Il ministro degli Esteri ha annunciato che chiederà oggi al Governo di varare un provvedimento ad hoc per Abdul Rahman
Fini: «L’Italia darà asilo al convertito afghano»
Plauso dalla Chiesa: «Un gesto che apprezziamo». L’opposizione: «Solo propaganda»
ROMA - Forse c’è l’Italia, nel futuro di Abdul l’apostata. Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha infatti annunciato che chiederà al Consiglio dei ministri di oggi di varare un provvedimento per concessione dell’asilo politico all’uomo, finito in carcere a Kabul per essersi convertito al cristianesimo. Secondo la legge islamica ripudiare la religione musulmana è un reato da punire con la morte, e Abdul Rahman è stato salvato solo da una pronta mobilitazione occidentale, che ha visto schierarsi gli Stati Uniti, molti Paesi dell’Unione Europea, Italia in testa, e addirittura il papa Benedetto XVI, che aveva scritto una lettera personale al premier afghano Hamid Karzai. Un esercito troppo potente perché Karzai potesse pensare di ignorarlo. Stretto fra le pressioni dei mullah e quelle del resto del mondo, alla fine il presidente ha trovato una soluzione di compromesso: l’uomo soffre di una robusta instabilità psichica, hanno sentenziato i giudici, e quindi non è pienamente consapevole delle sue azioni. Da lunedì sera Abdul è dunque di nuovo un uomo libero, e le autorità hanno provveduto a nasconderlo in una struttura sanitaria alla periferia di Kabul, per sottrarlo alla prevedibile ira di molti suoi concittadini. Dal carcere aveva fatto sapere di voler restare nel suo Paese a tutti i costi. «Se me ne vado significa che qui hanno vinto i talebani», aveva proclamato. Ma una volta fuori sembra averci ripensato, e ha chiesto asilo politico.
L’Italia è stata la prima a rispondere all’appello, ed è molto probabile che l’idea di Fini divenga realtà. Con l’approvazione del ministro degli Interni Beppe Pisanu («Questo è uno dei classici casi nei quali viene normalmente concesso l’asilo politico»), il plauso della Chiesa («È un gesto che apprezziamo e che deve diventare una filosofia da seguire sempre», commenta il presidente della Commissione Episcopale per la giustizia e la pace, Arrigo Miglio), e il robusto scetticismo dell’opposizione. «È solo propaganda - dice ad esempio la senatrice Tana de Zulueta -. L’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea a non avere una legge organica in materia d’asilo, ed è il fanalino di coda per quanto riguarda l’accoglienza ai rifugiati: ve ne sono solo 150 mila in confronto agli 876 mila della Germania e ai 289 mila del Regno Unito». E il responsabile immigrazione dell’Arci, Filippo Miraglia, ricorda che nel solo 2004 sono state presentate 8771 domande di asilo, ma ne sono state accolte solo 780. E gli altri? Rimandati indietro. Magari in Libia. «Paese che certo non brilla per il rispetto dei diritti umani», ricorda Miraglia.
Giuliano Gallo
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Niente da dire: Fini è proprio un genio
Per far vedere che gli italioti sono i + buoni si tirano sempre la solita tega nei coglioni![]()
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