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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Predefinito La Santa Sede presenta la bellezza come cammino di evangelizzazione

    La Santa Sede presenta la bellezza come cammino di evangelizzazione
    Assemblea del Pontificio Consiglio della Cultura prepara l’Assemblea Plenaria

    CITTA’ DEL VATICANO/SAINT BERNARD, martedì, 21 marzo 2006 (ZENIT.org).- Il 27 e il 28 marzo prossimi, il Pontificio Consiglio della Cultura terrà la sua Assemblea Plenaria, dedicata quest’anno alla “Via pulchritudinis”, la bellezza come cammino di evangelizzazione e di dialogo.

    Il tema, secondo quanto ha reso noto un comunicato di questo Dicastero vaticano, il cui Presidente è il Cardinale Paul Poupard, è stato scelto a conclusione della Plenaria del 2004.

    “Accanto alle tradizionali prove dell’esistenza di Dio, le cinque vie”, esposte da San Tommaso d’Aquino, “negli ultimi tempi si è affermata sempre più il ‘pulchrum’ come modo di arrivare a Dio, somma bellezza, e per trasmettere agli uomini qualcosa della vita di Dio, sia attraverso il fascino della natura che attraverso la creazione artistica”, afferma la nota pervenuta alla redazione di ZENIT.

    “In un tempo che diffida delle verità forti e che mette in dubbio l’esistenza di un bene universale, la bellezza può apparire come luogo di incontro tra uomini di culture diverse, come una prima tappa nel cammino che conduce alla riscoperta del ‘verum’ e del ‘bonum’”.

    I membri e i consulenti del Pontificio Consiglio della Cultura – Cardinali, Vescovi, sacerdoti e laici dei cinque continenti –, giungeranno a Roma per discutere questo affascinante programma, che si articolerà intorno a tre grandi questioni: “la bellezza della natura, la bellezza dell’arte, la bellezza della santità cristiana”.

    Partendo dalle fondamenta di un’estetica teologica, sulla scia dei grandi pensatori del XX secolo, le successive sedute della Plenaria saranno dedicate alle grandi sfide della Chiesa in questo inizio di secolo: le minacce di un nuovo laicismo e dell’indifferenza religiosa; il miraggio della bellezza nelle sette e nei nuovi movimenti religiosi; la contemplazione del creato e i nuovi dibattiti attorno all’evoluzione e alla salvaguardia della natura; lo sfruttamento del patrimonio artistico cristiano in vista di una nuova evangelizzazione; la bellezza della liturgia e, infine, la santità.

    Tra i relatori, oltre al Cardinal Poupard e padre Bernard Ardura, Segretario del Pontificio Consiglio, interverranno, tra gli altri, monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, e padre Marko Rupnik, S.I., Direttore del Centro di Studi e Ricerche "Ezio Aletti" di Roma.

    Tra gli Arcivescovi di importanti diocesi del mondo, prenderanno la parola il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam, il Cardinale Rodolfo Quezada Toruño, Arcivescovo di Città del Guatemala, il Cardinale Juan Sandoval Iñiguez, Arcivescovo di Guadalajara, e il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kiev-Halic degli Ucraini.

    Tra i relatori della Curia Romana figurano il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, e l’Arcivescovo Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che in quella data sarà già stato creato Cardinale.
    ZI06032116

  2. #2
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    NOMI CARDINALI
    DIOCESI
    STATO

