Fisco, Fini: ''Guardare al reddito familiare''

Il vicepremier invita gli italiani ad andare a votare: ''Il catastrofismo del centrosinistra e il trionfalismo di qualche nostro alleato non hanno ragione di essere''

(Adnkronos/Ign) - ''La prima proposta che An farà se tornerà al governo sarà quella di cambiare il rapporto tra fisco e cittadino''. Lo ha annunciato il vicepresidente del Consiglio e leader di An Gianfranco Fini durante una manifestazione in piazza Duomo a Grosseto. Davanti a un pubblico numerosissimo il ministro degli Esteri ha sottolineato che ''non ha più senso che lo Stato dica al cittadino 'guadagni tanto e paghi tanto'''. Secondo Fini, infatti, bisogna guardare ''al reddito complessivo della famiglia, perché una persona con 700 euro al mese e con moglie e figli a carico non arriva alla fine del mese''.

Parlando, poi, delle critiche dell'ex presidente degli industriali Antonio D'Amato alla linea di Montezemolo, Fini ha sottolineato che ''saranno gli imprenditori a valutare le opinioni di D'Amato e quelle, certamente diverse, dell'attuale numero uno di Viale dell'Astronomia''. ''Se in Italia ognuno facesse quello che è preposto a fare, quindi Confindustria tutelare gli interessi degli imprenditori e la politica cercare di dare una visione generale d'insieme per il Paese - ha osservato il ministro degli Esteri - forse andrebbe tutto meglio''.

Fini, poi, si è detto soddisfatto della ripresa della Fiat. ''Va dato atto a Montezemolo di aver capito cosa doveva fare: si trattava della cosa più semplice e, al tempo stesso, più difficile - ha spiegato - Nel momento in cui abbiamo detto chiaro e forte ai gruppi industriali che non si poteva più continuare a bussare alle casse dello Stato che non è Pantalone, non possiamo pagare i vostri debiti con i soldi dei contribuenti, Montezemolo ha capito che era arrivato il momento di entrare nella logica del mercato. La Fiat si è ripresa perché finalmente ha cominciato a produrre macchine che qualcuno compra''. Poi l'affondo al centrosinistra. ''Romano Prodi nel rapporto con l'economia aveva e ha un interlocutore ben definito - ha sottolineato il leader di An - che non è il mondo della piccola e media impresa. L'interlocutore naturale del centrosinistra sono sempre stati, e lo dimostrano anche le polemiche di questi giorni, i grandi gruppi industriali che erano stati abituati male dal centrosinistra. Erano sempre stati abituati a bussare alla cassa dello Stato quando c'erano le perdite, senza porsi alcun problema di competitività''.

Quindi l'appello agli italiani ad andare a votare, ''perché queste saranno elezioni di grande importanza. Rinunciare a votare è certamente sbagliato''. Secondo Fini se l'affluenza alle urne dove essere alta come nel 2001 potrebbe vincere la Cdl. Il vicepremier ha allora invitato gli indecisi a votare per il centrodestra, e in particolare per il suo partito perché ''Romano Prodi non è una novità. L'Italia l'ha già governata... ''. Fini però ha sottolineato che ''non c'è ombra di dubbio'' che per ottenere il voto dei cittadini indecisi ''dobbiamo partire dalla condizione reale della vita degli italiani, accettando il confronto con l'opposizione - ha aggiunto il ministro degli Esteri - a patto che questa sia onesta. Infatti il catastrofismo di cui parla il centrosinistra non ha ragione di essere, ma non ha ragione di essere anche il trionfalismo di qualche nostro amico ed alleato''.