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Forzanovista
All'armi siam fascisti: all'assalto del 25 aprile!
di Federico Fornaro
Esiste il concreto rischio che una dozzina di deputati nel prossimo parlamento italiano siano apertamente schierati sia a favore dell’abolizione della festa nazionale del 25 aprile sia di una riscrittura della storia della Resistenza in chiave repubblichina. Se poi essi dovessero essere determinanti per la maggioranza è evidente che passerebbero all’incasso di una “cambiale” storico-politica gelosamente custodita da oltre sessant’anni: la rivalutazione del fascismo.
Il “contratto con i camerati” sottoscritto dal coordinatore nazionale di Forza Nuova, Paolo Caratossidis, in cui è esplicitata la richiesta della “cancellazione del 25 aprile”, non è,infatti, un episodio isolato e marginale, ma si inserisce in un filone di pensiero revisionista da sempre coltivato dagli ambienti più reazionari dall’estrema destra radicale, collegata elettoralmente alla Casa della Libertà nelle prossime elezioni del 9 e 10 aprile.
Relegati da decenni ai margini del dibattito politico, i neofascisti, rinfrancati e incoraggiati dallo sdoganamento attuato dal centro-destra nel tentativo di non disperdere consensi contro lo storico nemico rappresentato dal comunismo e dalla sinistra in genere, stanno rialzando la testa.
L’Italia repubblicana sta rischiando, grazie a Berlusconi&C., di avere prossimamente parlamentari della Repubblica che in occasione del “Giorno della Memoria”,invece, di partecipare alle cerimonie ufficiali di ricordo della Shoah, potrebbero decidere di presenziare a contromanifestazioni, come quelle abitualmente organizzate da Forza Nuova nello stesso giorno al fine di onorare “i caduti tedeschi e quelli della R.S.I. presso i cimiteri di guerra di Cassino e i sacrari militari di Nettuno, abbrunando loro una bandiera e commemorandone lo spirito con la speranza quindi che tutte le vittime di guerra vengano riesumate dalle segrete della Storia”.
Questi parlamentari potrebbero,poi, sottoscrivere un telegramma analogo a quello fatto pervenire dal club di Forza Nuova di Palermo (
www.forzanuovapalermo.org) a Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, il 29 luglio 2005: “Al più anziano perseguitato da questo sedicente regime democratico, esecutore di altrui vendette, i militanti forzanovisti del cuib Codreanu inviano un affettuoso saluto, confermando la propria presenza al fianco dei camerati ingiustamente imprigionati”.
Infatti, da sempre, per loro il 25 aprile è una “celebrazione dell’odio antifascista e del mito comunista della Resistenza”. Una ricorrenza in cui Forza Nuova, uno dei movimenti che hanno dato vita al cartello elettorale “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini”, è solita ricordare “quei giovani che, compiendo la scelta dell’onore aderirono alla Repubblica Sociale Italiana, combatterono e si sacrificarono per la patria e l’indipendenza nazionale” ribadendo che “solamente ponendo fine alla vuota e falsa retorica resistenziale si potrà giungere ad un’autentica e serena ricostruzione della verità storica”.
Trovando un facile alleato in un Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non ha partecipato negli ultimi anni ad alcuna commemorazione ufficiale della Festa della Liberazione, questa destra nostalgica del ventennio potrebbe certamente tentare di imporre la sua “controstoria” sulla Resistenza. In una relazione predisposta dal coordinamento provinciale di Palermo di Forza Nuova, si può leggere la netta opposizione a propositi di riconciliazione, perché il movimento “ è e sarà sempre con i giovani di allora che senza speranza di vittoria si batterono per l'onore d'Italia contro un nemico vigliacco che li colpiva nel buio e alle spalle, un nemico invisibile e senza onore, che solo a cose fatte scese dai monti per indossare i panni dell'eroe. Un nemico tanto vile quanto sanguinario che con un fazzoletto al collo prelevava il fascista di notte per farlo sparire, uccideva le ausiliarie dopo averle violentate , occultava i cadaveri a centinaia , organizzava azioni terroristiche che scatenavano le previste rappresaglie sui civili”.
Ecco servita una nuova verità storica, intrisa di quell’anticomunisimo viscerale che tanto piace all’attuale Presidente del Consiglio: da un parte i repubblichini animati dallo spirito di patria combattere a difesa dell’onore perduto dopo il tradimento badogliano e dall’altra parte i partigiani, sanguinari assassini senza valori e ideali al soldo dell’Unione Sovietica.
Per Forza Nuova, dunque, “ non ci sono ragioni per festeggiare. Il 25 aprile non è stata e non sarà mai la festa di tutti gli italiani. E' solo la festa di chi davvero ha combattuto dalla parte sbagliata seppure vincente. La festa dei conquistatori anglo-americani e delle soldataglie multietniche che li precedevano; la festa di vili assassini come Boldrini e Bentivegna e dei loro epigoni e apologeti di oggi. La festa della Mafia, sbarcata al seguito degli alleati. La festa dei partiti corrotti con essa conniventi; la festa dei badogliani di ieri e di oggi.
Questa festa non potrà mai essere la nostra festa. Non sarà mai la festa di chi ha veramente combattuto dalla parte giusta di chi si è battuto per l'onore d'Italia e non contro di essa. Non sarà mai la festa di chi come Forza Nuova si batte oggi per la ricostruzione di un Paese prostrato sotto il peso delle rovine morali, identitarie, culturali che il 25 aprile, con tutto ciò che rappresenta, ci ha consegnato. Un'Italia che intendiamo ricostruire ricominciando dalla verità, perché siamo certi, camerati, che sia la verità che rende liberi i popoli e le nazioni. E per la verità oggi come ieri, noi ci battiamo e sempre ci batteremo”.
Sarà questa la storia della Resistenza alla barbarie del nazifascismo che si insegnerà nelle scuole italiane in caso di vittoria di Berlusconi ? Il dubbio è legittimo dopo che deliberatamente si è ridata cittadinanza democratica a movimenti portatori di una simile subcultura, erede dichiarata del fascismo e della RSI.
Se,infatti, il cartello elettorale di “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini” (che raggruppa Azione Sociale della nipote del Duce, il Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher e Forza Nuova, di Roberto Fiore) dovesse superare nei consensi la lista della nuova DC-nuovo PSI, potrebbe diventare il “primo escluso” della Casa della Libertà.
Il gioco allora sarebbe fatto e un manipolo – mai termine fu più appropriato – di deputati entrerebbe nella Camera dei Deputati e potrebbe far valere sia dai banchi della maggioranza sia da quelli dell’opposizione il suo peso e il suo apporto elettorale alla Casa della Libertà.
La riscrittura in chiave revisionista della storia della Liberazione diverrebbe certamente la loro priorità numero uno.
All’armi siam fascisti !
