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    Predefinito Il testo integrale dell’intervista di bossi rilasciata a bruno vespa

    «La mia successione? Ma va’... non vogliono mandarmi via»


    Il ritorno di Umberto Bossi in televisione. Ieri sera il leader della Lega Nord è stato il protagonista di un’intervista in esclusiva a Bruno Vespa durante Porta a Porta e che pubblichiamo integralmente. Il Segretario federale ha toccato tutti i punti principali della campagna elettorale del Carroccio, la famiglia, il fisco, le riforme costituzionali e la devoluzione, il rapporto con Silvio Berlusconi e con gli autonomisti siciliani di Raffaele Lombardo, il futuro del movimento e la sua malattia. Si tratta del “debutto” in Rai dopo il malore che lo colpì l’11 marzo del 2004. Il suo primo intervento radiofonico, su Radio Padania Libera, è datato 2 giugno 2004. La prima intervista televisiva, sulla tv della Svizzera italiana, andò in onda il 13 ottobre 2005. In questi giorni il leader padano ha ripreso a girare il territorio: martedì a Lecco, sabato a Novara e oggi a Pavia.
    «La mia malattia... Berlusconi dice che sono diventato più buono. Penso che mi sono spaventato cosí tanto che può darsi che sia diventato più buono perché è stato troppo lungo un anno e mezzo di fila in ospedale. Quando vivi in ospedale conosci molta gente, senti i problemi di tutti. Io ero sistemato nei reparti dove c’erano tutti i ragazzi che fanno gli incidenti stradali, hanno embolie cerebrali e danni nervosi. Tutti noi sappiamo che ci sono gli incidenti stradali però fin quando non li vedi e non li tocchi con mano non vieni coinvolto. In ospedale io sono stato coinvolto da tutti quelli che ho trovato. Poi mi è dispiaciuto, pensa, quando sono andato via perché capivo di essere importante per loro, perché se guarivo io, se miglioravo io, vedevo che tutti erano contenti perché in fondo scattava il meccanismo del tipo “se migliora lui, se guarisce lui posso guarire anche io”. Io sono stato fortunato. Ho una bella casa, non ho proprio più bisogno di niente, a volte qualcuno mi ha anche offerto di andare a lavorare da lui ma io sono venuto con la Lega e andrò via dalla politica con la Lega. Comunque io non ho bisogno di soldi perché ho avuto tante cose che non immaginavo neppure quando, tanti anni fa, avevo vent’anni: ho una bella famiglia e dei bei figli, bravi figli, buoni figli. È stata la Manuela, aveva il padre siciliano che gli ha dato una capacità incredibile, una capacità di essere legata alla famiglia e agli affetti: è stata la mia fortuna».
    LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE
    Senta onorevole Bossi, lei ha firmato con Gianfranco Fini una legge sull’immigrazione, il centro sinistra dice che è una legge fallita: basta vedere le file che ci sono davanti agli uffici postali
    «È un altro il ragionamento da fare. Dopo averlo richiesto, ho ricevuto dal Ministero dell’Interno un documento in cui mi fa vedere tutti i dati. Gli immigrati arrivati, dopo averne espulsi tanti, sono diminuiti del 27%. Quindi è una legge che ha funzionato, dice il Ministro, meglio di come potevamo pensare. Poi è chiaro che si deve ancora andare avanti perché il problema è che la gente ha capito tutto, gli immigrati clandestini non li vuole dovunque. Si è fatto lo scandalo contro Calderoli e contro la Lega. Bisogna stare attenti perché le magliette le han fatte girare in tutta Europa. Vuol dire che la gente, i cittadini, realmente non sono soddisfatti di come stanno andando le cose. Bastava probabilmente collegare un Paese ricco ad un Paese povero per aiutarli a casa loro, forse sarebbe andato meglio invece che creare tutto quello che si è creato. Una grande difficoltà per chi emigra; chi emigra si sente disperso nel mondo. Io l’ho provato proprio quando ero ammalato. Poi un bel giorno m’hanno portato in una clinica vicino al Lago Maggiore e vedevo le montagne che sono davanti a casa mia, e quindi mi sono ripreso piano piano. Uno non può sentirsi disperso nel mondo. Quanti immigrati arrivano e si sentono dispersi nel mondo, disperati dico io. Bisogna assolutamente trovare un’altra via per aiutare questi Paesi, non solo con l’immigrazione che ci danneggia. Dicono che gli immigrati servono: sì, a certi livelli può darsi servano, però insomma... non si può andare avanti all’infinito, ciecamente, senza fare un ragionamento serio».
