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    Predefinito Lavoro: italiani e stranieri - Parte 2

    Lavoro: italiani e stranieri - Parte 2

    http://euro-holocaust.splinder.com/

    Nell'attuale presentazione sui dati dell'occupazione lavorativa in Italia, spicca in maniera netta l'assurda sottolineatura positiva del ruolo degli immigrati. Non ci vuole molto per comprendere come il loro apporto in realtà sia molto inferiore a quanto si vuol far passare. Un esempio ci viene da un articolo (di fonte ANSA) presente sul sito multietnicista Metropoli (un tempo conosciuto come Il Passaporto e legato al quotidiano La Repubblica). L'articolo, pubblicato il 21 marzo 2006, afferma che, grazie agli stranieri, sarebbero aumentati gli occupati.

    Sempre guardando l'articolo (e nonostante alcune distinzioni vengano già fatte all'interno di questo), possiamo però vedere come il tasso di occupazione del 2005 (ossia quanti lavorano sul totale della popolazione esistente) sia uguale al 2004. Che significa? Significa che se sono aumentati i lavoratori solo grazie agli stranieri (anche per via delle regolarizzazioni degli anni precedenti), a fronte di dati complessivi identici, molti italiani sono a spasso. Non a caso si parla di 20.000 posti di lavoro in meno nelle regioni meridionali (ricordiamo anche l'intervento precedente, col rilievo fatto dalla Caritas sul poco impegno di queste regioni per integrare gli stranieri! Non ci trovate un controsenso?).

    Il problema poi è anche capire, dato il mercato del lavoro attuale, se si parli di "unità lavorative" o di "singole teste", e se abbiamo a che fare con lavori di otto ore al giorno per cinque giorni la settimana o di lavori part-time. In quest'ultimo caso, il numero di occupati sarà pure pari al 2004, ma il livello dei compensi sarà, per un parte di loro, molto inferiore, con tutti i risvolti sociali immaginabili. Aggiungiamo anche che l'aumento di lavoratori stranieri, con una diminuzione di lavoratori italiani, significa meno denaro circolante, dato che una gran parte degli immigrati tende a mandare tra il 15% e il 25% del proprio guadagno nel proprio paese d'origine.

    I lavoratori stranieri sono quindi una ricchezza, ma il problema è capire per chi? Non di certo, comunque, per la gran parte degli italiani.

    Occupazione +0,7%
    grazie agli stranieri

    Diffusi i nuovi dati Istat sull'occupazione in Italia. Nel 2005 sono stati
    guadagnati 158.000 posti di lavoro rispetto al 2004 (+0,7%). Secondo l'Istituto
    di statistica, sui dati influiscono le regolarizzazioni dei lavoratori
    stranieri, avvenute a partire dal 2002 ma registrate dagli anagrafi solo adesso.
    Cresce invece il problema degli inattivi, coloro che non cercano un lavoro, e
    del Mezzogiorno
    ROMA, 21 mar - L'occupazione in Italia nel 2005 guadagna 158.000 posti, lo 0,7%
    in più rispetto al 2004, ma il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e
    i 64 anni resta fermo sui dati dell'anno precedente. Sul numero dei nuovi posti
    incide "in misura considerevole", come dice l'Istat, la regolarizzazione degli
    immigrati.

    Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,7% dall'8,0% del 2004; cresce però il
    numero degli inattivi, coloro che non cercano occupazione. Resta infine il
    problema Mezzogiorno: nel Sud sono stati persi 20.000 posti e cresce per il
    secondo anno consecutivo il numero delle persone che rinunciano a cercare il
    lavoro. Sono alcuni dei dati diffusi dall'Istituto di statistica sulle forze
    lavoro nel Paese.

    A incidere "fortemente" sui dati, come spiegano all'Istat, gli effetti delle
    regolarizzazioni degli stranieri effettuate nel 2002 ma certificate dalle
    anagrafi solo adesso.

    Più stranieri, più popolazione, più occupati. Ma il rapporto tra chi lavora e la
    corrispondente popolazione di riferimento resta fermo (0,0 la variazione sia per
    gli uomini che per le donne).

    "Non bastano le regolarizzazioni dei lavoratori immigrati a risollevare la grave
    situazione occupazionale del nostro paese". Lo sottolinea il segretario
    confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, per il quale occorre "aprire subito
    una nuova fase nelle relazioni industriali" e raggiungere "accordi con le
    imprese per rendere stabile il lavoro".

    Un precedente intervento su lavoro e immigrati in Italia:

    http://euro-holocaust.splinder.com/p...ni+e+stranieri

  2. #2
    Ducezio
    Ospite

    Predefinito

    Praticamente stiamo vivendo la situazione in cui imperversava la Germania negli anni '20, una Germania in cui gli stranieri le facevano da padrona.

    Spero che prima o poi anche in Italia succederanno rivolte onalsocialiste.

 

 

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