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PRODI: SERVE UN PO' DI CARITA' CRISTIANA
MILANO - "Applichiamo un po' di carità cristiana e facciamo finta di non avere letto niente". Lo ha detto il leader dell'Unione, Romano Prodi, replicando in questo modo alle affermazioni fatte, a Napoli, da Silvio Berlusconi che, tra le altre cose, aveva affermato, riferendosi al Professore, "é un poveraccio che si illude di contare".
"Ho letto quello che Berlusconi ha detto oggi - ha detto Prodi - facciamo finta che non abbia detto niente".
BERLUSCONI: PRODI? POVERACCIO CHE SI ILLUDE DI CONTARE
E torna ad attaccare il leader dell'Unione Romano Prodi definendolo "un poveraccio che si illude di contare qualcosa", ma che nella sua coalizione ha ricevuto "l'elemosina di 5 deputati". E a Fassino: "è ricercatissimo dall'associazione delle pompe funebri che vuole prenderlo come testimonial".
L'attacco del presidente del Consiglio al leader dell'opposizione è lungo ed articolato. "Non si può pensare di mettere l'azienda Italia in mano a persone che hanno fatto solo chiacchiere tutta la vita", ha detto dal palco della Mostra d'Oltremare di Napoli.
"Qualcuno dice: ma il signor Prodi ha lavorato; ha fatto il presidente dell'Iri", ha aggiunto fra le risate ed i fischi dei sostenitori azzurri. "Ebbene - ha proseguito Berlusconi - io lo difendo perché è fortunato, non è come me che mi sono fatto...", dice facendo un gesto come ad indicare una fatica estrema. "Io - ha sottolineato - ho avuto i voti dei cittadini mentre a lui è stato regalato tutto dalla politica: la nomina a ministro e la presidenza dell'Iri, dopo aver tentato di svendere le aziende ai suoi amici; io, almeno per il settore alimentare, non glielo fatto fare e i fatti sono sotto processo a Milano...".
L'affondo contro Prodi prosegue. "Viene utilizzato come controfigura dai veri leader del centrosinistra", ha attaccato Berlusconi, aggiungendo ironicamente che "quando lo incontro non provo un sentimento negativo perché è un poveraccio che si illude di contare qualcosa, ma in realtà gli hanno fatto l'elemosina di 5 deputati". "La sinistra estrema - ha proseguito il premier - ne avrà 100 di deputati. Ebbene, in Parlamento si contano i voti".
Così, ha concluso, "quando Prodi vorrà qualcosa, il signor D'Alema, il signor Bertinotti e il signor Diliberto vorranno il contrario".
BERLUSCONI, NUOVE ACCUSE ALLE TOGHE
ROMA - Silvio Berlusconi, dal palco del comizio di Napoli, torna ad attaccare parte della magistratura, accusando la sinistra di "scamparla sempre" e denunciando "l'intreccio perverso" fra la Lega delle cooperative, giunte rosse e organizzazioni criminali.
"Lo Stato che vogliamo - ha detto il presidente del Consiglio dal palco della 'Mostra d'Oltremaré - è uno stato in cui i giudici non possono essere utilizzati per cercare di eliminare gli avversari politici". "Uno Stato - ha aggiunto - in cui i giudici non devono garantire l'impunità a chi sta dalla parte loro, dalla parte rossa, dalla parte della sinistra che ne commette di tutti i colori e la scampa sempre e comunque".
"Ogni riferimento - ha concluso Berlusconi - alla Lega delle cooperative e agli intrecci perversi fra cooperative rosse, giunte rosse e associazioni criminali è puramente voluto".
