
Originariamente Scritto da
Stef@
Le pagelle di Affari: Berlusconi 6,4; Prodi 6,6. Ma il secondo round è più barboso del primo
Contenuti
Berlusconi 6: più attento che nel primo round, illustra il quoziente familiare e la politica fiscale con calma e gesso. La stessa cosa fa con gli investimenti per il Sud e le riforme della Pubblica Amministrazione. Poi riserva un finale col botto: abolizione dell'Ici. Se la campagna elettorale continuasse qualche giorno ancora, forse si impegnerebbe a raddrizzare i quadri in ogni casa.
Prodi 7: miracolo a via Teulada, è ufficiale: il Professore, dopo la bella figura del primo faccia a faccia, piace alle donne. Perciò fa sfoggio di sorrisi alle signore neanche fosse, perdonateci il paragone, l'Accorsi della politica. Compila il programma dell'Unione ripetendo gli adagi che lo hanno reso famoso sul cuneo fiscale. Non esce mai dal solco.
Appeal
Berlusconi 7: continua ad avere il dente avvelenato e usa le parabole meglio di S. Matteo. Quando parla di cattocomusti dossettiani c'è gente che si domanda a quale confessione appartenga questa strana setta, che solo Giorgio Bocca ha oramai il fegato di rispolverare. Ha l'elmetto in capo e fa sempre la prima mossa.
Prodi 6: è rilassato e pacioso come un neonato appena uscito dal bagnetto. Non si scompone alle provocazioni e rassicura di continuo. Tuttavia è un po' paternalistico; a tratti rasenta il trombonismo.
Capacità di sintesi
Berlusconi 6: ha imparato la lezione, non tracima come un fiume in piena e fa pace con lo strano strumento che ha davanti al naso chiamato timer. Riesce finalmente a inscatolare il suo sapere, che l'altra volta sembrava dovesse avere le dimensioni dell'Enciclopedia Britannica. Si ha però l'impressione che insista troppo con i suoi ritratti espressionisti della sinistra.
Prodi 7: è asciutto più di un panno strizzato e steso al sole. Non si distrarrebbe neanche con una donnina in guepiere sul tavolo. Contiene le battute e si concentra su tasse, scuola, famiglia. Lascia cadere le provocazioni di Berlusconi.
Simpatia
Berlusconi 7: alla faccia degli appelli al fair play è un martello pneumatico sulle politiche fiscali (del Centrosinistra). Decide da sé che la sua coalizione è credibile perché, insiste, gli impegni sono stati mantenuti eccome. E via con la lista dei successi del proprio governo: insomma, deve essersi scambiato per uno strumento a corde perché si sviolina senza sosta. Ma sugli slogan non ha rivali. Dopo il "ribaltamento totale della realtà" della prima puntata e il "mi stropiccio gli occhi e le orecchie", battezza un altro spot: "Faccio fatica a trattenermi".
Prodi 6: passi per le scuole senza gesso, ma quando dice che la polizia non ha più benzina per le automobili si sgretola in un sol colpo l'immaginario pluriennale dei detective italiani, da Nico Giraldi fino al capitano Ultimo.
Immagine
Berlusconi 6: quando perde la pazienza tutta Milano 2 per un attimo trattiene il fiato. Poi si calma, e ricambia "l'ubriaco" di Prodi con "l'utile idiota", salvo poi compiacersi un po' troppo per la citazione storica. In quel momento è lo studentello svogliato che crede di aver messo sotto scacco il prof. Bella però la descrizione caricaturale dell'eventuale governo Prodi.
Prodi 7: non è che a fare la Cassandra ne guadagni molto; a dire il vero presta il fianco ai ganci dell'avversario; ma quando si tratta di dipingere l'Italia la riproduce come Tischbein con se stesso al posto di Goethe in der Campagna. Insomma, l'affresco che fa del nostro Paese è più rassicurante di quello tutto tecnologia, inglese e Internet fatto dal suo avversario. Dice di voler ridare dignità ai professori e all'Università: come dargli torto?
Serata televisiva 5: i giornalisti devono essere a corto di idee e si vede. Il direttore del Messaggero si rifugia nel descrittivismo e la sua domanda suona più o meno così: fate finta di mandare un estratto conto agli italiani: quali sarebbero le trattenute, quali gli interessi e le spese? Una filastrocca sullo stile di "fai una giravolta, falla un'altra volta, guarda in su, guarda in giù" si candida naturalmente a essere la domanda successiva. Ma per fortuna ce la risparmia. Duello più barboso del primo: per fortuna siamo ormai sul vialetto della scuola in cui voteremo.