    1
    Card. Georg Maximilian Sterzinsky
    Arcivescovo di Berlino
    Germania

    2
    Card. Pedro Rubiano Saenz
    Arcivescovo di Bogotà
    Colombia

    3
    Card. José Freire Falcao
    Arcivescovo di Brasilia
    Brasile

    4
    Card. Christian Wiyghan Tumi
    Arcivescovo di Douala
    Camerun

    5
    Card. Antonio Maria Rouco Varela
    Arcivescovo di Madrid
    Spagna

    6
    Card. Nicolas de Jesus Lopez Rodriguez
    Arcivescovo di S.Domingo
    Rep.Domenic.

    7
    Card. Gorge Pell
    Arcivescovo di Sidney
    Australia

    8
    Card. Jozef Glemp
    Arcivescovo di Varsavia
    Polonia

    9
    Card. Christoph Schonborn
    Arcivescovo di Vienna
    Austria

    10
    Card. Theodore Edgar. Mc Carrick
    Arcivescovo di Washington
    Stati Uniti

    11
    S.B.Ignace Pierre XVII Abdel Ahad,
    Patriarca di Antiochia Siro-Cattolico
    Libano

    12
    Card. S.B. Stephanos II Ghattas
    Patriarca di Alessandria
    Egitto

    13
    S.B.Nerses Bedros XIX Tarmouni
    Patriarca di Cilicia degli Armeni
    Libano

    14
    Card. Paul Shan Kuo hsi
    Vescovo di Kaohsiung
    Taiwan
















    NOMI VESCOVI
    DIOCESI
    STATO

    1
    Mons.Fernando Saenz Lacalle
    Arciv. Metropolita di S.Salvador
    San Salvador

    2
    Mons.Anthony Sablan Apuron
    Arcivescovo di Aguana-Guam
    Stati Uniti

    3
    Mons.Pastor Eustaquio Cuquejo Verga
    Arcivescovo di Asuncion
    Paraguay

    4
    Mons.Jean Pierre Marie Cattenoz
    Arcivescovo di Avignone
    Francia

    5
    Mons.Giuseppe Agostino
    Arcivescovo di Cosenza
    Italia

    6
    Mons.Javier Martinez
    Arcivescovo di Granada
    Spagna

    7
    Mons.Alberto Giraldo Jamarillo
    Arcivescovo di Medellin
    Colombia

    8
    Mons.Nicolas Cotugno Fanizzi
    Arcivescovo di Montevideo
    Uruguay

    9
    Mons.John J. Myers
    Arcivescovo di Newark
    Stati Uniti

    10
    Mons.Barry James Hicky
    Arcivescovo di Perth
    Australia

    11
    Mons.Ivan Devcic
    Arcivescovo di Rijeka
    Croazia

    12
    Mons.Ante Juric
    Arcivescovo di Split
    Croazia

    13
    Mons.Paul Jozef Cordes
    Pres.del Pontif Consiglio "Cor Unum"
    Citta del Vatic.

    14
    Mons.Javier Del Rio Alba
    Vescovo Ausiliare di Callao
    Perù

    15
    Mons.Nicolas Bermudez
    Vescovo Ausiliare di Caracas
    Venezuela

    16
    Mons.Marcelino Hernandez Rodriguez
    Vescovo Ausiliare di Città del Mes.
    Messico

    17
    Mons.Rainer Woelky
    Vescovo Ausiliare di Colonia
    Germania

    18
    Mons. Tomas Scott Fryac
    Vescovo Ausiliare di Denver
    Stati Uniti

    19
    Mons.Manuel Clemente
    Vescovo Ausiliare di Lisbona
    Portogallo

    20
    Mons.Cesar Augusto Franco Martinez
    Vescovo Ausiliare di Madrid
    Spagna

    21
    Mons.Jorge Solozarno Perez
    Vescovo Ausiliare di Managua
    Nicaragua

    22
    Mons.Bernardino C. Cortez
    Vescovo Ausiliare di Manila
    Filippine

    23
    Mons.Bernard Longley
    Vescovo Ausiliare di Westminster
    Gran Bretagna

    24
    Mons.Miguel Irizar Campos
    Vescovo di Callao
    Perù

    25
    Mons.Czeslaw Kozon
    Vescovo di Copenhagen
    Danimarca

    26
    Mons.Graham
    Vescovo di Dallas
    Stati Uniti

    27
    Mons.Eugenio Arellano
    Vicario Apostolico di Esmeraldas
    Ecuador

