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    Predefinito COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)



    "Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente.
    Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna".
    (Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione della legge Mammì).

    "Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l'approvazione della legge Mammì).

    M. Dell'Utri : 10 anni per il nostro bene

    "Eravamo nel settembre 1993, Berlusconi mi convocò nella sua villa di Arcore e mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni...' Lui aveva provato in tutti i modi a convincere Segni e Martinazzoli per costruire la nuova casa dei moderati...'Vi metto a disposizione le mie televisioni', aveva detto. Tutto inutile, e allora decise che il partito dovevamo farlo noi. Poi c'era l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5.000 miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo portare i libri in tribunale'... I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda".
    (Marcello Dell'Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro "Saranno potenti?", Sperling & Kupfer, 2003)

    BOSSI:

    ''Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista. Questi (di Forza Italia) sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore.
    Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione del partito fascista''
    (Umberto Bossi, Ansa, 19 gennaio 1995)

    ''Richiamo le istituzioni a verificare se nei confronti della Fininvest non esistano gli estremi per configurare in quelle televisioni lo strumento per la ricostituzione del Partito Fascista. Se così fosse, si proceda ad oscurare quelle televisioni''
    (Umberto Bossi al congresso nazionale straordinario della Lega Nord, Ansa, 12 febbraio 1995).


    Giovanardi prima della cura

    "Caro Di Pietro, ostridicolo: sento il dovere di ringraziarLa per la professionalità e il senso della misura con i quali conduce la difficile inchiesta a Lei affidata. Voglio esprimerLe la piena solidarietà per la coraggiosa azione Sua e dei Suoi colleghi, perché sappia che all'interno del cosiddetto palazzo, ai piani alti come ai piani bassi, c'è chi fa il tifo per Lei. Perché, come giustamente Lei ha affermato in una intervista, il problema non è quello di criminalizzare entità astratte come i partiti: qui si tratta di aiutare gli onesti e le persone perbene, che sono in tutti i partiti, a difendersi dall'aggressione dei disonesti che con il malaffare lucrano ingenti risorse, parti delle quali vengono investite per comprare consenso politico e via così in una spirale perversa.
    E... la moneta cattiva scaccia quella buona. Finché qualcuno provvidenzialmente non toglie alla circolazione i falsari. Grazie dunque per il Suo impegno da un deputato Dc che... crede sia ancora possibile dimostrare che non è da ingenui avere fiducia nelle istituzioni".
    (Lettera aperta inviata il 20 maggio 1992 da Carlo Giovanardi, allora deputato Dc, all'allora pm Antonio Di Pietro. Si tratta dello stesso Giovanardi che oggi, ministro dei Rapporti con il Parlamento, fa il giro delle tv per presentare un libro contro Mani Pulite).



    Pera sulla tomba di Craxi

    "Chi, come Craxi, attacca i magistrati di Milano, mostra di non capire la sostanza grave, epocale, del fenomeno della corruzione".(Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992)

    "(Quello del Psi) è un personale vecchio e trasformista e un ceto di individui mai visti, spesso simili ai bravi, certo con scarsi o nessun ideale politico che non fosse la conquista o la gestione del potere".
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

    "Un gruppo di amministratori corrotti a Milano non sono dei 'mariuoli', ma la spia di un male più profondo e diffuso. E' inutile che Craxi se la prenda con gli 'sciacallì e il suo portavoce Intini con il solito 'giornale partitò (la Repubblica, ndr)".
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

    "Craxi sbaglia (a parlare di golpe dei giudici, ndr)... Ciò che i cittadini vedono è solo una lunghissima serie di indagini, avvisi di garanzia, incarcerazioni, confessioni, processi che riguardano persone specifiche... Il malaffare partitocratico era ramificato ovunque, ma non è in atto un attacco alla democrazia".
    (Marcello Pera, La Stampa, 1° febbraio 1993)

    "Un'amnistia dei politici ai politici non è solo impensabile perché provoca indignazione e disgusto nella gente. Essa è anche impraticabile. Perché il reato è flagrante e macroscopico, il processo è già cominciato e per buona parte dell'opinione pubblica già chiuso con una condanna... Ci vuole ben altro: come alla caduta di altri regimi, occorre una nuova Resistenza, un nuovo riscatto e poi una vera, radicale, impietosa epurazione. Il male si taglia alla radice"
    (Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992).