    Lei quale Paese farebbe adottare dall'Italia?
    «Mah, non lo so, guardi... Questo non lo so, però possibilmente uno che sia magari già Cristiano. In Europa, il Cristianesimo è un legame comune, forte, che conta. Noi abbiamo all’ingresso, sotto il giornale la Padania in via Bellerio, un locale dove teniamo tutti i farmaci, li andiamo a ritirare dalle fabbriche che li producono e dalle farmacie. Invece di sbatterli via ce li danno e noi li portiamo regolarmente in Africa. Ad esempio abbiamo portato nella parte sud della Jugoslavia i macchinari per i bambini, per le radiografie, li abbiamo ritirati dagli ospedali: quando chiudevano qui andavamo ad impiantarli là e li mettevamo in funzione. Con zero lire riuscivamo a mettere in piedi degli ospedali nei Paesi poveri. Il collegamento paese ricco - paese povero porterebbe a molti benefici perché sarebbe a costo molto basso, non dico a zero però a costo molto basso, permetterebbe di far ripartire dei poveracci di un Paese povero».
    Senta lei ha visto che nell'ultima richiesta di sanatoria c’era posto per 170 mila emigrati e si sono presentati più di 400 mila, anche quelli che non avranno la sanatoria però già lavorano in Italia. Allora bisogna fare una sanatoria anche per questi altri che già un lavoro ce l’hanno o bisognerebbe mandarli a casa?
    «Se la legge vale qualcosa la legge dice che bisognerebbe rimandarli a casa. La legge che ho fatto io diceva che chi viene deve aver il posto di lavoro, utilizzando consolati e ambasciate, in maniera che arrivi qui già con un posto di lavoro in mano, la certezza di non finire sotto un ponte, di essere più disperato di quanto già lo sono tutti gli immigrati per essere lontani da casa».
    FEDERALISMO E DEVOLUZIONE
    La Lega è entrata nella Casa delle Libertà per avere il federalismo, e la devoluzione l’avete avuta. Adesso un referendum rischia di cancellarla; come andrà secondo lei?
    «Secondo me andrà che la gente la farà passare, la gente vuole un cambiamento. Poi la devoluzione, in fondo, cos’è? Devoluzione significa salvaguardare le culture locali che invece nel nostro Paese sono state tutte sterminate. Per salvaguardarle occorre passare la scuola alla Regione e la Regione logicamente terrà conto anche delle culture locali. Via tutti quelli che dicono “chissà cosa succederà”, i siciliani dovranno salvare la regione siciliana e potranno salvaguardare la cultura siciliana. Stesso discorso per la Lombardia e il Veneto».
    Ecco, però lei sa che molti temono di perdere l’unitarietà del Paese
    «Non ha senso.È come dire che quelli che sono morti sul Piave, che parlavano tutti in dialetto e venivano da tutte le regioni d’Italia, sono morti per uno Stato che poi ti cancella le culture della loro regione. Mi sembra francamente inaccettabile».
    Quindi lei è convinto, che la regione può portare un arricchimento di cultura locale senza compromettere la base nazionale dell'educazione
    «Certamente».
    Lei sa anche che alcune regioni meridionali temono che nella Sanità dopo il federalismo si possa avere una qualità di assistenza al Sud peggiore che al Nord
    «No, questo è quello che dicono quelli che non vogliono il cambiamento ma c’è sempre un meccanismo di perequazione per le realtà del Sud, le realtà più deboli. Il Nord non ha interesse a danneggiare il Sud, ha interesse a portare avanti il Paese, che il Paese vada avanti bene, Nord e Sud».
    I DAZI CONTRO LA CINA LA UE ACCETTA IL PRINCIPIO
    Lei, con Tremonti, è stato il primo a chiedere di colpire con i dazi le importazioni della Cina e dell’Oriente. Adesso siete riusciti ad avere un primo dazio che si spinge fino al 15-20% per le calzature. È sufficiente a proteggere la nostra produzione?