    28
    Mons.Mons.Faustin Ngabu
    Vescovo di Goma
    Congo

    29
    Mons.Jose Maria De La Torre Martin
    Vescovo Ausiliare di Guadalajara
    Messico

    30
    Mons.Joseph Maria Punt
    Vescovo di Haarlem
    Olanda

    31
    Mons.Jozef Wrobel
    Vescovo di Helsinki
    Finlandia

    32
    Mons.Yan Purwinski
    Vescovo di Kiev
    Ucraina

    33
    Mons.Pier Giacomo Grampa
    Vescovo di Lugano
    Svizzera

    34
    Mons.Aaron Andrew
    Vescovo di Mansa - Kitwe
    Zambia

    35
    Mons.Joseph Donald Pelletier
    Vescovo di Morondava
    Madagascar

    36
    Mons.Andre Leonard
    Vescovo di Namur
    Belgio

    37
    Mons.Piergiorgio Debernardi
    Vescovo di Pinerolo
    Italia

    38
    Mons. Oscar Cantarius
    Vescovo di Piura
    Perù

    39
    Mons.Ivan Milovan
    Vescovo di Pola
    Croazia

    40
    Mons.Josef
    Maria Wiertz
    Vescovo di Roermond
    Olanda

    41
    Mons.Juan Antonio Reig Pla
    Vescovo di Sergobe-Castellon
    Spagna

    42
    Mons.Zbigniew Maria Kiernikowski
    Vescovo di Siedelce
    Polonia

    43
    Mons.Kristian Kratz
    Vescovo di Strasburgo
    Francia

    44
    Mons. José Luis Astigarraga
    Vicario Apostolico di Yurimagaus
    Perù

    45
    Mons. Jules el Zerey
    Vescovo Greco-Cattolico
    Egitto

  3. #3
    alzo gli occhi verso i monti
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    La Nuova Estetica
    In Platone la teologia della bellezza ha un ruolo fondamentale: lo stupore per la bellezza risveglia nell’uomo il ricordo della sua origine divina e gradualmente lo aiuta a intraprendere nuovamente la navigazione verso Dio. La Chiesa primitiva, proclamando l’incarnazione di Dio, rivela che la “bellezza” si e’ rivestita di carne mortale:
    «veniva nel mondo la luce vera…

    e il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verita»[1]


    Il salmo 45 si è compiuto:
    «Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,


    sulle tue labbra è diffusa la grazia...»[2]


    La bellezza ha scandalosamente preso
    «sensibil forma…
    e fra caduche spoglie prova gli affanni di funerea vita…
    di qua dove son gli anni infausti e bravi»[3]

    L’incarnazione della bellezza dona all’uomo la possibilità di ricevere una nuova natura.

    Già nell’Antico Testamento è annunciato il legame tra conversione e restaurazione della bellezza originaria: la bellezza di Eva è figura della situazione umana prima del peccato originale. Adamo trova un partner nella creazione soltanto quando Dio crea Eva. Adamo resta stupefatto di fronte alla sua bellezza:

    «Ecco, questa è veramente carne della mia carne,
    ossa della mie ossa.»[4]

    Quando Mosè conduce il popolo alle pendici del Monte Sinai perchè riceva la Torah, la Scrittura e la tradizione rabbinica presentano questo incontro come un nuovo matrimonio tra Dio ed il suo popolo. Attraverso un lavacro di rigenerazione[5] il popolo, pieno di malattie, brutture e difetti causati dal peccato e dalla schiavitù, viene ricostituito nella bellezza originaria di Eva: i rabbini scrivono che

    «i ciechi riacquistarono la vista, gli zoppi ripresero a camminare, i lebbrosi vennero sanati, i sordi ripresero ad udire,…»

    Dio, vedendo la bellezza della nuova Eva potè esclamare come Adamo:

    «Ecco veramente tu sei carne della mia carne.»