    VOLTAGABBANA - QUANDO FELTRI E BOSSI ERANO QUASI COMUNISTI | Franca Rame Senatrice - Politica, lotta agli sprechi, uranio impoverito, 10 leggi per cambiare l'Italia

  2. #2
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    post rimosso
    Ma chi... la moglie di Dario Fo, il VOLONTARIO PARACADUTISTA DELLA REPUBBLICA SOCIALE DI MUSSOLINI? :mmm:


    Durante la seconda guerra mondiale si arruolò volontario tra i paracadutisti del Battaglione Azzurro di Tradate nella Repubblica Sociale Italiana. Fo si era arruolato nel battaglione A. Mazzarini della Guardia Nazionale. Sulla rivista Gente, il 4 marzo 1978, venne pubblicata una fotografia di Dario Fo con la divisa da parà repubblichino.

    Fo parlò di una "momentanea e forzata presenza nella sezione addestramento della contraerea dell'aeronautica" dichiarando: "Io repubblichino? Non l'ho mai negato. Sono nato nel '26. Nel '43 avevo 17 anni. Fin a quando ho potuto ho fatto il renitente. Poi è arrivato il bando di morte. O mi presentavo o fuggivo in Svizzera" e spiegando di essersi arruolato volontario per non destare sospetti sull'attività antifascista del padre.

    ostridicolo: ostridicolo: ostridicolo:

    Il sergente maggiore istruttore dei paracadutisti fascisti, Carlo Maria Milani, durante un processo asserì che Dario Fo militò con la RSI e "l'allievo paracadutista Fo era con me durante il rastrellamento della Val Cannobina per la riconquista dell'Ossola, e il suo compito era portare delle bombe"[2].

    Nella sentenza del Tribunale di Varese del 15 febbraio 1979 si legge tra l'altro: "È certo che Fo ha vestito la divisa del paracadutista repubblichino nelle file del Battaglione Azzurro di Tradate. [...] Deve ritenersi accertato che delle formazioni fasciste impegnate nell'operazione in Val Cannobina facessero sicuramente parte anche i paracadutisti del Battaglione Azzurro di Tradate. [...] Non è altrettanto certo, o meglio è discutibile, che vi sia stato impiegato Dario Fo."

    Il passato di Fo scatenò in seguito diverse critiche negative.

    Dario Fo - Wikipedia
    Ultima modifica di Eric Draven; 09-01-10 alle 23:05

  3. #3
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da ioleggosolofeltri Visualizza Messaggio
    Ma chi... la moglie del VOLONTARIO PARACADUTISTA DELLA REPUBBLICA SOCIALE Dario Fo? :mmm:
    Sbagliato.
    Aveva 17 anni e si arruolò per salvarsi, disertò e fuggi dopo pochi mesi e si rifugiò vicino alla casa paterna dove il padre salvò partigiani e ebrei, come da documentazione in sentenza da querela di dario Fo contro speculatori dei fatti.


    STUDIA!!!!

  4. #4
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    "Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l'altro la perla denominata 'decreto Berlusconi', cioè la scappatoia che consente all'intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente.
    Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna".
    (Vittorio Feltri, L'Europeo, 11 agosto 1990, subito dopo l'approvazione della legge Mammì).

    "Il dottor Silvio di Milano 2, l'amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?".(Vittorio Feltri, L'Europeo, dopo la conquista berlusconiana della Mondadori e l'approvazione della legge Mammì).

    M. Dell'Utri : 10 anni per il nostro bene

    "Eravamo nel settembre 1993, Berlusconi mi convocò nella sua villa di Arcore e mi disse: 'Marcello, dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni...' Lui aveva provato in tutti i modi a convincere Segni e Martinazzoli per costruire la nuova casa dei moderati...'Vi metto a disposizione le mie televisioni', aveva detto. Tutto inutile, e allora decise che il partito dovevamo farlo noi. Poi c'era l'aggressione delle Procure e la situazione della Fininvest con 5.000 miliardi di debiti. Franco Tatò, che all'epoca era l'amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d'uscita: 'Cavaliere dobbiamo portare i libri in tribunale'... I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l'inchiesta della P2, andò in carcere e perse l'azienda".
    (Marcello Dell'Utri intervistato da Antonio Galdo per il libro "Saranno potenti?", Sperling & Kupfer, 2003)

    BOSSI:

    ''Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista. Questi (di Forza Italia) sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore.
    Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione del partito fascista''
    (Umberto Bossi, Ansa, 19 gennaio 1995)

    ''Richiamo le istituzioni a verificare se nei confronti della Fininvest non esistano gli estremi per configurare in quelle televisioni lo strumento per la ricostituzione del Partito Fascista. Se così fosse, si proceda ad oscurare quelle televisioni''
    (Umberto Bossi al congresso nazionale straordinario della Lega Nord, Ansa, 12 febbraio 1995).


