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Citazione:
Originariamente Scritto da Cristianu
esatto se nelle amministrazioni locali a livello politico si è sufficientemente forti, si sarebbe in grado di mettere mano nell'istruzione in maniera determinante... :D
il servilismo sardo attualmente è in gran parte forgiato nelle scuole italiane, il più potente strumento di colonizzazione nei confronti del popolo sardo.
ciò che meno mi convince della blanda devolution leghista è costituito dalle clausole sull'interesse nazionale...
La penso anch'io così.
Realisticamente l'indipendenza è un processo al quale si dovrà arrivare per gradi.
Questo non credo contrasti con la convinzione vera e forte di volerla adesso, subito, non appena possibile, e il lottare per questo senza sotterfugi e doppiogiochismi. Ed è giusto l'atteggiamento di IRS: non può e non deve accontentarsi.
Però è ovvio che l'indipendenza attraverso mezzi democratici passi inevitabilmente per un processo di maturazione, presa di coscienza del popolo che può avvenire piu facilmente attraverso tutto cio che sia volto allo scardinamento dello status quo. La sardegna deve prepararsi all'indipendenza attraverso la costruzione di un apparato economico, istituzionale, culturale orientato in prospettiva, con la funzione di preparare soprattutto le menti, le coscienze dei sardi a quello che deve essere visto come un approdo necessario, normale, improrogabile.
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Citazione:
Originariamente Scritto da akuardenti
La penso anch'io così.
Realisticamente l'indipendenza è un processo al quale si dovrà arrivare per gradi.
Questo non credo contrasti con la convinzione vera e forte di volerla adesso, subito, non appena possibile, e il lottare per questo senza sotterfugi e doppiogiochismi. Ed è giusto l'atteggiamento di IRS: non può e non deve accontentarsi.
Però è ovvio che l'indipendenza attraverso mezzi democratici passi inevitabilmente per un processo di maturazione, presa di coscienza del popolo che può avvenire piu facilmente attraverso tutto cio che sia volto allo scardinamento dello status quo. La sardegna deve prepararsi all'indipendenza attraverso la costruzione di un apparato economico, istituzionale, culturale orientato in prospettiva, con la funzione di preparare soprattutto le menti, le coscienze dei sardi a quello che deve essere visto come un approdo necessario, normale, improrogabile.
sono d'accordo, l'importante è che per scardinamento dello status quo non si intenda scardinamento dello stato italiano.
questo è un errore enorme.
l'altro giorno all'incontro con Alvarez, quello che mi ha colpito di più è come lui dividesse le question strategiche e le questioni politiche.
per esempio Batasuna ha mandato alcuni suoi membri in passato al parlamento spagnolo per questioni strategiche, non so quali siano, e non certo per motivi politici.
mi pare che invece noi a volte tendiamo a confondere le questioni strategiche con quelle politiche o a non riconoscere le une dalle altre.
tornando alla domanda originale non credo che iRs dovrebbe apoggiare questa riforma costituzionale italiana che si chiama impropriamente devolution ma che contiene un sacco di cose a cui noi poco interessa.
a non credo che la si debba neanche demonizzare, nel senso che se passa credo che sia meglio.
io ho lettto tutti gli articoli, e bisogna vedere se nella prassi la questione "dell'interesse nazionale" potrà bloccare per esempio una legge seria sui programmi scolastici sulla storia sarda, che poi giù esiste ma non è applicata, ma cmq magari un suo rafforzamento.
ma se anche così fosse, credo che sarebbe meglio. il popolo sardo in genere non reagisce alle offese italiane fino a quando queste non diventano palesi. come la questione delle scorie, la quesionte delle entrate fiscali.