    Lo stesso linguaggio della bellezza viene usato dal Cantico dei Cantici per descrivere l’amore di Dio per il suo popolo:

    «Come sei bella amica mia, come sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe»[6]

    A Giovanni Battista che chiede testimonianza su di lui, Gesù risponde con le stesse parole di Isaia

    «Andate e referite a Giovanni ciò che avete visto e udito; i ciehi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati…»[7]

    Nella Chiesa primitiva l’iconografia è la testimonianza dell’incarnazione: il volto di Cristo può essere raffigurato perché Dio si è rivestito della nostra carne.

    Ma la contemplazione della bellezza del volto di Cristo risveglia nell’uomo la sua vera natura: i cristiani mediante il battesimo divengono uomini nuovi, manifestano al mondo il vero amore, cioè l’amore al nemico, l’amore fino a dare la vita per l’altro.

    «Sappiamo he siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli.»[8]

    Per questo c’è un legame strettissimo tra bellezza ed evangelizzazione: la bellezza del volto di Cristo si traduce nella bellezza della comunità cristiana, corpo di Cristo vivente nella storia. È la comunità che rivela la bellezza della natura di Dio nella comunione e nel perdono. Dice Gesù:

    «Chi ha visto me ha visto il Padre.»[9]

    Così chi vede la comunità cristiana, dove si dà l'amore al nemico, vede icona di Cristo.
    Nel corso della storia la Chiesa ha sempre percepito questo legame tra bellezza ed evangelizzazione e la Chiesa è stata la più grande committente di bellezza. Tutto riflette la bellezza di Cristo, la bellezza della comunità e della comunione fraterna. L'evangelizzazione dei popoli slavi avvenne in gran parte proprio attraverso la bellezza della liturgia, delle icone e dei canti.
    Soltanto in questi ultimi anni anche all’interno della Chiesa sembra prevalere una visione funzionale che riduce i luoghi dove la comunità vive e si riunisce a semplici sale di riunione.
    Eppure proprio oggi è quanto mai necessario ed urgente che le strutture della Chiesa si rinnovino. La risposta al villaggio globale di McLuhan , alla grande città, alla monocultura, è una parrocchia che divenga un “villaggio celeste”: un modello sociale più umano capace di aprire spazi per la nuova civiltà dell'amore, una assemblea eucaristica che favorisca la partecipazione attiva dei fedeli, una realtà di comunità con un catechumenium composto da sale liturgiche per le celebrazioni in piccole comunità.
    Il progetto Domus Galilaeae e la tenda dove il Papa ha celebrerato l'Eucarestia il 24 marzo, sul monte delle Beatitudini, sono un tentativo di riscoprire forme architettoniche ed iconografiche che aiutino a reintrodurre la bellezza nella vita della Chiesa.

    www.domusgalilaeae.org

  4. #4
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    Patetico - Paranoico

  5. #5
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    nella struttura sopra si è tentato di fare un' operazione per bloccare la candidatura di papa ratzinger ! E le persone che l'hanno organizzata sono ancora a piede libero . Ora tentano di farsi accreditare e di avere nuova fiducia facendo raduni in p.za san Pietro . Un' idea che declina , va rafforzata con nuove foto col papa.

  6. #6
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  7. #7
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    [quote=apoliticos]nella struttura sopra si è tentato di fare un' operazione per bloccare la candidatura di papa ratzinger ! E le persone che l'hanno organizzata sono ancora a piede libero . Ora tentano di farsi accreditare e di avere nuova fiducia facendo raduni in p.za san Pietro . Un' idea che declina , va rafforzata con nuove foto col papa.[/quote

    ed ecco il resoconto della segretissima riunione:





    Carissimi Fratelli e Sorelle

    1. Con gioia ho appreso che il 31 marzo p.v. verrà inaugurata la biblioteca della “ Domus Galileae “, che sorge non lontano dal Monte delle Beatitudini.
    A conclusione della convivenza, a cui prendono parte numerosi Cardinali, Vescovi e sacerdoti provenienti da diverse parti del mondo, insieme con i rettori di seminari appartenenti al Cammino Neocatecumenale, si svolgerà tale significativo avvenimento. Ad esso ben volentieri mi unisco idealmente anch’io, rivolgendo il mio più cordiale saluto agli organizzatori ed a tutti i presenti. In particolare saluto gli Ordinari Cattolici in Terra Santa con a capo il Patriarca Latino, le Autorità religiose e politiche del mondo ebraico che intervengono alla manifestazione, i rappresentanti di congregazioni religiose e di comunità parrocchiali della regione.
    La “ Domus Galileae “ si arricchisce di una nuova importante struttura, la Biblioteca appunto, che al suo centro ospita il Libro della Torah al fine di simboleggiare pure architettonicamente la centralità della Parola di Dio.
    Possa codesta casa, realizzata dai responsabili del Cammino Neocatecumenale , favorire con opportune iniziative un’approfondita formazione religiosa ed un proficuo dialogo tra Ebraismo e Chiesa Cattolica.

    2. “ Lampada per i miei passi è la tua parola “ ( Sal 18,29). Così canta il Salmista e così saranno invitati a pregare tutti coloro che usufruiranno dei molteplici servizi che offrirà la Biblioteca ora inaugurata. L’universo è stato costruito secondo un meraviglioso progetto ispirato dalla sapienza di Dio. Il Vangelo di Giovanni inizia affermando che “ in principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio“ (Gv 1,1).Il Verbo,Sapienza eterna di Dio, si è fatto carne, ha posto la sua tenda fra di noi e con la sua morte e risurrezione ci ha redenti. Contempliamo con gioia,in questi giorni santi della Pasqua,questo fondamentale mistero della nostra fede. Il Cristo, Primogenito di tutta la creazione, culmine della Torah, è risuscitato e ora vive e cammina con noi, continuando a illuminarci con la sua parola di salvezza.
    Quanto profondi sono i suoi insegnamenti!. Quanto attuale è sempre il sermone della Montagna iscritto nell’universo! La bellezza del Cristo che trova il suo coronamento nelle Beatitudini,la bellezza di Cristo che rifulge
    nella Chiesa, suo corpo mistico, si manifestano in modo eminente nell’amore che unisce tra loro i credenti: ecco il messaggio che la struttura architettonica dell’edificio della “ Domus Galileae” intende comunicare ai suoi ospiti ed ai pellegrini. Auguro di cuore che quanti avranno modo di risiedervi o di visitarla possano crescere nella conoscenza e nell’amore di Cristo, Sapienza in cui è posto il Principio di tutto.

    3. Carissimi Fratelli e Sorelle ! Mentre con il pensiero mi unisco a voi, rivivo nell’animo i momenti indimenticabili della visita che il Signore mi ha dato di compiere in Terra Santa, durante il Grande Giubileo dell’Anno 2000: ne ricorre l’anniversario proprio in questi giorni. A Korazim, sul Monte delle Beatitudini, non lontano dalla “ Domus Galileae “ , ebbi modo di incontrare i giovani e di celebrare per loro la Santa Messa. Ad essi volli additare come regola di vita i Dieci Comandamenti e le Beatituidini, i li invitai ad una totale fedeltà a Cristo. Questo stesso invito rivolgo a tutti voi in codesto luogo dove continuano a risuonare le immortali parole del Redentore. Nella vostra quotidiana esistenza traducetele in opere concrete e siate in ogni circostanza umili e coraggiosi testimoni del Vangelo.
    La Vergine Maria , Stella dell’evangelizzazione, vi sia modello e guida.
    Io vi assicuro una speciale ricordo nella preghiera, mentre con affetto benedico voi e tutte le persone che vi sono care.

    Dal Vaticano. 24 marzo 2005, Giovedì Santo


  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos
    nella struttura sopra si è tentato di fare un' operazione per bloccare la candidatura di papa ratzinger ! E le persone che l'hanno organizzata sono ancora a piede libero . Ora tentano di farsi accreditare e di avere nuova fiducia facendo raduni in p.za san Pietro . Un' idea che declina , va rafforzata con nuove foto col papa.