    «No però è passato il principio, una volta passato il principio si spera che vada avanti. Prima dicevano che noi eravamo matti quando andavamo in giro a fare i comizi. Ricordo che una volta andammo io e Tremonti a parlare agli imprenditori delle Marche, e allora dicevano tutti “ma no! Ma siete matti, siete retrogradi”. Adesso Mandelson, il commissario europeo ha detto che la Lega non era matta ed eravamo noi in ritardo a far mettere i dazi doganali. Io vivo in una area del Paese, a Varese, in cui sono stato il primo a vedere certe cose. A Varese, attorno a casa mia, chiudevano tutte le imprese, avranno chiuso 50 imprese, una dopo l’altra e bisognava far qualcosa. Quando è entrato il Giappone, faccio un esempio, abbiamo saputo gestirla meglio, abbiamo messo i dazi doganali sulle piccole macchine giapponesi, la Fiat non ha chiuso e ha potuto andare avanti. Certo che qui i soloni hanno aperto improvvisamente le frontiere senza pensare a quello che sarebbe capitato e poi è in effetti capitato. Erano tutti contrarissimi, dalla Confindustria ai sindacati, a questi dazi doganali nonostante vedessero che tutte queste fabbriche chiudevano. Oggi è passato il principio, si ragiona meglio, non c’è più l’incubo di dire “non si può toccare la cosa intoccabile”. In futuro io mi auguro che si possano salvare i prodotti della nostra impresa».
    LA FAMIGLIA, I FIGLI E IL RISPARMIO
    Senta, lei batte molto sull’importanza della famiglia. Nel vostro programma elettorale, in concreto i provvedimenti per la famiglia che risultati dovrebbero portare?
    «Dovrebbero sostenere la famiglia risolvendo il problema economico e aiutandole a sostenere i figli. Non bisogna toccare il risparmio della gente perché il risparmio è legato alla famiglia che guarda sempre avanti, al dopo: deve comprare la casa, ha i figli da mandare avanti, etc. È qualcosa di estremamente connaturato alla famiglia. Quando Prodi dice, anzi il programma della sinistra dice che vogliono armonizzare le varie tasse sulle rendite finanziarie... armonizzare è un nome che sa di vasellina. Bisogna ricordare che toccare il risparmio vuol dire toccare le famiglie, uno non può dire di essere per la famiglia se poi tocca il risparmio. Il risparmio è connaturato alla famiglia, a chi, insomma, ha figli, guarda al futuro e deve mandare avanti i figli».
    IL FUTURO NEL SEGNO DI UMBERTO BOSSI
    È vero che lei ha già pensato ad una successione per la guida della Lega?
    «No, non mi fanno andare via, non mi farebbero andare via. Quando sono stato male, malissimo, ho detto subito: “guardate che forse è il caso che vi pigliate un altro Segretario”. Mi hanno preso dall’ospedale e mi hanno costretto a venir via con loro».
    E, quindi, mi pare che nei prossimi anni sarà sempre lei il capo della Lega.
    «Per adesso è così, non è facile cambiare un Segretario perché bisogna cambiare tante cose. Siamo nati insieme, vedono in me quello che ha fatto nascere tutto, quello che per tanto tempo ha fatto tante cose. Quindi io li sto allevando perché ho preso dei ragazzi e alcuni sono molto bravi, vedi Giorgetti, vedi Maroni, li sto allevando per far funzionare un partito, comandare non è così semplice. Perché devi riuscire a portare avanti le cose, devi dare degli ordini, non è facile insomma. Nessuno vuole prendere il mio posto, forse hanno paura della gente».
    «MI FIDO DI BERLUSCONI, MANTIENE LA PAROLA»
    Senta, se la Casa delle Libertà dovesse vincere le elezioni, quale ruolo assegnerebbe alla Lega?
    «È uno stimolo per le riforme, per migliorare il Paese».
    E se invece dovesse perdere si prenderebbe “le mani libere”?
    «Ma voi giornalisti siete dei fantasiosi. Se la domanda era “se la Casa delle Libertà perde, non c’è più?” la Lega c’è ancora e va avanti con le sue gambe. Ma sai che noi non perdiamo».
    Ma Berlusconi resterebbe sempre il leader anche in caso di sconfitta?
    «Io le devo dire questo: senza la Lega e Berlusconi non si potrebbe cambiare più niente in questo Paese. Io ho grande stima di Berlusconi perché è un uomo che mantiene la parola e in politica sai che è molto difficile. Lui ha mantenuto la parola e davvero io sono convinto che se non ci fosse Berlusconi non cambierebbe niente».
    Ma davvero funziona l’alleanza tra la Lega e il movimento autonomistico siciliano?
    «Penso di si! Abbiamo valutato che Lombardo è una persona per bene e che crede molto alla Sicilia e ai siciliani. Abbiamo valutato che andava bene, potevamo farci l’accordo. Se uno pensa che la sua terra e la sua gente devono migliorare, noi sappiamo che la pensa come noi».


