Mancano tre settimane, poco meno di 500 ore, quasi 30 mila minuti e saremo al 10 aprile.
Alle 15.00 di quel lunedì cesseranno tutte le nostre incertezze, le domande, le curiosità. Per quel giorno sapremo il verdetto. Chi ci governerà nei prossimi anni.
Dopo una campagna elettorale durata un anno, stiamo per arrivare alla conclusione, il Popolo sarà giudice e giuria, non ci saranno appelli, la sentenza sarà definitiva. (o almeno si spera).
L’Italia arriva in forte affanno a questo appuntamento . I dati economico-sociali sono lì, sul tavolo, a dimostrare la disastrata situazione italiana.
L’indebitamento dello stato aumenta dopo piu di 10 anni di cali consecutivi. La nostra economia perde colpi rispetto all’europa. La crescita è a zero (uno dei dati peggiori del decennio). Ci sono forti rischi che non saremo piu grado di partecipare al G8 per manifesta inferiorità verso i paesi emergenti e le economie delle nazioni piu forti.
L’ occupazione sembra essere l’unica nota positiva, ma leggendo bene il dato notiamo che piu della metà dei nuovi assunti sono precari. Ragazzi e ragazze senza un futuro, senza la possibilità di accendere un mutuo, di pensare alla propria pensione futura gia messa a rischio dai pochi contributi forniti con i contratti previsti dalla Legge 30, la legge che ha stabilizzato ed aumentato le forme di precariato.
Se i giovani in età da lavoro non se la passano bene, i giovani in età di studio non possono sorridere.. grazie ad una legge Moratti che riporta la scuola indietro di decenni, all’avviamento al lavoro, alla divisione in “classi sociali” dello studio. Una scuola in crisi aveva bisogno di una Riforma seria, che migliorasse e modernizzasse i corsi di studio, si è preferito tornare indietro.
Se le generazioni future non possono nutrire speranze, a maggior ragione non hanno motivi di gioia i lavoratori, pensionati, impiegati, operai che in questi anni han visto diminuire e di molto il loro potere di acquisto. Tutto questo grazie alla spregiudicata libertà di prezzi consentita ad alcuni settori produttivi, senza nessuno che vigilasse a difesa dei consumatori con strutture (comitati per l’euro) istituite dal centrosinistra e smantellate dal centrodestra.
La situazione del nostro paese non è rosea. Eppure….. eppure un 46-47% degli elettori voterà la coalizione che tutto questo stato di cose ha contribuito a creare. In altri paesi (e ci sono stati casi comprovati) questa coalizione sarebbe stata annientata e ridotta ai minimi termini.. qui NO, ancora rimane in corsa per vincere.
La strategia del Premier è oramai chiara, cercare lo scontro ad ogni costo e con chiunque. Anche se questo significa recarsi in Confindustria e destabilizzare l’organizzazione. Anche se questo vuol dire non rispettare le regole di dibattiti tv e la Correttezza Istituzionale, anche se questo significa dare del “Coglione” ad un cittadino che contesta il suo operato.
Berlusconi sa che, qualora vinca il centrosinistra, verranno presi alcuni provvedimenti per riportare l’Italia nel consesso mondiale, regolando il conflitto di interessi e demolendo alcune leggi che hanno consentito al premier di accumulare una ricchezza personale incredibile, tutto questo mentre il paese si impoveriva in ogni strato sociale.. dalle piccole e medie imprese all’impiegato, all’operaio.
20 Giorni. In questo lasso di tempo tutto puo succedere. Se per il governo di una regione si è arrivato a spiare avversari cercando di montare false accuse… cosa si puo tentare di fare per mantenere il governo del paese ed i notevoli privilegi che questo consente?
Manifestazioni di piazza con infiltrazioni pericolose, o magari qualcosa di più…. Meglio non pensarci. Noi vedremo di impegnarci tutti quanti per contrapporre a Forza Italia… l’Italia della Ragione, quella di tutti quei cittadini stanchi di vedere in tv uno che dipinge il nostro paese come un’oasi di felicità, piena di macchine e telefonini, e che solo il pessimismo della sinistra fa sembrare in crisi. Come se noi tutti si fosse minorati mentali, come se le nostre tasche non fossero piu vuote di 5 anni fa, come se il futuro di precari, anziani e famiglie non fosse piu incerto della scorsa legislatura.
L’Italia della Ragione: che giudichino gli italiani, sperando in una fine di campagna elettorale libera da manovre politico-populistico-giudiziario-terroristiche. Che agli italiani sia data serenamente la possibilità di fare un bilancio di questi anni e di premiare o bocciare questo governo. Queste elezioni sono cruciali per il futuro e per la maturità di questo popolo. Visti i precedenti (dal 1861 ad oggi) non c’è di che stare allegri ma chi scrive è convinto che l’Italia della Ragione questa volta forse avrà la meglio.




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