Davvero incredibile il flop della manifestazione al Teatro Vittoria di stamattina, domenica 26 marzo 2006! Era annunciata da una marea di manifesti in tutta Roma (nord, sud, est e ovest, volantini e quant'altro. Domenica 26 marzo,
ore 10, Teatro Vittoria (Testaccio) Incontro (dibattito no, figuriamoci, non sia mai...) su "Laicità, etica e diritti" e la curiosità era tanta: vederli discettare su certi temi… soprattutto l’etica e i diritti mi piaceva vedere come se la sarebbero cavata… Conferenzieri: Severi, Agostini, Flamigni, Rippa, Bettini, Meandri e FASSINO scritto ovviamente a lettere cubitali.
Mi alzo presto perché, frequentatrice di questo tipo di incontri so che la gente comincia a prendere i posti già almeno un'ora prima. Volendo fare le cose tranquillamente (odio correre e arrivare all'ultimo momento, per cui mi capita sempre di arrivare con larghissimo anticipo ovunque), comprare il giornale, prendere il cappuccino…, mi accorgo, però, solo in un bar vicino a Piazza Santa Maria LIberatrice, 8 - sede del Teatro - che non avevo rimesso l'ora legale! Sono un'ora in ritardo! Poco prima c'ero passata davanti con la macchina ed era tutto tranquillo, nessuna ressa, vuoi vedere che, ovviamente, essendo le 9,30, già hanno chiuso le porte e sono tutti dentro, già stipati?
Affretto dunque il passo e arrivo davanti al teatro apprestandomi ad entrare. Ma con mio sommo stupore non c'è pressoché nessuno! E, ripeto, erano ormai almeno le 9,40!
Chiedo quando si può entrare e, incredibilmente, un militante mi risponde: poco prima delle 10...
Ma come, poco prima delle 10? Bisogna prendere posto! Mi guardo intorno e, in verità, quello di poter trovare il posto non sembrava davvero un problema!
Attendo seduta ad una panchina e, effettivamente, fanno entrare poco prima delle 10. Entro in un teatro assolutamente vuoto (ci saranno stati si e no una decina di militanti e cinque-sei persone...
E questo gruppetto di militanti (tra i quali riconosco una “ex” collega, sindacalista FNLW/CGIL ritornata come sindacalista e pre-pensionata come quadro andata dove meglio preferiva, al personale, per esempio… e credo che sia anche la segretaria della sezione DS centro, quella vicina a Piazza Navona) parla di tutt'altro (anche commenti non particolarmente benevoli contro questo o quell'altro nel partito e sull’eterno “che fare” in merito alla scarsezza di presenze…), ovviamente, chiedendosi come mai quel vuoto tutti gli alibi tornavano validi: l'ora legale? La maratona? Vabbè, ma come! Con un leader come Fassino, due candidati di rilievo (Bettini, dominus romano del partito e la Melandri, ex Ministro della cultura, a due settimane dal voto?) ci possono essere problemi a riempire un teatro piccolo come il Vittoria? I banchetti che vendono gadget dell'Ulivo e l'Unità, sconsolatamente
vuoti. Attendiamo, noi, in platea, pazienti, che, superato lo scoglio dell'ora legale (si stavano approssimando le 11) che quella vasta area romana, in pratica metà di Roma, che non era interessata al "taglio" dell'Ostiense per la maratona, accorresse!
Macché!
Oltretutto lo sforzo per quella organizzazione era stato poderoso, sia per dispendio di fondi (manifesti e volantini) sia per gli ospiti. Era uno di quelli, insomma, che si possono definire tra gli appuntamenti
"clou"! C'ero stata, insieme ad una amica, con ben altri entusiasmi ed aspettative, in quel teatro, quando ci andarono a parlare Prodi e Veltroni ed il tema fu quello della presenza femminile in politica. Prima delle elezioni, vinte, del 1996, volevano strizzare l'occhio anche a quella "categoria" (come direbbe Berlusconi) di persone... Non andò granché bene manco allora date le gaffe e gli imbarazzi del futuro leader (ma fosse il teatro Vittoria che, almeno per questo tipo di manifestazioni, porta sfiga?). Come eravamo tutti
più giovani allora!
Son passati solo dieci anni e sembra un secolo! Mi veniva in mente questo quando, affrettando il passo, stamane, stavo accorrendo al teatro per la manifestazione, preoccupata che non trovassi posto! Come hanno disastrato questo paese gli ultimi due governi (uno nelle speranze ed aspirazioni di cambiamento e abbandono di incrostazioni e prepotenze dei vecchi "poteri", l'altro per l'arrembaggio a tutto, con
conseguente sfacelo, cosa peraltro cui si sono dedicati, senza troppe timidezze in verità, pure quelli che l'avevano preceduto...)! E se uno osservasse le facce di quei politici confrontandole a quelle di allora, paiono più o meno incanutiti tutti anzitempo!
