Un'esplosione le cui cause non sono ancora state individuate si è verificata poco dopo il mezzogiorno di venerdì in un istituto universitario di chimica a Mulhouse, nell’est della Francia, al confine con la Germania e la Svizzera. L'edificio - un immobile di tre piani che ospita un corso triennale per ingegneri chimici - , a quanto si apprende dalle agenzie internazionali sarebbe andato in gran parte distrutto. Ci sarebbero anche delle vittime, secondo i pompieri, e diversi feriti. In questa fase concitata è tuttavia difficile avere notizie precise. Secondo il sindaco della cittadina, Jean-Marie Bockel, vi sarebbe almeno un morto. Il sindaco, che è sul posto con i soccorritori, ha aggiunto che i vigili del fuoco continuano a cercare altre persone rimaste coinvolte nell'esplosione. Secondo alcune fonti, i pompieri sarebbero alla ricerca di sette-dieci persone che probabilmente si trovavano all'interno dell'edificio al momento dello scoppio.
LA NUBE NERA - L'esplosione, udita in gran parte della città, si è verificata alle 12,25 ed è stata «seguita da un incendio», hanno precisato i pompieri, aggiungendo che è scattato il «primo livello dell’allerta rosso». Secondo diversi testimoni, una densa colonna di fumo nero - «apparentemente non tossica» hanno fatto sapere le autorità - si è alzata dal tetto dell’edificio. L'incendio però sarebbe ormai stato spento. Il rogo avrebbe avuto origine, secondo le prime ricostruzioni, in un laboratorio del piano terra da dove si sarebbe poi propagato al resto del fabbricato. L’intera zona attorno all’edificio è stata isolata ed è stato allestito un ospedale da campo.
VETRI IN FRANTUMI - «L'esplosione ha avuto origine in un padiglione di ricerca» ha spiegato alla Reuters il presidente dell'Università dell'Alta Alsazia, Guy Schultz. Una studentessa che si trovava nell'edificio vicino ha detto di aver «sentito una grande deflagrazione» e di avere visto «tutti i vetri andare in frantumi». Sul posto si sta recando, da quanto riferiscono i media francesi, anche il ministro francese dell'Istruzione, Gilles de Robien.
MOMENTI DI PANICO - La notizia dell'esplosione ha scatenato il panico in cittàe ha creato grande apprensione in tutta la Francia, già dilaniato dagli scontri tra studenti e polizia per le proteste contro il Cpe, il contratto di primo impiego con cui il governo vuole introdurre la libertà di licenziamento per i giovani neoassunti. Uno studente dell'associazione studentesca Unef ha però precisato che il complesso non era stato occupato dagli studenti come azione di protesta per il Contratto di primo impiego, Cpe, la nuova legge sul lavoro giovanile all'origine delle manifestazioni in corso da diversi giorni in molte università francesi.
SITI WEB IN TILT - I siti web dei principali quotidiani francesi, così come quello ufficiale della città di Mulhouse, sono stati presi d'assalto e in alcuni casi non hanno retto al boom di accessi e sono andati in tilt.
IL CAMPUS - Fondata nel 1822, la scuola superiore di chimica di Mulhouse si trova nel cuore di un campus frequentato da circa 8 mila studenti; tra questi gli studenti iscritti al corso di ingegneria chimica sono circa 300.
24 marzo 2006




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