Alla vana ricerca del prodiano parlante
Inutile inseguirli, a certe domande non rispondono. Però Rutelli...
Come girasoli i prodiani appaiono e scompaiono secondo il ritmo dell’astro celeste. Quando Romano parla il loro sguardo è rivolto a lui e si tacciono. Quando Romano è muto e nell’ombra il loro silenzio si fa più forte e lo sguardo basso. A meno che non sia lui a eleggere un prescelto affinché esterni ciò che a un candidato premier dell’Unione non è conveniente proclamare, ma è bene venga detto. Così è stato nell’estate scorsa, quando Arturo Parisi inaugurò la formidabile stagione del moralismo politico-finanziario che avrebbe obbligato il paesaggio dei partiti al repêchage della questione etica; e i Ds a una complicata seduta di autoanalisi sull’affare Unipol-Bnl.
Adesso siamo nel vestibolo delle urne, per Prodi non c’è giorno senza necessità di righe sui giornali e presenze in radio o alla televisione. E allora, quale che sia il contenuto dei suoi pensieri, la squadra del Professore consegna forzatamente nell’oscurità il proprio lavoro. Figurarsi poi se li si avvicina per interrogarli a proposito della sentenza sul conflitto d’interessi del Cav. (incompatibile o ineleggibile?) in corso di stesura nella Fabbrica bolognese o nelle stanze di Piazza Santi Apostoli, come ha ammesso ieri per sbadataggine Francesco Rutelli. Ogni tentativo risulta vano. Non solo nella cerchia dei consiglieri più intimi come Ricardo Franco Levi e Filippo Andreatta e Gregorio Gitti, ordinati in una serra intellettuale che si esprime al momento giusto attraverso le Fondazioni di alta politologia oppure con gli editoriali sul Corriere della Sera. Non solo nella rappresentanza parlamentare di riferimento, dal sopra citato Parisi a Giulio Santagata e Willer Bordon (anche se una lettera di Franco Monaco può fortunosamente scappare come è successo con il Foglio). Addirittura nella comunicazione con il portavoce Silvio Sircana qualcosa si irrigidisce all’improvviso. Non è una procedura riservata a questo o a quel giornale poco solidale, per quanto il lato rancoroso dell’establishment prodiano sia come il sigillo di garanzia del rapporto osmotico che collega il sole ai girasoli. Piuttosto si tratta di un meccanismo psicologico protocollare tipico degli antichi apparati, una cosa che perfino i Ds stanno smarrendo. Non le sette religiose, però.




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