Esclusivo/ Marcello Pera ad Affari: "Berlusconi non è finito. E' guerra santa, la vinceremo"
Giovedí 30.03.2006 08:16
"C'è ancora bisogno della sua ventata di novità. Non credo che Berlusconi come leader politico sia finito. Temo invece la vendetta che la sinistra vuole usare nei suoi confronti. Parlo delle tv e delle sue proprietà". Parola di Marcello Pera, intervistato da Affari. Il presidente del Senato spiega perché è necessario rivendicare i valori dell'Occidente: "C'è una guerra santa contro di noi. Dobbiamo vincerla".
In questi ultimi giorni di campagna elettorale sta viaggiando molto per promuovere il manifesto per l'Occidente. E' così determinante?
"Credo che questo sia uno degli elementi importanti della campagna elettorale. Quello che veramente crea un'alternativa fra Centrodestra e Centrosinistra. Difendere l'Occidente vuol dire difendere i principi della tradizione cristiana, difendere i nostri valori, dire di no alle violazioni dei principi tradizionali come la famiglia introducendo i Pacs. Oppure opporsi alle scuole cattoliche, il che secondo noi è un errore contro la tradizione dell'Occidente".
Bisogna difendersi anche da una minaccia islamica?
"In quanto tale l'Islam non è una minaccia. Ciò che è una minaccia è il fondamentalismo islamico. Al quale sfortunatamente l'Europa reagisce in maniera piuttosto flebile. Ovviamente il terrorismo è una minaccia per tutti".
Come nasce il suo manifesto?
"Il mio manifesto viene da una lunga storia. E' stato ideato prima della campagna elettorale ed è un manifesto che ha un significato preciso. Noi vogliamo riaffermare i principi e i valori dell'Occidente ma non opporci a nessuno. Questo è importante per quel che riguarda soprattutto il problema dell'integrazione degli immigrati. Che deve avvenire sulla base dei nostri principi e dei nostri valori e nel rispetto della nostra Costituzione"
Parlava prima di scuole cattoliche. Che ne pensa della possibilità di introdurre l'insegnamento del Corano nelle scuole?
"Sono contrario a tutte quelle forme che vanno nel senso della creazione di comunità autonome. Nelle nostre scuole si deve insegnare la lingua italiana, la nostra cultura e i nostri principi".
Era davvero necessario scrivere un manifesto? Crede che oggi se ne sentisse particolarmente il bisogno?
"C'è una parte dell'Occidente che soffre di una crisi di identità. In particolare l'Europa che nasconde le proprie radici, che come dice Benedetto XVI non ama più se stessa, e che ritiene che predicare il relativismo e l'uguaglianza di tutte le culture sia il modo migliore per integrare gli immigrati. Questo significa avere una crisi di identità notevole e anche aggravare il problema dell'immigrazione. Un richiamo ai principi e ai valori dell'Occidente significa anche un richiamo ad affrontare in maniera corretta questi problemi che oggi ci si presentano".
Quali sono i valori di cui parla?
"Sono ad esempio il valore della vita. In Occidente si teorizza e si pratica l'eutanasia, l'eugenetica. Sono i valori del matrimonio. In Occidente si diffonde una legislazione che vuole equiparare le coppie omosessuali a quelle della famiglia tradizionale. Sono i valori del pluralismo dell'educazione. E invece si vede da parte degli esponenti del Centrosinistra un'avversione nei riguardi delle scuole cattoliche. Sono i valori dello Stato laico, ma anche qui vediamo il Centrosinistra profondersi in reazioni critiche alla Chiesa che sostiene certi principi. Sono una serie di conseguenze che derivano proprio dall'affermazione della nozione di civiltà occidentale".
Non crede però che affermare con forza certi valori significhi fomentare lo scontro di civiltà?
"No. Noi siamo oggetto di uno scontro di civiltà. Perché siamo già di fatto oggetto di una guerra santa. E naturalmente se c'è una guerra santa contro di noi dobbiamo vincerla, perché non possiamo mettere a rischio la nostra civiltà. Anche per questo motivo, lo scopo del manifesto e dei richiami ai principi dell'Occidente non è uno scopo polemico contro altri. Certo il manifesto non è aggressivo nei confronti di nessuno. Vuole avere la responsabilità di chiamare tutti noi europei e occidentali al riconoscimento dei nostri principi e dei nostri valori. Perché solo su questa base possiamo difenderci da chi ci attacca o dialogare con chi vuole farlo".
Recentemente il ministro Giovanardi è stato protagonista di una polemica con l'Olanda per l'eutanasia infantile. Che cosa pensa dell'eutanasia?
"Credo che quella legge con cui si sacrificano soprattutto gli anziani in stato terminale, come si dice, sia solo apparentemente una sorta di conquista di civiltà perché si dice che è bene non far soffrire le persone. Così facendo, però, sacrifichiamo un valore che è quello della sacralità della vita".
La Lega Nord, vostra alleata, terrà una manifestazione il 2 aprile - rivendicando la difesa dei valori occidentali - che minaccia di essere contestata dai movimenti. Non crede che queste dimostrazioni siano occasione di ulteriore scontro in questa campagna elettorale?
"Credo che la Lega Nord abbia tutto il diritto di fare quella manifestazione. Sono tanti anni che si distinguono su questo richiamo. Non è certo la loro manifestazione che mi dà preoccupazione. Sono le manifestazioni islamiche che ci sono state prima, con degli slogan che abbiamo visto scrivere e pronunciare, che mi hanno fatto pensare che chi protestava contro di noi, che vogliamo essere ospitali e integrare, in realtà non si era integrato affatto. Magari viveva in una città italiana e aveva un lavoro ben retribuito, ma non covava risentimento. Questo è pericoloso".
Cambiamo argomento. Si parla molto oggi della fine del berlusconismo e del futuro della CdL. Pensa che Berlusconi sia ancora il leader più valido per il Centrodestra e in particolare per i cattolici?
"Penso che il berlusconismo abbia significato un'iniziazione di modernità nel nostro sistema politico ed economico. Perciò penso che non sia finito e che ci sia ancora bisogno di questa ventata di novità, e di proseguire nel lavoro delle riforme. Non credo affatto che Berlusconi come leader politico sia finito. Sono invece preoccupato dagli atteggiamenti di vendetta che la sinistra vuole usare nei suoi confronti ove perdesse le elezioni".
Si riferisce al possesso delle tv?
"Sto parlando delle televisioni e delle sue proprietà. Certo questo non è un atteggiamento democratico che fa ben sperare in coloro che lo usano".
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