[B05/03/06
Media e politica: troppe compiacenze. Il Caso Vicenza
Vicenza - Ricordate il senatore leghista Stefano Stefani? Quello che in qualità di sottosegretario al turismo si era distinto come fine narratore di storie di rutti tedeschi? Tanto per la cronaca , recentemente, dallo scranno di sottosegretario all'ambiente, l'onorevole ha parlato della possibile opportunità di non assumere manodopera 'islamica'.
Inquadrato il personaggio sotto il profilo della stretta attualità si passa alla cronaca. È successo che alcuni giorni fa, appena iniziata la campagna elettorale, la figlia del senatore, Stefania di 31 anni, è stata pizzicata e denunciata dalla polizia stradale di Vicenza. Alle cinque del mattino del giorno 17, ahilei, febbraio, a bordo della sua fiammante Bmw Z3 grigio metalizzato, aveva centrato in pieno l'auto di una cinquantenne che si era svegliata di buon'ora per andare a lavoro. La signorina Stefani però si è comportata da vero pirata della strada tirando diritta per la sua strada e andando poi a letto per riposarsi dopo una nottata tirata tardi. Qualche passante però ha notato la targa e la polizia ha fatto il resto. La voce però in città è girata a mezza bocca, tanto da diventare pure argomento di spettegolamenti vari durante l'ultimo consiglio comunale.

Fino a qui nulla di straordinario. Va però osservato con molta attenzione il comportamento del maggior quotidiano locale, Il Giornale di Vicenza, solitamente prodigo nel fornire nomi e cognomi dei protagonisti degli articoli di cronaca nera, specie se extracomunitari. Stavolta però il quotidiano nell'articolo ha omesso il cognome della vip, riservando un trattamento senz'altro diverso rispetto a quello di molte altre persone. Tant'è che una settimana fa, circostanza un po' anomala per un giornale locale, una ottantina di persone si è riunita nel cortile sotto la redazione per contestare duramente l'operato del direttore Giulio Antonacci. Il tutto è ampiamente documentato sul sito dell'associazione, il Cscu, che ha promosso l'iniziativa durante la quale sono stati messi a nudo i rapporti tra grandi interessi immobiliari e la proprietà del medesimo quotidiano.

Ultima chicca. L'onorevole Stefani, dopo le dimissioni forzate seguite al caso 'rutti tedeschi' aveva passato un periodo purgatoriale fuori dal governo per essere poi riammesso come sottosegretario all'ambiente. Ironia della sorte, una sua compagna di partito, il consigliere comunale di Vicenza Franca Equizi (esponente della base), ha pubblicamente denunciato la presenza di un maxi abuso edilizio in uno stabile di Vicenza. Tra coloro che chiedono il condono, scoperta della stessa, c'è proprio Herr Stefani.
La Equizi, membro di maggioranza (anche se si tratta di una sorta di cane sciolto nel Carroccio Vicentino), fiera oppositrice «degli intrecci perversi tra immobiliaristi e politicanti locali» è stata accusata dai vertici provinciali del movimento di danneggiare il partito, tanto che ne è stata chiesta l'espulsione. Lo stesso Giornale di Vicenza, della vicenda Equizi, non ha scritto che pochi articoli. Che cosa succederebbe, per esempio, se il Carroccio cacciasse l'onorevole Mario Borghezio? Immagino che i maggiori quotidiani ne parlerebbero in modo approfondito, come un vero caso Lega. A Vicenza ciò non accade.

][/B]

L'UOMO GIUSTO PER DISTRUGGERE IL MOVIMENTO