LA LETTERA
Voterò Lega (nonostante tutto)
GllBERTO ONETO
Caro Direttore, torno da un viaggio all'estero e mi trovo preso in mezzo a strane beghe. Mi vengono affibbiate prese di posizione che non mi appartengono e sulle quali vorrei poter dire quello che penso.
Ti chiedo di permettermi di farlo sul quotidiano al quale collaboro fin dal suo primissimo numero perché è alla nostra gente che mi voglio rivolgere e non mi sembrerebbe corretto farlo altrove.
Sono state sospese le mie trasmissioni in radio a causa - mi è stato all'inizio detto - di un mio articolo in cui avrei parlato male del Segretario. Quando il Tecoppa, a corto di argomenti, voleva accusare qualcuno diceva che "aveva parlato male di Garibaldi".
Vengo poi a sapere che il corpo del reato sarebbe invece un mio articolo molto critico sull'attuale legge elettorale: Calderoli è stato molto più pesante di me e molti altri dirigenti sono in privato anche più duri.
In realtà credo che certi Tecoppa di Via Bellerio reagiscano ad altri miei interventi, pubblicati su la Padania, contro la Tav e contro la propensione al cadreghismo purtroppo diffusa anche all'interno del nostro Movimento.
Ci sono code di paglia lunghe come linee ferroviarie. Non ho scritto in quell'articolo - né altrove - di non votare la Lega: per fortuna "scripta manent". Basta leggerle.
Confermo la mia opinione sulla legge elettorale che farà crescere la voglia di astensione e che si presenta per i partiti come un'arma a doppio taglio.
Se bene impostate, le liste consentono di costruire squadre bene affiatate, se male compilate possono avere effetti devastanti.
Ritengo che purtroppo il Movimento non ne abbia fatto il migliore degli usi: assieme a numerosi candidati degni di stima e di rispetto, ci sono anche personaggi che stanno al padanismo come io al tantrismo tibetano, inquisiti bisognosi di copertura immunitaria per reati "comuni" (chi ne aveva invece bisogno per reati di opinione o di "leso islamismo" è invece stato escluso) e anche uomini coinvolti nella dolorosissima vicenda della CrediEuroNord.
I tanti militanti '"fregati" avrebbero preferito un concreto piano di rientro - che avrebbe costituito anche un potente strumento di immagine e di consenso elettorale - piuttosto che vedere addirittura premiati quelli che - a torto o a ragione - identificano come i responsabili della nefandezza.
C'è un altro dettaglio che voglio evidenziare: dalla rappresentanza politica sono stati espulsi - fra gli altri - Pagliarini e Pedrazzini: e io sono stato allontanato da Rpl: eravamo gli ultimi tre superstiti del Governo provvisorio della Padania che dieci anni fa avevano costituito uno dei momenti – assieme alla giornata del Po – di più forte pulsione identitaria e autonomista anche in termini simbolici.
Se è un caso, è davvero bizzarro e infelice per un Movimento che ha sempre al primo articolo del suo Statuto l'obiettivo dell'indipendenza della Padania.
Forse è questa preoccupazione ad apparire politically correct (federalisti ma - per carità - affezionati al tricolore!) la più fondata chiave di lettura.
È stata anche messa in relazione la mia opinione sulla legge elettorale con una mia presunta esclusione dalle liste: una sciocchezza.
Avevo scritto le mie perplessità sulla legge molte settimane prima che si cominciassero a compilare le liste.
In vent'anni di militanza non ho mai richiesto ne accettato candidature di
nessun genere (salvo un ruolo di riempilista nelle Europee del '99) fino a diventare una sorta di stravaganza da additare.
Sono onorato che illustri esponenti del Movimento abbiano fatto in questa occasione il mio nome ma la cosa è finita lì: non ho avanzato ne sollecitato richieste, nessuno mi ha mai comunicato alcunché, e - naturalmente - non mi sono mai presentato in Via Bellerio a postulare o a mettermi in coda con un assegno di 25.000 euro in mano.
Non è un mistero che io abbia sempre ritenuto l'alleanza con il Polo una grande sciagura. Credo anche che i cinque anni di governo Berlusconi siano stati pessimi ma sono altrettanto convinto che Prodi riuscirebbe a fare molto peggio.
Dal 1987 voto Lega e sono convinto che sia ancora oggi - nonostante tutto l'unica alternativa percorribile all'astensione. Per anni ho lavorato con convinzione alla cultura identitaria, per
anni sono anche stato una coscienza critica del padanismo. fino a essere considerato un fastidioso rompiballe.
Con la Libera Compagnia e con altre associazioni ho contribuito a costruire un robusto patrimonio di cultura identitaria (giova ricordare a chi non lo sa o se ne è scordato da dove vengano fuori simboli come il Sole delle Alpi o il recupero storico dell'idea di Padania?) di cui sono state colpevolmente trascurate le enormi potenzialità politiche.
Non intendo smettere questo ruolo e continuerò nel mio impegno culturale e a parlare e a scrivere ovunque mi venga permesso di farlo in libertà. Mi metto anche fin d'ora a disposizione per la battaglia referendaria per la quale ci sarà bisogno di autonomisti collaudati e non di federalisti "last minute".
Ti ringrazio per l'attenzione.
fonte: la Padania Domenica e Lunedì 27 marzo 2006




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