    Giovanardi prima della cura

    "Caro Di Pietro, ostridicolo: sento il dovere di ringraziarLa per la professionalità e il senso della misura con i quali conduce la difficile inchiesta a Lei affidata. Voglio esprimerLe la piena solidarietà per la coraggiosa azione Sua e dei Suoi colleghi, perché sappia che all'interno del cosiddetto palazzo, ai piani alti come ai piani bassi, c'è chi fa il tifo per Lei. Perché, come giustamente Lei ha affermato in una intervista, il problema non è quello di criminalizzare entità astratte come i partiti: qui si tratta di aiutare gli onesti e le persone perbene, che sono in tutti i partiti, a difendersi dall'aggressione dei disonesti che con il malaffare lucrano ingenti risorse, parti delle quali vengono investite per comprare consenso politico e via così in una spirale perversa.
    E... la moneta cattiva scaccia quella buona. Finché qualcuno provvidenzialmente non toglie alla circolazione i falsari. Grazie dunque per il Suo impegno da un deputato Dc che... crede sia ancora possibile dimostrare che non è da ingenui avere fiducia nelle istituzioni".
    (Lettera aperta inviata il 20 maggio 1992 da Carlo Giovanardi, allora deputato Dc, all'allora pm Antonio Di Pietro. Si tratta dello stesso Giovanardi che oggi, ministro dei Rapporti con il Parlamento, fa il giro delle tv per presentare un libro contro Mani Pulite).



    Pera sulla tomba di Craxi

    "Chi, come Craxi, attacca i magistrati di Milano, mostra di non capire la sostanza grave, epocale, del fenomeno della corruzione".(Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992)

    "(Quello del Psi) è un personale vecchio e trasformista e un ceto di individui mai visti, spesso simili ai bravi, certo con scarsi o nessun ideale politico che non fosse la conquista o la gestione del potere".
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

    "Un gruppo di amministratori corrotti a Milano non sono dei 'mariuoli', ma la spia di un male più profondo e diffuso. E' inutile che Craxi se la prenda con gli 'sciacallì e il suo portavoce Intini con il solito 'giornale partitò (la Repubblica, ndr)".
    (Marcello Pera, La Stampa, 5 maggio 1992)

    "Craxi sbaglia (a parlare di golpe dei giudici, ndr)... Ciò che i cittadini vedono è solo una lunghissima serie di indagini, avvisi di garanzia, incarcerazioni, confessioni, processi che riguardano persone specifiche... Il malaffare partitocratico era ramificato ovunque, ma non è in atto un attacco alla democrazia".
    (Marcello Pera, La Stampa, 1° febbraio 1993)

    "Un'amnistia dei politici ai politici non è solo impensabile perché provoca indignazione e disgusto nella gente. Essa è anche impraticabile. Perché il reato è flagrante e macroscopico, il processo è già cominciato e per buona parte dell'opinione pubblica già chiuso con una condanna... Ci vuole ben altro: come alla caduta di altri regimi, occorre una nuova Resistenza, un nuovo riscatto e poi una vera, radicale, impietosa epurazione. Il male si taglia alla radice"
    (Marcello Pera, La Stampa, 19 luglio 1992).

    VOLTAGABBANA - QUANDO FELTRI E BOSSI ERANO QUASI COMUNISTI | Franca Rame Senatrice - Politica, lotta agli sprechi, uranio impoverito, 10 leggi per cambiare l'Italia[/QUOTE]

    ostridicolo: ostridicolo: ostridicolo: ostridicolo:

    G E N I O :sofico:
    Ultima modifica di Eric Draven; 09-01-10 alle 23:06
    Deputato del Partito Liberale

  5. #5
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    studia

    Forse era meglio se non studiavo, perchè ora che ho studiato ti posso citare anche...


    Un impero del genere è tenuto insieme da un fattore principale e necessario: la volontà di potenza quale elemento di costruzione sociale, la razza quale elemento etnico, sintesi di motivi etici e biologici che determina la superiorità storica dello Stato nucleo e giustifica la sua dichiarata volontà di potenza”.

    “Gli imperi moderni quali siamo noi, li concepiamo e sono basati sul cardine “Razza“, escludendo pertanto l´estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti”.

    Eugenio Scalfari (Roma Fascista, settimanale, 24 settembre 1942):

    “Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?”.

