Blitz fascista, un'inutile provocazione
di Luca Molinari
Una provocazione da condannare. Ma da archiviare al più presto soprattutto per non dare ai loro autori un peso che non hanno. Il centrosinistra liquida così il blitz di Alternativa sociale di sabato scorso in Piazza Galvani.
«Si è trattato di un’inutile provocazione avvenuta nella più completa indifferenza della città», taglia corto il sindaco Cofferati. Di «città che ha saputo isolare queste persone», parla anche Salvatore Caronna, segretario provinciale dei Ds, per il quale «si è data tanta importanza alle richieste dell’estrema destra di tenere comizi, invece si sono spese ben poche parole per denunciare la loro ideologia che si rifà alle peggiori esperienze del Novecento».
In particolare dalle parti dell’Unione è stata apprezzata la compostezza e l’indifferenza con cui i bolognesi hanno accolto i gruppi di destra radicale. Toni compiaciuti anche dalle parti del movimento no global che porta a casa un doppio successo: aver contribuito a impedire i comizi di As (a San Lazzaro) e della Fiamma (a Bologna) e aver saputo evitare eventuali azioni isolate di singoli violenti riconducibili all’area dei Disobbedienti.
«È bello che Bologna sia l’unica città che ha impedito il comizio dei missini e dei mussoliniani», commenta Valerio Monteventi, portavoce del Bsf e consigliere comunale del Prc. Poco importa che a molti esponenti del Bsf il sit in in Parco 2 Agosto a San Lazzaro costerà una denuncia per manifestazione non autorizzata: «Ci siamo abituati, a volte - scherza Monteventi - disobbedire costa qualcosa...».
Imbarazzo nel centrodestra, i cui partiti sono alleati elettorali di As. Tra i pochi che commentano il blitz è Daniele Carrella, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. «Chi viola le regole sbaglia, ma i primi a violare le regole sono stati i rappresentanti dell’amministrazione comunale che non hanno rispettato le norme della democrazia che hanno inserito criteri di discrezionalità nell’attribuzione di piazze e spazi».
Nel tessuto democratico di Bologna, però, il blitz a suon di croci celtiche e saluti romani avvenuto brucia: è un affronto alla città che si sarebbe voluto evitare. Soprattutto perché fatto in barba a tutte le regole. «Si commentano da soli, chiedono legalità e poi sono i primi a violarle», taglia corto Francesco Murru, presidente provinciale delle Acli che ricorda come «domani (oggi, ndr) daremo vita insieme ad Arci, Cgil, Cisl e altri soggetti a un banchetto in piazza Nettuno per ricordare i valori antifascisti».
L’appuntamento (salvo disdetta dell’ultima ora) è alle 16. Inizialmente organizzato per “contestare” a distanza il comizio che la Fiamma Tricolore voleva fare questa sera in città, l’happening dopo il dietro front dei missini che hanno rinunciato a riunirsi in Piazza della Pace, è annuncia come un appuntamento di sola festa.