Verrebbe da osservare che il potere logora soprattutto chi ce l'ha e l'ha esercitato tanto male, e chi in nome del realismo pragmatico, della poltica fatta più con il compromesso,
l'inciucio e la menzogna quotidiani, invece che con qualche brandello di principi e valori (politica che fanno così più o meno indistintamente tutti), invecchi soprattutto a sinistra ed invecchi molto, ma molto male!
Perché, certo, stravolto, poco allegro e incanutito, lo era Fassino quando fece il suo ingresso a teatro!
Una espressione francamente sofferente con un tic che gli devastava il volto (ma perché c'hanno tanti tic nervosi i leaders di una certa sinistra? Cofferati, D'Alema, Fassino...). Doveva essere, con rispetto parlando, incazzato nero! E non parevano capire, gli altri, che gli cicalavano intorno ciò che era accaduto! L'infantile Melandri, sempre di azzurro, rosa e fiorellini vestita, coi capelli malamente accroccati in testa, l'altezzosa (e antipaticissima) reponsabile delle donne diessine della Federazione romana, un Bettini strarbordante (che
messo accanto a Fassino, rincantucciato nella propria rabbia, alterigia ed indifferenza, sembrava la metà esatta, in volume, il militante Flamigni - ovazionato alla fine del suo intervento, ma che non credevo
fosse un militante duro e puro diessino, seppure in qualche misura critico e per questo, appunto, ovazionato, tanto da salutare, alla fine col pugno chiuso in alto!
E la sala, anche allora, dopo gli interventi di Montino, Bettini, che dopo l'aulico, veltroniano intervento di maniera, fatto il compitino s'è anche appisolato per qualche secondo. Certo il riferimento alla
polvere del prima ed a quella del dopo alla quale tutti saremo comunque chiamati a ritornare, qualche gesto scaramantico l'avrà sollecitato, anche perché in quella giornata primaverile qualcuno si sarà pur
chiesto che c...o c'era andato a fare lì!
Tutto preso dalla sua contrarietà Fassino, assai svogliato e molto, ma molto ineducato, continuava a prendere appunti (fanno tutti così i diesse, prendono sempre appunti, pur di non guardare in faccia le PERSONE. Perchè è una abitudine proprio loro, una loro "specialità".
Ed è ovvio che la corte di pennivendoli o di lacché l'abbia sempre interpretata come segno inconfondibile di preparazione ed applicazone, questa sconsiderata produzione di documenti e, spesso, chiacchiere (e a
capitalizzarle, anche politicamente, nessuno eccelle come loro. Berlusconi in confronto è un pupo!). Ma, a pensarci bene, è una pura inedaguetezza al contatto umano, al rapporto con gli altri, al confronto VERO (che poi sarebbe quello di mettersi in gioco accettando anche la possibilità di poter cambiare idea, di rapportarsi con un modo diverso di veder il mondo e la gente, oltretutto, interpretandola come ESSERI UMANI, come PERSONE, non solo come massa o come numeri da ricerca demoscopica e sondaggistica).
Bene, da quei conferenzieri scarsa umiltà e disponibilità ad "osservare la propria gente" (soprattutto over 60).
Una certa maleducazione, dunque, perché un Fassino che mai si sognerebbe di fare certe cose se sapesse di esser ripreso da una telecamera (che pare oggi sia la cosa che i leaders di tutti i partiti ambiscono più di tutto coltivare) può permettersi di fare articiolatissimi sbadigli in faccia alla sua gente (ma era una occasione pubblica...)? Ed è almeno strano che provenendo da una famiglia borghese della severa Torino, nessuno gli abbia insegnato, così come lo ha insegnato a me mia madre, impiegata romana della federconsorzi, e natia della distrutta spina di Borgo, demolita dall’”Impero” per farla diventare via della Conciliazione, di mettere sempre la mano davanti alla bocca quando si sbadiglia. Sia perché una bocca spalancata (se non si sta cantando emettendo i suoni straordinari e dolcissimi di un usignolo o i potenti solfeggi di un Caruso) non è proprio uno spettacolo affascinante così come non lo è quello di un leader che chiaramente s'annoia quando a parlare sono gli altri e non lui.
E' un uomo arrogante Fassino, oltreché maleducato. Perché non è la prima volta che lo colgo ad esprimere estremo fastidio quando dalla platea (che in questi casi pare sempre di pappagalletti ammaestrati, anche data l'età...) che esprime anche persone pensanti che vorrebbero interloquire, viene qualche sollecitazione (sacrosanta) a poter intervenire, stanchi di vedere una pletora di politici o di porgitori di microfoni che si parlano addosso soprattutto per dirsi "come siamo belli, come siamo bravi, come siamo fichi", sicuri che mai arriverà una interlocuzione, una contestazione, una critica in quanto si son blindati alla bisogna!