    Giorgio Bocca (La Provincia Granda, 4 agosto 1942):

    “Io ho smesso di essere fascista solo quando ne sono stato espulso, quando, appunto, fui messo fuori dal partito. E devo dire che ne ebbi un grande dispiacere. Fu un dolore inferto alla mia giovinezza vedermi strappare le stellette dalle spalline, una sconfitta che generò in me una profonda crisi”.

    Eugenio Scalfari, "Ero Giovane, Fascista e Felice - Il Foglio 29.5.2008
    Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca: come Giorgio Almirante | Camelotdestraideale.it

    Rassegna Stampa
    Ultima modifica di ioleggosolofeltri; 09-01-10 alle 17:45

  6. #6
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Sbagliato.
    Aveva 17 anni e si arruolò per salvarsi, disertò e fuggi dopo pochi mesi e si rifugiò vicino alla casa paterna dove il padre salvò partigiani e ebrei, come da documentazione in sentenza da querela di dario Fo contro speculatori dei fatti.


    STUDIA!!!!
    che minchiata. se uno ha deciso di unirsi ai partigiani, ha già messo in conto di morire, quindi l'arruolamento "per salvarsi", fa giusto ridere i polli.
    Con buona pace della sentenza giudiziaria.




  7. #7
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    c'è gente che nella vita riesce a fare vere figure di merda che nessuna fantasia riuscirebbe a immaginare.

    passi per bossi, che è un caso umano e fa pena, ma feltri è proprio indistinguibile davanti o di dietro.

    e giustamente questi personaggi senza dignità hanno i loro proseliti di pari valore.

    grazie all'ottimo max69.
    Ultima modifica di v!olet; 09-01-10 alle 17:50
    aderisci anche tu al Portiere Fans Club

  8. #8
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da ioleggosolofeltri Visualizza Messaggio
    Forse era meglio se non studiavo, perchè ora che ho studiato ti posso citare anche...
    Somaro!
    Si usa il condizionale in questo caso.
    "Forse sarebbe stato meglio io non avessi studiato"


    Guarda quanti soldi abbiamo speso per comprarti la laurea
    e ora che sei capo sezione di Busto Garolfo
    quando parli ridono anche le casaslinghe con la terza media!!!


    repapelle:repapelle:repapelle:






    ma se hai il partito pieno di ex Comunisti e ex di Ordine Nuovo...

    ma piantala di credere che veniamo giù dalla montagna con l'ultima piena...
    Sei andato a 60 anni fa per fare lo Sciarlòc Olms di Caronno Pertusella!

    ma vergognati: Bossi era Comunista negli anni 70,
    Borghezio era della Rosa dei Venti, neonazista
    Gentili era ed è dichiaratamente Fascista

    Metà della gente che conosco e vota Lega negli anni 70 era del PCI

    e tu mi vieni qui a dire che uno giornalista di 20 anni era un balilla quando se non eri balilla ti riempivano di olio di ricino?

    AAAA FATAAAA!!!!

    m
    Ultima modifica di Max69; 09-01-10 alle 20:15

  9. #9
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Francia o spagna, basta che se magna!
    Guardati intorno. Tutte queste macerie sono il risultato di 8 anni di PDL e di 2 di PD al governo. Il porcellum gli garantisce il posto a vita. Mandiamoli a casa! Vota chiunque ma non questi porci.

  10. #10
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    Predefinito Rif: COSA DICEVANO FELTRI E BOSSI quando erano COMPAGNI DI SINISTRA (LOL)

    Citazione Originariamente Scritto da H.I.M. Visualizza Messaggio
    che minchiata. se uno ha deciso di unirsi ai partigiani, ha già messo in conto di morire, quindi l'arruolamento "per salvarsi", fa giusto ridere i polli.
    Con buona pace della sentenza giudiziaria.
    Lo ha spiegato più volte. Per quello che può valere una scelta di un 17enne 60 anni fa e poi rifiutata dopo pochi mesi.

    Nella zona vi erano rasterllamenti delle SS che cercavano disertori.
    Per non essere passato alle armi preferì arruolarsi assieme ad alcuni amici alla Decima Mas.
    Quando capì che a breve sarebbero andati tutti a combattare in Germania, a morte sicura, disertò assieme ad altri e si nascose per mesi.

    Nei mesi successivi contribuì con la famiglia a salvare alcuni partigiani ed ebrei.
    Un ebreo ne fece testimonianza e circola pure in web la sua testimonianza.

    Su questo fatto molti ci hanno speculato.
    Dario è andato giù di querela.
    m

 

 
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  5. Quando lo dicevo io... i sinistri dicevano che ero pazzo
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