Il direttore di Civiltà Cattolica a tutto campo su economia, famiglia ed elezioni
Padre Sorge: «Sì al partito democratico. Il neoliberismo è finito. Occorre cambiare modello»
«Stupirsi, come fanno alcuni esponenti di An, delle mie critiche alla cultura politica neoliberista, vuol dire ignorare la posizione chiarissima sul magistero sociale della Chiesa dal 1891 ad oggi». Lo afferma al “Quotidiano Nazionale” il politologo gesuita ed ex direttore di “Civiltà Cattolica” padre Bartolomeo Sorge. «Mi permetto perciò - dice - di rinviare a due miei volumi: “Introduzione alla Dottrina Sociale della Chiesa”, edito dalla Queriniana, e, per l’editrice Ancora, “Quale Italia vogliamo? ”. Per padre Sorge la scelta del 9 aprile non è tanto fra due leader ma tra due modelli di società: quello neoliberista e quello solidale. «Il primo - spiega - non può risolvere i problemi di un’Italia a due velocità. Occorre dunque cambiare modello». E riguardo il ruolo dei cattolici il sacerdote sottolinea che «devono trovare un’adeguata risposta alla domanda cruciale su come mediare “laicamente” la dottrina sociale della Chiesa». Inoltre, per l’esponente della Compagnia di Gesù, «bisognerebbe costruire un’area riformista che metta insieme i “liberi e forti”, partendo dalle Cento Città, dal territorio. Si ipotizzi pure la creazione di un partito democratico: dovrà precedere una fase costituente non di vertice, ma alla base». E sulla famiglia il gesuita conclude: «Non è credibile chi difende la famiglia a parole ma poi la distrugge nella sua stessa vita. La posizione dell’Unione su questo punto dimostra invece che è possibile salvare l’unicità della famiglia fondata sul matrimonio e, nello stesso tempo, senza confusione alcuna, tutelare i diritti civili le prerogative e le facoltà delle persone (anche omosessuali) che decidono di dar vita a un altro tipo di coppia».




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