Dal Consiglio dei ministri ok alla proposta di Fini. Ma il titolare del Welfare
sottolinea le perplessità dei ministri leghisti: "In Afghanistan diritti violati"
Convertito, concesso asilo politico
Forse già oggi l'arrivo in Italia
Roberto Maroni
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla concessione dell'asilo politico - proposto dal ministro degli Esteri Gianfranco Fini - ad Abdul Rahman, il cittadino afgano che si è convertito al cristianesimo, e che a Kabul ha rischiato la condanna a morte per apostasia. Secondo quanto comunicato dalla Farnesina, l'uomo potrebbe arrivare in Italia già oggi.
Ma agli atti della riunione di Palazzo Chigi che ha concesso l'ok al suo arrivo ci sono anche le perplessità espresse dal ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli. Ad annunciarlo è un altro ministro del Carroccio, Roberto Maroni (titolare del Welfare), nel corso di una conferenza stampa: "La decisione è stata presa - ha dichiarato il caso è risolto, rimane aperta la questione dei diritti in quel paese. Della vicenda si occuperà ora il ministro Pisanu".
"Noi possiamo dare asilo politico - ha proseguito Maroni - ma poichè il Codice penale e la Costituzione dell'Afghanistan sono stati scritti con il contributo anche di magistrati italiani, probabilmente, come ha detto Castelli e come penso anch'io, questa risposta è insufficiente. Quel paese è arrivato alla democrazia con l'intervento dell'occidente e oggi è singolare dover pensare di dover dare asilo perchè una persona si converte. Castelli lo ha detto in Consiglio dei ministri e Fini ha replicato che lui non è così pessimista per il futuro. Per noi il problema rimane".
E in mattinata anche Silvio Berlusconi si era espresso in favore dell'asilo politico: "Saremo lieti di accogliere una persona che ha avuto un grande coraggio", aveva dichiarato. Soddisfatto per la disponibilità del governo anche il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini: "Questo gesto del Consiglio dei ministri è importante e di solidarietà verso i cristiani nel mondo che sono perseguitati".
(29 marzo 2006)




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permette di condannare a morte per apostasia.