Qualcuno ritiene davvero che "a prescindere" da Berlusconi (domanda che pare suggerire anche l'ultimo film di Moretti, "Il Caimano"!) questa sia davvero una democrazia seria, e che quella che ci rappresenta sia davvero una classe politica degna di questo nome? Per non dire del resto, ovviamente.
Accadde già al convegno sull'energia (presenti Fassino e Bersani), che dopo aver dato spazio per ORE a tutto il gotha delle aziende pubbliche e non, al povero Trifiletti, rappresentante dei consumatori, venisse
tolta la parola dopo cinqueminutidinterventocinque. Ed a me che reclamavo e solidarizzavo con lui valutando una vergogna una simile sperequazione, il buon Fassino dedicò un espressione ed un gesto
infastidito della mano come a voler dire "ma 'sta zitta" e, rivolgendosi al moderatore, uno sguardo perentorio che significava "vai avanti così".
Identica espressione infastidita e perentoria a tacere quella inviata stamane al poveretto che pretendeva, solo, di poter dire la propria quando e come, peraltro, avessero deciso sarebbe stato possibile farlo! Non voleva interrompere nessuno! Ma l'intervento di Montino che illustrava la "scaletta" degli interventi non contemplava interventi e domande dal pubblico. Ma quando mai!
Decisamente un mistero le ragioni che fanno ritenere Fassino "una persona per bene"! Non ruba, è onesto, forse un gran lavoratore? A me pare che tanta arroganza e protervia ed insofferenza lo renda decisamente insopportabile! Ognuno si tenga i suoi parametri di giudizio ma, certo, dalla misura
dell'avanzamento del suo partito alle prossime elezioni si misurerà (peraltro solo in numeri, non in altro) la misura delle sue REALI capacità. L’umanità, come il coraggio, direbbe il grande Eduardo, quelli, davvero, se non ci sono nessuno davvero può onferirglieli! Manco una vittoria elettorale potrebbe fare un miracolo di questo genere!
Si dovesse misurare dall'incredibile flop romano di stamane al Teatro Vittoria si potrebbe dire che forse gli fanno credere, in parecchi, fischio per fiasco. Ed è notoriamente persona di scarsa intelligenza e
lungimiranza quella che si circonda soprattutto di signorsì!
E poiché la platea di pappagalletti ammaestrati incredibilmente contestava più quel povero disgraziato che chiedeva il diritto sacrosanto di intervenire che i conferenzieri infastiditi che glielo impedivano, me ne sono andata a mezzogiorno in punto incredula ed indignata strafregandomene di essermi persa, nientepopodimenocché, gli interventi della meandri e del leader maximo!!
E la (piccola) sala del Teatro Vittoria solo allora era riuscita a malapena a riempirsi...
La sala, s'era riempita, mica la galleria, che risultava, ancora, sconsolatamente vuota! Che ci fosse un nesso?
Inutile che Fassino si mettesse le mani sugli occhi, come un capitano che scruta il mare in tempesta, per vedere se un pò più di gente era arrivata (chissà se l'ha "beccato" Striscia in quell'atteggiamento...)
Stavolta almeno la Gente (con una sola “g”) aveva meglio da fare.
Uscita, come diceva il sommo poeta, non a rimirar le stelle ma una bellissima giornata primaverile, mi accompagnava il suono che usciva da due beffardi video che nessuno guardava messi fuori dal teatro
trasmettendo le immagini cupe (sfondo rigorosamente nero) dell'incontro (?) su Laicità, Etica (?) e Diritti (??)....
Chissà la gente che s'aspettavano, stamattina, quelli dell'organizzazione (e me sa che Esterino Montino non durerà ancora molto sulla poltrona di segretario della Federazione romana dei diesse...! E in effetti l’espressione era preoccupata durante tutto l’”incontro” finché ci sono rimasta…E dubito lo fosse perché oggi in questo disgraziato paese di etica non ce n’è più…).
Più volte mi aveva indotto al riso quell'incontro, e vedere i giardinetti pubblici della piazza "della rossa Testaccio" stracolmi di gente, di ragazzini che giocavano, di madri con la carrozzina e di giovani VIVI (sembrava una scena del bellissimo, leggerissimo "Aprile", sempre di Moretti) che di quello che stava accadendo in quella sala per fortuna se ne strafregavano, non mi ha potuto che riempire di speranza!
Finché ci sarà "cultura" capace di esprimere un film amarissimo e civile come quello di Moretti (non "propagandistico" ad esortare a votare "i migliori") e gente che non risponde ai richiami all'obbedienza di una classe politica, giornalistica, sindacale, delle corporazioni insomma, cieca, arrogante e "pataccara", come lo è la nostra, nel suo complesso, questo paese qualche speranza di salvarsi ancora può averla.


Rispondi Citando