"Per la scelta del Capo dello Stato ci confronteremo con gli altri partiti, come è accaduto al tempo dell' elezione di Ciampi".
repubblica.it
Il premier scatenato insulta i leader dell'Unione, poi dice: "Le toghe
proteggono la sinistra". Alla fine rivela: "I comunisti cinesi bollivano i bimbi"
Berlusconi attacca Prodi e i giudici
Rognoni: "Accuse assurde"
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Silvio Berlusconi a Napoli
ROMA - Giudici e i leader dell'Unione: questi i due bersagli di Silvio Berlusconi in un giro elettorale in Campania. Il premier in un ambiente sovraeccitato ha sparato a zero su Prodi ("Un poveretto"), su Fassino ("Ricercato come testimonial delle pompe funebri"), ha svelato che "durante il maoismo i comunisti cinesi bollivano i bambini" e soprattutto se l'è presa con i magistrati. "Le toghe rosse" è la tesi del premier, permettono alla sinistra di "scamparla sempre" non facendo luce sugli "intrecci perversi fra Lega delle cooperative, giunte rosse e associazioni criminali". Più o meno il copione è lo stesso del mese scorso, quando Berlusconi accusò alcune procure di aver insabbiato le indagini su Unipol. Ma a Berlusconi risponde con durezza il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Virginio Rognoni. "Respingiamo nel modo più fermo ed assoluto il tentativo di delegittimazione della magistratura trascinata nella campagna elettorale". "Per questo - dice Rognoni - la gratuita accusa del premier rimane nell'archivio delle cose ingiuste, assurde e sgradevoli".
Ma se Rognoni plaude al fatto che la magistratura non risponda alle provocazioni ("è segno di responsabilità istituzionale"), a tirare in ballo le 'toghe', con toni più o meno accesi, sono anche gli altri vertici della Cdl durante i comizi elettorali: lo fanno il Guardasigilli della Lega, Roberto Castelli, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu (Forza Italia), il leader dell'Udc Pierferdinando Casini e il presidente di An Gianfranco Fini.
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Il ministro Castelli non ha dubbi: "basta leggere quello che scrivono, ascoltare quello che dicono" per avere la conferma che parte della magistratura (la corrente di Md in particolare) è politicizzata e fiancheggia la sinistra. Così, per riequilibrare "l'arbitrio" che c'è in Italia che consente ad alcune "toghe permeate di antiamericanismo" di assolvere gli estremisti islamici con un "errori tecnici" come la distinzione tra terrorismo internazionale e guerriglia, il Guardasigilli torna a proporre un cambiamento della Costituzione nella prossima legislatura per istituire un tribunale indipendente che giudichi i magistrati e per affidare a un organo esterno al Csm i giudizi disciplinari.
Usa toni meno duri, ma non per questo meno fermi, il responsabile del Viminale. "Da ministro dell'Interno - dice - debbo stare alla larga da polemiche di questo genere. Non polemizzo con Rognoni se però gli ricordo che in Forza Italia ci sono atteggiamenti polemici nei confronti di certi magistrati e non della magistratura. Che ci siano magistrati politicizzati e partigiani mi pare che sia cosa notoria".
Interpellato sulle nuove accuse di Berlusconi alle 'toghe', il leader dell'Udc Casini tiene a sottolineare la differenza: "la vera supremazia morale dei veri democratici è difendere l'autonomia della magistratura sempre, e anche di chi non se lo merita". "L'autonomia della magistratura - aggiunge - è stata difesa in primo luogo dal mio partito. So che alcuni magistrati di questa autonomia non fanno buon uso, perché è vero, come qualcuno sostiene, che la stragrande maggioranza dei magistrati sono persone serie e perbene, ma una parte minoritaria è faziosa".
Il leader di An Fini parla di "meriti indubbi" della magistratura ("è giusto che sia autonoma e che non sia mai sottomessa ad alcun potere, nel rispetto dell'equilibrio dei poteri dello Stato"), salvo poi ricordare: "come ha detto Ciampi i giudici devono non solo essere ma anche apparire imparziali. Ma in alcuni casi - conclude Fini - i magistrati non hanno adempiuto a questo dovere".
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Bananas in stato di putrefazione
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