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Discussione: Mutilazioni genitali

  1. #1
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito Mutilazioni genitali

    Mutilazioni genitali
    April 6 2006 at 102 PM M (no login)

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    Applicata per la prima volta la nuova legge
    A Verona arrestata una "mammana" e denunciati i genitori di due bambine nigeriane. L'Aidos: "Più informazione nelle comunità"

    VERONA - Una bambina salvata dall'infibulazione, la donna che stava per praticare l'intervento in carcere, i suoi genitori denunciati a piede libero. Questo il bilancio della prima applicazione in Italia della nuova legge contro le mutilazioni genitali femminili.

    Sabato scorso a Calmiero (Verona) gli agenti della squadra mobile scaligera sono entrati nell'abitazione di una famiglia di origine nigeriana. Seguivano ormai da giorni una loro connazionale sospettata di praticare infibulazioni a domicilio e quando l'hanno vista entrare in quella casa con una borsa sospetta hanno deciso di intervenire.

    Tutto era pronto per l'intervento. "La piccola era già stata denudata e i genitori la tenevano ferma mentre la donna prendeva dalla sua borsa gli attrezzi per intervenire. Se fossimo entrati in quella casa qualche minuto dopo non avremmo più potuto bloccarla" ha raccontato a un giornale locale il dirigente della Squadra mobile di Verona Marco Odorisio.

    Nella borsa della "mammana" c'erano forbici chirurgiche, anestetico, antibiotici e garze. Secondo gli investigatori il suo tariffario era di 300€ a intervento e solo due settimane fa aveva operato un'altra bambina. Adesso è in carcere, ma anche i genitori delle due bambine sono stati denunciati come lei per il reato di "pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili", introdotto nel codice penale dalla nuova legge.

    La nuova legge
    La legge 7 del 2006 prevede la reclusione da 4 a 12 anni per chiunque pratica una qualsiasi mutilazione genitale femminile (infibulazione, clitoridectomia, escissione ecc.). La pena viene aumentata di un terzo se l'intervento è compiuto su una minore e in tutti i casi in cui viene eseguito per fini di lucro.

    I medici scoperti ad operare rischiano , oltre alla pena,anche la cancellazione dall'ordine per un massimo di 10 anni. La legge italiana colpisce i colpevoli anche nel caso in cui l'infibulazione venga eseguita all'estero.

    Lo Stato si impegna inoltre ad avviare una serie di campagne di informazione rivolte agli immigrati. Campagne che cercheranno di raggiungere le comunità africane che vivono in Italia dove l'infibulazione (e l'episodio di Verona lo dimostra) è ancora una pratica radicata.

    Altre campagne informative verranno attivate nei paesi d'origine: nei consolati italiani all'estero, al momento della concessione del visto, ci saranno funzionari incaricati di far conoscere la legge italiana sui diritti delle donne e delle bambine. Allo stesso modo viene previsto l'attuazione di un programma di informazione nei paesi africani nell'ambito della cooperazione allo sviluppo.

    "Serve informazione"
    "Finalmente si sta rompendo l'omertà che c'era all'interno delle comunità, però noi siamo preoccupate perché i genitori chiaramente non conoscevano ancora l'esistenza della nuova legge" dice Daniela Colombo, presidente dell'Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo), commentando i fatti di Verona.

    Per questo motivo l'Aidos chiede "al prossimo governo che venga applicata in modo serio la prima parte della legge, la quale contiene una parte propositiva e l'impegno a specifiche campagne di informazione e attività di sensibilizzazione delle comunità, ma non è ancora stata avviata in modo serio". "Non crediamo - conclude la Colombo - che bastino le pubblicità su riviste patinate, che certamente gli immigrati non leggono, a far conoscere la legge che vieta in Italia le mutilazioni sessuali".

    Si stima che nel nostro Paese vivano oltre 40mila vittime di mutilazioni sessuali, per lo più immigrate di origine somala e nigeriana, alle quali si aggiungono ogni anno almeno 6 mila bambine tra i 4 e i 12 anni. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, nel mondo le vittime sarebbero circa 150 milioni.

    (5 aprile 2006)

    http://www.stranieriinitalia.it/

  2. #2
    MazingaZ
    Ospite

    Angry Per Non Dimenticare

    Legge sull’infibulazione Carroccio contro Prc sugli arresti domiciliari


    ROMA - «I comunisti non vogliono punire i genitori che si rendano responsabili del reato di infibulazione nei confronti delle proprie figlie. Mentre i genitori italiani rischiano di perdere la patria potestà per uno schiaffo». L’accusa è stata rivolta dal vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera Dario Galli, e poi rilanciata in prima pagina su «la Padania», alla parlamentare di Rifondazione comunista Tiziana Valpiana, che aveva presentato un emendamento, poi bocciato, al disegno di legge contro la mutilazione genitale femminile in discussione in questi giorni a Montecitorio. Valpiana ha chiesto di punire i genitori che fanno infibulare le proprie figlie con una pena massima di tre anni per permettere gli arresti domiciliari al posto della galera vera e propria. «Ma la mia intenzione - si difende l’esponente del Prc - era quella di impedire che una bambina, dopo essere stata infibulata, si ritrovi anche senza madre, in galera per una cosa certamente sbagliata ma che per la sua cultura non lo è. La galera non cambia la cultura».


    Su un articolo della legge, il numero cinque, c’è stato scontro l’altro giorno in Aula . E’ quello sulla concessione del titolo di rifugiato alle donne che lasciano il proprio Paese per sottrarsi o sottrarre le proprie figlie all’infibulazione. La commissione Bilancio aveva dato parere negativo per la mancanza di copertura finanziaria e così l’opposizione si è ribellata. «La maggioranza mostra il suo volto xenofobo», ha dichiarato la diessina Beatrice Magnolfi. Ma per il ministro Stefania Prestigiacomo «è necessario riaffrontare la questione, la porrò anche alla commissione affari costituzionali, dove si discute la legge sul diritto di asilo».


    E la leghista Carolina Lussana aggiunge: «Quello di concedere asilo a queste donne è un principio giusto, però non è l’unico elemento qualificante della legge. Lo sono la parte della prevenzione e quelle repressiva e punitiva. Le pene vanno dai 6 ai 12 anni per le mutilazioni più gravi, e dai 3 ai 7 per le meno gravi, con una aggravante di un terzo se sono praticate su minorenni».


    L’esame del disegno di legge riprenderà la prossima settimana. Lussana è ottimista: «Riusciremo a farlo approvare».

 

 

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