    [Data pubblicazione: 28/03/2006]

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  2. #2
    Zero Sen
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    Era necessario esporre Bossi ad un'intervista come quella di ieri sera?
    Io l'ho guardata fino ad un certo punto. Poi ho girato canale.
    Vederlo con il braccio scosso dai tremiti mi ha fatto male.

  3. #3
    decolonizzare l'immaginario
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    Bossi, va assolutamente messo a riposo.

    Se la Lega aumenterà il consenso, sarà NONOSTANTE la sua campagna elettorale fondata su slogan PERDENTI e di scarso interesse.

    C'è dell'evidente sbandamento in Lega ed è dovuto al fatto che NESSUNO ha il coraggio di dire a Bossi: DEVI LASCIARE IL TUO POSTO A QUALCUNO IN GRADO DI FARE IL SEGRETARIO.

    E questo "QUALCUNO" lo sceglierà il voto CONGRESSUALE.

    Personalmente, sono per una segreteria COLLEGIALE per almeno tre anni.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo

    E questo "QUALCUNO" lo sceglierà il voto CONGRESSUALE.
    conoscendo la base leghista quando si cambierà segretario avrà un nome conosciuto e fisicamente somiglierà un pò al papà

  5. #5
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    Lorenzo Proia
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Zero Sen
    Era necessario esporre Bossi ad un'intervista come quella di ieri sera?
    Io l'ho guardata fino ad un certo punto. Poi ho girato canale.
    Vederlo con il braccio scosso dai tremiti mi ha fatto male.
    Fanno più male le coltellate alla schiena.

  7. #7
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    Predefinito E questo "QUALCUNO" lo sceglierà il voto CONGRESSUALE.

    manca il punto interrogativo. riusciranno i nostri eroi (la base) a battere una famigghia così ben organizzata e che fa leva su sentimenti di pietà e di riconoscenza ?
    speriamo solo che bossi se ne accorga e che rifiuti pietà e riconoscenza.

  8. #8
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    manca il punto interrogativo. riusciranno i nostri eroi (la base) a battere una famigghia così ben organizzata e che fa leva su sentimenti di pietà e di riconoscenza ?.
    NO.
    Citazione Originariamente Scritto da dime can
    speriamo solo che bossi se ne accorga e che rifiuti pietà e riconoscenza.
    Non sperare; indipendentemente dal suo stato di salute.

    La Storia deve fare il suo corso.

  9. #9
    Simply...cat!
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    Vedendolo a Porta a Porta è un Bossi sicuramente migliorato,ma il punto è che tra gli squali della politica non può + competere.
    Mi spiace per lui ma è così.

    E' come se Schumacher volesse vincere i Gran Premi con un'auto normale: o vai con una macchina da F1 o è inutile che gareggi.

    Ieri a Porta a Porta c'erano i maggiori leaders del cdx e del csx.
    Domanda: e la Lega dov'era?
    Ma sapete quanti voti sta perdendo la Lega a causa dell'assenza di un leader convincente?

  10. #10
    Ridendo castigo mores
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    eri sera da mimum bossi e' stato ugualmente espressivamente penoso ma almeno piu' politicamente incisivo e piu calato nella realta' politica .( a parte il fatto della sua fincrollabile fede nella " vittoria"..)

    cinononsotante ritengo che il suo proseguio come segretario sia assolutamente negativo . Dopo la sconfitta referendaria la lega avra' bisogno di una rivilitalizzazione politica che puo' nascere solo da un confronto duro all' interno del movimento e che comporti , SE NON ORMAI AL LIVELLO PARLAMENTARE un notevole ricambio ALMENO nella struttura di comando interna al movimento e alle amministrazioni locali .
    Bossi , in quanto non solo fisicamente impedito ma anche tenuto sempre " coperto" dalla sua "corte" non sara in grado di gestire questo travaglio , anzi la sua figura sara' solo usata come una colata di cemento per tenere tutto come prima , ma la lega della famigghia e' un prodotto politico ormai scaduto e in pieno deficit di proposizione politica .. a parte quella di divenire l' ala "sciocco-padana" di forza itaglia ..

    una specie di "riserva indiana " per "cretini ed irriducibili" destinanta alla completa scomparsa politica .
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 

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