Un libro che nessuna casa editrice voleva pubblicare si intitola "Corruzione ad alta velocità" di Ferdinando Imposimato ex giudice istruttore di numerosi processi che hanno riguardato le pagine più oscure della storia repubblicana, dal caso Moro, attentato al Papa, caso Sindona oltre a numerosi processi di mafia, senatore eletto come indipendente nelle liste dei Democratici di Sinistra ed appartenente alla minoranza ecologista del partito assieme a Cesare Salvi.
Voglio postarvi un passaggio, se mi è consentito di un intervista a Imposimato
E questa relazione è stata trasformata nel suo libro?
"Ne ho fatto un motivo di battaglia politica e l'ho trasformata in un libro per dire: ecco che cosa accade in Italia con un'opera pubblica che non ha mai portato a nessun risultato e che invece ha procurato la distruzione dell'ambiente e anche un arricchimento della mafia e della camorra. A queste osservazioni che io avevo scritto riferendo fatti non ebbi nessuna risposta da parte dello Stato. Nel libro ho curato ovviamente la parte dell'infiltrazione della mafia e della camorra nell'Alta Velocità, cioè il problema della corruzione, poi il problema del costo di quest'opera in cui c'era solo il 10-20% di fondi per la realizzazione dell'opera mentre tutto il restante 80% veniva destinato alla distribuzione delle mazzette alle varie parti interessate".
Per dovere di cronaca c'è da dire che Imposimato nel libro scrive "ignoravo gli insabbiamenti dell'inchiesta romana da parte di un pm, poi arrestato, e che Prodi era indagato", e ricorda che il suo nome era già emerso durante le audizioni alla Commissione Antimafia.
In seguito l'autore fa un dettagliato resoconto dell'incontro, durante il quale l'ex presidente dell'Iri non apre bocca, mentre Imposimato espone il suo lavoro. Solo l'arrivo nell'ufficio del presidente del ministro della difesa Beniamino Andreatta smuove Prodi dall'imbarazzo in cui è stato gettato dalle parole di Imposimato, il quale viene cortesemente salutato senza aver concluso.
"Solo molto tempo dopo - scrive nel volume Imposimato - sarei venuto a conoscenza del fatto che Prodi, fino al 1993, anno della nomina alla presidenza dell'Iri, era stato garante dei lavori dell'Alta Velocità, cioè uno dei controllori di quello scandalo. E anche che, secondo il magistrato romano Giuseppa Geremia, Prodi aveva fatto sì che una società da lui stesso creata, la Nomisma, potesse beneficiare di consulenze miliardarie proprio sull'Alta Velocità".
Lei nel libro fa riferimento anche all'IRI di Prodi...
"Ecco ma questo è un punto delicato. Io sono uomo della sinistra e non vorrei apparire uno che in questo momento attacca la sinistra".




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