“L'Italia che sogniamo è un paese laico, che sappia restare immune dalle ondate neointegraliste e clericali che rischiano di rimettere in discussione le conquiste degli ultimi cinquant'anni. Un'Italia tecnologicamente avanzata, che investa sulla ricerca scientifica e costruisca un sistema economico basato sulla creazione di nuove opportunità e tutele, sulla premiazione del merito e sulla liberalizzazione della professioni”. Emma Bonino ed Enrico Boselli rilanciano da Firenze, in una manifestazione elettorale dal titolo 'Una Rosa per le liberta'', svoltasi al Convitto della Calza, la grande riforma del sistema-Italia, rivolgendosi in particolar modo al candidato premier Romano Prodi perché “abbia il coraggio di portare a termine una 'rivoluzione' liberale che ancora non si è compiuta”.

Assieme a Bonino e Boselli sono intervenuti anche Marco Pannella, Ugo Intini e Lanfranco Turci (senatore ex Ds candidato in Toscana per la RNP), ed i vertici regionali della Rosa nel Pugno Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale della Toscana, Pieraldo Ciucchi e Antonio Bacchi, coordinatori regionali della RNP e candidati alla Camera.

”La Rosa nel Pugno - hanno proseguito Bonino e Boselli - si colloca nella grande tradizione laica e socialista europea, che in Europa si richiama al premier inglese Tony Blair a quello spagnolo Zapatero, e che in Italia ha avuto come figura di riferimento Loris Fortuna. La parola d'ordine è rinnovare l' Italia conservando le libertà civili guadagnate negli anni: dalla tutela della legge 194 ai Pacs, dalla vocazione europeista e occidentale al sostegno nei confronti della ricerca scientifica”.

“Siamo in Italia l'unica vera novità di queste elezioni politiche – hanno aggiunto Boselli e Bonino -, abbiamo riproposto in agenda temi che soprattutto a sinistra sono stati declassati a margine dei programmi, e per questo siamo capaci più di ogni altra forza politica di attrarre voti e consensi di chi fugge dal centrodestra. Vogliamo riportare all'interno dell'Unione - hanno aggiunto - quel surplus di liberalsocialismo che e' il migliore antidoto contro gli estremismi e la miglior cura per modernizzare il paese. Noi come Rosa pugno abbiamo piu' volte messo in guardia l'Unione e, nell'Unione, Rifondazione comunista dal prestare il fianco alle critiche con atteggiamenti troppo comprensivi e inclusivi nei confronti dell' estrema sinistra".

"Avremmo preferito - hanno detto ancora - che Bertinotti si fosse collocato più a sinistra nella difesa dei Pacs o nel rifiuto del finanziamento pubblico delle scuole private, paritarie o no che siano, invece che candidando nelle proprie liste un esponente di estrema sinistra come Caruso. E avremmo preferito che il dibattito sul mondo del lavoro si articolasse maggiormente su posizioni riformiste, delineando un sistema complessivo in cui il lavoro flessibile sia meglio retribuito e quello precario non sia più tale e goda di maggiori tutele e garanzie".

Precedentemente Emma Bonino e Enrico Boselli hanno presentato a Perugia, agli elettori umbri, il programma accolti dai candidati per le politiche 2006. Chiamati ad un commento sulla necessità di moderare i toni in questa campagna elettorale, secondo l'appello del presidente Ciampi, la Bonino ha ribadito che "queste polemiche sono poco interessanti; i cittadini vogliono sapere soprattutto cosa fare. Per Boselli Ciampi ha ragione,quando dice che non c'è una emergenza democratica; ci sono tante emergenze - ha aggiunto - quelle economiche, sociali, clericali, ma non si possono scambiare qualche violenza di irresponsabili a Milano con un clima di guerra civile".