto davvero molto bello "spulcerò" nelle biblioteche che frequento alla ricerca di qualche opera, quindi grazie Cristiano di averlo riportato a galla nel forum.
    Penso che le critiche di Brasillach siano fondate, il Fascismo è evidente che lasciò negli italiani e negli europei una forte voglia di libertà, forse fu uno degli errori dei fascismi quello di non anteporre alla concezione egoistica, individualista, materialista della libertà tipica delle democrazie occidentali una sua forma di libertà (?)....ipotizzo che il perchè di questa mancanza fu il poco tempo a disposizione, il fascismo che doveva necessariamente rompere con il sistema precedente, ha dovuto per instaurarsi usare metodi forti volti a smantellare il sistema liberale ma non ha poi avuto il tempo e forse anche le capacità di creare l'uomo nuovo, di rigenerare la nazione secondo i suoi schemi e quindi di deporre la spada autoritaria di cui si serviva per arginare chi si opponeva alla rivoluzione, i dissidenti....giudizio questo che può valere in modo particolare per il fascismo italiano...non so quanto per gli altri contesti europei...

    l'equazione fascismo=dittatura è tutta da dimostrare
    questa è la mia modesta opinione, mi incuriosisce capire se poi Brasillach va oltre questa critica costruttiva ai fascismi e dice qualcosa anche in merito a come il fascismo avrebbe potuto ovviare al problema delle libertà individuali.....molto interessante il riferimento all'unione ideale tra valori e ideali proprio del fascismo e il rispetto delle libertà individuali....



  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardista
    l'equazione fascismo=dittatura è tutta da dimostrare
    questa è la mia modesta opinione, mi incuriosisce capire se poi Brasillach va oltre questa critica costruttiva ai fascismi e dice qualcosa anche in merito a come il fascismo avrebbe potuto ovviare al problema delle libertà individuali.....molto interessante il riferimento all'unione ideale tra valori e ideali proprio del fascismo e il rispetto delle libertà individuali....
    Brasillach, che ha scritto queste righe nel carcere di Fresnes, è morto pochi giorni dopo averle scritte...davanti a un plotone d'esecuzione della francia "liberata".
    Credo abbia lasciato a noi il compito di interrogarci su queste tematiche.

    Lettera a un soldato della classe 60, un pamphlet di non molte pagine di cui io ho postato solo un brano, credo lo dovresti trovare in una biblioteca fornita, , è stato pubblicato la prima volta da Volpe.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72
    Brasillach, che ha scritto queste righe nel carcere di Fresnes, è morto pochi giorni dopo averle scritte...davanti a un plotone d'esecuzione della francia "liberata".
    Credo abbia lasciato a noi il compito di interrogarci su queste tematiche.

    Lettera a un soldato della classe 60, un pamphlet di non molte pagine di cui io ho postato solo un brano, credo lo dovresti trovare in una biblioteca fornita, , è stato pubblicato la prima volta da Volpe.

    sapevo di come era morto, solo che non conoscendo i contenuti dei suoi scritti mi chiedevo se aveva approfondito il tema Fascismo e libertà individuali..ma non ne ha evidentemente avuto il tempo..
    ci ha lasciato sicuramente un grande regalo, cioè la possibilità di far rivivere l'essenza del fascismo sotto altre forme e in modi diversi....ma pare che in seguito pochi abbiano proseguito la sua opera....

    appena finisco "Contro l'americanismo" di Tarchi penso che opterò per questa opera di Brasillach, ti ringrazio della segnalazione

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardista
    sapevo di come era morto, solo che non conoscendo i contenuti dei suoi scritti mi chiedevo se aveva approfondito il tema Fascismo e libertà individuali..ma non ne ha evidentemente avuto il tempo..
    ci ha lasciato sicuramente un grande regalo, cioè la possibilità di far rivivere l'essenza del fascismo sotto altre forme e in modi diversi....ma pare che in seguito pochi abbiano proseguito la sua opera....
    Ritengo che la questione di come conciliare Autorità e Libertà sia la vera sfida progettuale che ci attende in questo millennio.
    A livello intellettuale, qualcosa è stato fatto. A livello partitico, a mio giudizio molto poco, ma questo è un problema molto ampio.

 

 

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