Uomo non può essere sacrificato alla scienza
Si è rivolto ai partecipanti di un seminario di studi promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica
STRUMENTI
VERSIONE STAMPABILE
I PIU' LETTI
INVIA QUESTO ARTICOLO
CITTÀ DEL VATICANO - «Occorre dire con forza che l'essere umano non può essere mai sacrificato ai successi della scienza e della tecnica». Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti di un seminario di studi promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica dedicato al tema dell'eredità culturale delle università europee.
Papa Ratzinger torna ad esortare il mondo accademico e scientifico a non prescindere dalla dimensione etica e religiosa. Nella Sala Clementina ad ascoltare il discorso sul rapporto che intercorre tra l'eredità culturale dell'Europa, i valori accademici e le università europee, ci sono centinaia di accademici provenienti da una cinquantina di paesi aderenti al cosiddetto 'processo di Bologna'. Al centro della riflessione Benedetto XVI pone la «questione antropologica» che, aggiunge, «per noi eredi della tradizione umanistica fondata sui valori cristiani, va affrontata alla luce dei principi ispiratori della nostra civiltà, che hanno trovato nelle università europee autentici laboratori di ricerca ed approfondimento».
Il pontefice intravede all'orizzonte una grande sfida culturale: «chiarire quale sia la concezione dell'uomo che è alla base di nuovi progetti». «Ci si chiede - aggiunge il Papa manifestando timori - quale sia il rapporto tra la persona umana, la scienza e la tecnica. Se nel XIX e nel XX secolo la tecnica ha conosciuto una crescita stupefacente, all'inizio del XXI secolo ulteriori passi sono stati fatti, lo sviluppo tecnologico, grazie all'informatica, ha preso in carico» una «parte anche delle nostre attività mentali con conseguenze che coinvolgono il nostro modo di pensare e possono condizionare la nostra stessa libertà».
Davanti ad una Europa impegnata alla «riscoperta della propria identità che non è solo di ordine economico e politico» Papa Benedetto XVI intravede un ruolo cruciale per il mondo accademico. Le università, nell'attuale situazione, infatti, non possono «accontentarsi di istruire» ma, esorta, devono «impegnarsi anche a svolgere un attento ruolo educativo al servizio delle nuove generazioni, facendo appello al patrimonio di valori che hanno segnato i millenni passati». «L'Università - conclude - potrà così aiutare l'Europa a conservare la sua anima, rivitalizzando quelle radici cristiane che l'hanno originata».
01 aprile 2006




Rispondi Citando