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Discussione: Il secco e l'umido.

  1. #1
    Cacciaguida
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    Predefinito Il secco e l'umido.

    Il secco e l'umido. Una breve incursione in territorio fascista Jonathan Littell

    «Qualche precisazione. Questo testo è stato scritto nel 2002, mentre facevo ricerche per un altro libro, poi pubblicato. È nato dall'incontro fra le tesi di uno studioso tedesco brillante e fuori dagli schemi, Klaus Theweleit, e l'opera di un fascista belga, Léon Degrelle, in cui il gioco delle immagini e della lingua fa emergere la struttura stessa del pensiero del suo autore. Poiché il testo è scritto in francese, ho potuto tentare un'analisi più approfondita di alcune intuizioni; effettuare una verifica sperimentale di una particolare teoria del fascismo, proposta appunto da Theweleit. Una teoria che, come si potrà vedere, contiene la sua parte di verità, così come altre linee di pensiero che del resto ho avuto modo di esplorare, ampie vie maestre, semplici sgrossature, vicoli ciechi o rapide incursioni nell'oscurità, che quella teoria incrocia senza mai ricalcarle. L'argomento è infatti tale che, per quanto rigorosamente si cerchi di delimitarlo, sfugge sempre per qualche suo aspetto; sempre le sue profondità, messe a nudo, nasconderanno altre profondità insospettate, e talvolta ripiegate su se stesse, a formare un'unica superficie liscia, piatta, banale, ma sempre pronta a cedere di nuovo sotto i piedi di chi vi si avventura» J.L.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il secco e l'umido.

    DA VIKIPEDIA :

    Jonathan Littell (New York, 10 ottobre 1967) è uno scrittore statunitense naturalizzato francese. Attualmente vive a Barcellona.
    Nato in una famiglia di origine ebraica, emigrata dalla Polonia negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento, è figlio dello scrittore Robert Littell. Oggi domiciliato a Barcellona, ha trascorso l'infanzia in Francia. Dopo tre anni trascorsi all'università Yale, si reca nei Balcani in conflitto, dove si impegna nell'azione umanitaria, in seno all'ONG Action contre la faim, per la quale lavorerà sette anni, soprattutto in Bosnia, ma anche in altri luoghi, quali la Cecenia, l'Afghanistan, il Congo. Nel 2001 lascia l'azione umanitaria per dedicarsi alla scrittura del suo primo romanzo, Le Benevole (Les Bienveillantes in originale), vasto affresco che affronta la Seconda Guerra mondiale e il fronte orientale, attraverso le memorie immaginarie di un ufficiale SS a cui ha dato il nome di Maximilien Aue. L'opera ha ottenuto due importanti riconoscimenti letterari: il Grand Prix du Roman de l'Académie Française e il Prix Goncourt ed ha sollevato numerose polemiche. Proposto a quattro editori francesi da un agente inglese, il manoscritto era stato rifiutato da Calman-Lévy, ma accettato da Gallimard ancora prima che gli altri reagissero.
    Littell ha dichiarato di essere stato ispirato dopo aver visto le fotografie di Zoya Kosmodemyanskaya, una partigiana sovietica uccisa dai nazisti.
    Probabilmente la sua principale ispirazione è stato il film Shoah (1989) di Claude Lanzmann, un acclamato documentario sull'Olocausto. Littell ha iniziato a scriverlo nel 2002, e riferisce di aver realizzato la prima bozza del romanzo in soli 112 giorni.
    Nel 2008 ha pubblicato un saggio (Le sec et l'humide) in cui analizza La campagne de Russie di Léon Degrelle alla luce delle tesi di Klaus Theweleit (in particolare quelle esposte in Fantasie virili, 1977). Secondo Littell, il testo di Degrelle rivela un'impressionante serie di opposizioni strutturanti, tipiche della mentalità del soldatischer Mann messa in luce da Theweleit (secco/umido, duro/molle e così via): non avendo riuscito la separazione dalla madre, questo tipo di invididuo non ha potuto costruirsi un Io in senso freudiano. Staccatosi solo parzialmente, egli è comunque capace di interagire, di vivere "normalmente", ma solo perché si costruisce, o si fa costruire (con disciplina, dressage, esercizio fisico) un Io esteriorizzato che prende la forma di una sorta di "armatura muscolare". Il solo terrore vissuto dall'uomo-soldato, di cui Degrelle sarebbe un esempio particolarmente eloquente, sarebbe la dissoluzione dei propri limiti corporei. Non gli resta che esteriorizzare ciò che lo minaccia dall'interno, e il pericolo assume le sembianze dell'informe, del liquido, del femminile. Per strutturare il mondo, al fascista non resterebbe pertanto che uccidere, annientare tutto quanto è diverso da lui.


    Non ho letto il libro,ma date tali premesse può solo essere considerato abominevole.

    L’intellettuale che interpreta attraverso l’ottica di freud l’eroismo (oppure ogni altro valore umano nobile e puro) non può che sputare veleno.

    Il “secco” (nel senso di arido) e “l’umido” (nel senso di liquidamente prevenuto) riguardano in pieno Jonathan Littell e Klaus Theweleit.

  3. #3
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    Thumbs down Rif: Il secco e l'umido.

    io l'ho letto.
    è un libretto da un centinaio di pagine che non si vale il prezzo di 18 euro
    l'ho comprato solo perchè ne costava 5...

    un libraccio antifascista e fazioso che tenta in tutti i modi di screditare la figura di Degrelle appigliandosi a banalità e ad insinuazioni,inoltre l'autore cerca di dare una sua interpretazione psicologica del fascista, descrivendolo come rinchiuso in una corazza che blocca l'accesso ai propri sentimenti ed istinti interiori e per questo soffre e si sfoga compiendo amenità di ogni tipo...

  4. #4
    Mutismo selettivo
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    Predefinito Rif: Il secco e l'umido.

    Citazione Originariamente Scritto da tauro Visualizza Messaggio
    un libraccio antifascista e fazioso che tenta in tutti i modi di screditare la figura di Degrelle appigliandosi a banalità e ad insinuazioni,inoltre l'autore cerca di dare una sua interpretazione psicologica del fascista, descrivendolo come rinchiuso in una corazza che blocca l'accesso ai propri sentimenti ed istinti interiori e per questo soffre e si sfoga compiendo amenità di ogni tipo...
    Non ne avevo alcun dubbio... infatti non mi è mai passata nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di comprarlo. Degrelle è scomparso da troppo pochi anni per essere sottoposto a criticizzazione (ammesso che ve ne sia bisogno). Il Generale deve essere letto in originale. Ogni commento "esterno" ai suoi scritti è a mio parere superfluo e fuorviante per chi non conosce l'uomo e il suo pensiero.
    Ultima modifica di NicolòBobadilla; 16-01-10 alle 15:43
    "I sogni sono i nostri violini segreti"
    "Si j'avance, suivez moi. Si je recule, tuez moi. Si je meurs, vengez moi!"

 

 

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