  9. #9
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    Caro Niocat, seguo con rispetto le tue discussioni, ma sulla bellezza di questa Domus Galileae ho moltissimi dubbi, anzi le foto mel fanno apparire un incubo.
    Ho nel cuore il ricordo del monte delle Beatitudini come uno dei luoghi più belli maii vissuti, nonostante la brutta chiesetta ivi edificata nel secolo scorso, ma l'occhio spaziava libero verso il Mar di Galilea come ai tempi di Gesù.
    tremo a pensare al'orrendo ragno di Cafarnao edificato sulla casa di Pietro e ora il monte è sparito inghiottito dal cemento ...
    Sono d'accordo sulla necessità della bellezza, ma dove è la belezza dell'arte sacra odierna? cosa distingue una chiesa da una palestra, da un hangar, da un Grand Arche? scusa ma preferisco una badia benedettina o una cattedrale gotica a queste cose.

  10. #10
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    Caro Dontonino, la domus non nasce come edificio di culto ma con un'intento di ospitalità.

    Detto questo, le posso rispondere in quanto avendoci lavorato per 6 mesi la conosco abbastanza bene.

    E' stato un progetto molto difficile da realizzare per i motivi che ora le spiego.
    Motivi inizialmente economici, il costo dei materiali in Israele è sproporzionato rispetto agli altri paesi dovendo importare dall'estero tutto il materiale da costruzione non avendo questo paese un'industria edile intesa come la intendiamo qui in Europa. Quindi tutto quello che è stato pagato lo è stato grazie ai contribbuti di tutte le comunità del mondo. Sulle scale che si intravedono all'esterno nelle foto, sulle pareti laterali sono state messe piccole mattonelle con i nomi delle parrocchie e comunità che hanno contribuito alla realizzazione.

    Il tempo cronologico per la costruzione è stato la vera piaga che ha afflitto sia chi ci lavorava sia il materiale.
    Se lei è stato in quel luogo avrà constattato il clima di quella zona è variabilissimo, tempestoso con la sabbia che in attimo te la ritrovavi dovunque e durante questi momenti bisognava anche proteggere il materiale e i macchinari per non farli rovinare. Quando nel 2000 ci fu la visita di GP II ero li e ci fu una tempesta spaventosa e passammo un giorno e una notte per coprire il materiale e nello stesso tempo far si che la struttura che doveva accogliere il Papa non crollasse.

    Le posso assicurare che le foto non rendono bene l'idea della struttura che è a vista molto robusta proprio perchè situata in posizione di clima instabile e corruttivo per la struttura stessa, ma dentro si rivela la vera estetica. La luminosità, gli spazi, l'architettura è proprio in linea con il concetto per cui è stata realizzata:
    Il centro "Domus Galilææ" è un luogo dove cristiani, e soprattutto, seminaristi e presbiteri, possono avere un contatto diretto con la tradizione vivente di Israele, seguendo le orme di S. Giustino, di Origene, di S. Girolamo e di tanti altri padri della Chiesa, che tornarono alle fonti ebraiche per comprendere il senso della preghiera, delle feste e delle liturgie ebraiche che furono alimento quotidiano di nostro Signore Gesù Cristo.
    La presenza in Israele di molti dei maggiori studiosi della Scrittura, di prestigiose scuole bibliche, fa della Domus Galilaeae il luogo ideale per promuovere una ripresa degli studi della Scrittura come testimone della presenza viva di Dio.
    Si costituisce così un canale privilegiato di comunicazione, che aiuta i cristiani ad approfondire le radici della propria fede; un luogo per costruire la pace, per vedere Dio, come ha detto il Patriarca Sabah durante la celebrazione per la posa della prima pietra.

    Cmq le posto il link per cui visitandolo potrà forse vedere e ripensare un pò la sua posizione, poi magari se proprio non le piace, consideri almeno lo scopo e il sudore di molti volontari cristiani (oltre i fissi pochi) di tutto il mondo che vi hanno lavorato, con lo spirito di chi è andato ad un'ppuntamento privilegiato li dove ci aspettava Gesù:

    http://www.domusgalilaeae.org/

 

 
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