«Uno sciopero degli stranieri»
Il caso vicentino ispira la lotta
L'INIZIATIVA. Da un gruppo su Facebook la proposta «contro il razzismo»: un giorno intero senza il lavoro dei non italiani
La mobilitazione nazionale degli immigrati è alimentata dai fatti di Montecchio: «Qui stop alle spese contro i vincoli abitativi
Vicenza. Immigrati in sciopero per un giorno: per (far) vedere l'effetto che fa. Cioè, dicono i promotori, «per toccare con mano cosa accadrebbe in Italia se davvero tornassero a casa 4,5 milioni di lavoratori stranieri».
Per ora è "solo" una proposta-provocazione. Ma fa già molto rumore. Ufficialmente l'iniziativa è partita da Milano. ma il tam-tam, grazie al web, sta girando l'Italia.
In realtà è la stessa periferia il motore di questa iniziativa: sono gli immigrati delle diverse realtà territoriali della Penisola e le associazioni che li sostengono che hanno ispirato - con le loro battaglie per i diritti civili - la nascita dell'idea.
Tra questi c'è il caso di Montecchio Maggiore, dove l'Unione Immigrati è pronta allo "sciopero degli acquisti" nel territorio comunale per contestare la delibera sui parametri abitativi approvata dalla Giunta leghista guidata da Milena Cecchetto. «Siamo stati contattati dagli organizzatori di questo sciopero», rivela Ousmane Condé, presidente dell'Unione Immigrati di Vicenza, origini africane, da qualche mese cittadino italiano: «Avevano saputo della nostra mobilitazione contro le norme sulla casa del Comune di Montecchio e ci hanno coinvolti: a modo nostro, aderiremo all'iniziativa».
A modo loro significa che non necessariamente si asterranno dal lavoro. Del resto gli stessi organizzatori della protesta hanno spiegato che lo sciopero degli "stranieri d'Italia" per un'intera giornata è «soltanto uno dei modi» di mobilitarsi. Va bene pure «l'adesione simbolica, in altre forme: lo sciopero degli acquisti», come si prospetta a Montecchio, «o indossando un capo di abbigliamento particolare, un nastro o una spilletta».
L'iniziativa, che si ispira ad una analoga nata in Francia, sta montando di ora in ora: su Facebook il gruppo che la promuove conta alcune migliaia di adesioni. «È una battaglia per i diritti civili - sintetizza Ousmane Condé - come la nostra a Montecchio, anche questa iniziativa nazionale non è contro alcun partito, ma solo volta a tutelare i diritti degli stranieri che vivono regolarmente e contribuiscono alla vita economica e sociale dell'Italia e delle sue città. Noi comunque non intendiamo aderire all'astensione dal lavoro, ma confermiamo la proposta dello sciopero degli acquisti a Montecchio. Non siamo contro i commercianti, ma dare un segnale al Comune che, conle norme abitative penalizza anche immigrati regolari».
Lo sciopero della spesa è stato definito «profondamente sbagliato» da parte del sindaco Cecchetto. D'altra parte, la proposta è stata bocciata anche dai sindacati, d'accordo solo con lo spirito della battaglia, non con la forma. Ousmane Condè li reincontrerà lunedì. E si dice «pronto ad andare avanti anche senza di loro».
Marco Scorzato
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