Villa di Arcore - Firma del contratto
Il 2 ottobre 1980, sette anni dopo l'effettiva cessione dei beni, viene finalmente sottoscritto il rogito notarile per la Villa di Arcore e i circostanti terreni (atto repertorio 36110 del notaio milanese Guido Rodeva).
Sotto la solita e sapiente regia di Cesare Previti, la signora Annamaria Casati Stampa (rappresentata dal procuratore sen. Giorgio Bergamasco) vende i beni alla società Idra srl, rappresentata dal sig. Giovanni Dal Santo, prestanome di Berlusconi e amministratore unico della società, pochi giorni dopo che il Comune di Arcore aveva deliberato la destinazione urbanistica di parte dei terreni oggetto della compravendita.
Il prezzo pattuito è di 500 milioni, una cifra irrisoria considerando che solo la Via Crucis del Luini, facente parte, insieme a quadri del Tintoretto, del Tiepolo, ecc..., della pinacoteca ceduta, vale tanto.
Sia Cesare Previti che il padre Umberto facevano parte del collegio sindacale della società acquirente, controllata dalla Fininvest (l'avvocato ne uscirà un mese prima del contratto).
Ma la truffa non finisce qui.
Previti, ormai ai ferri corti con la sua assistita Annamaria Casati Stampa e consapevole che la marchesina avrebbe ritirato le procure subito dopo il contratto, nello stesso giorno organizza un secondo atto notarile di vendita di tutti i superstiti possedimenti terrieri dei Casati Stampa non compresi nel primo rogito.
Il procuratore sen. Bergamaschi, su procura della signora Annamaria Casati Stampa, cede alla Immobiliare Briantea srl, controllata dalla Fininvest e rappresentata dall'amministratore unico Giovanni Bottino, prestanome di Berlusconi, tutti i beni residui posseduti dai Casati Stampa ad Arcore, ovvero circa 70 ettari di terreni agricoli consistenti in poderi a coltura intensiva, appezzamenti seminativi, prati, boschi e pascoli, comprese le cascine e tutti i fabbricati rurali sovrastanti.
se avete coraggio
http://www.sgmontopoli.it/varie/berlu/g5d.html




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