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  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Lettera di G. Sanna alle iscritte ed agli iscritti.

    PARTIDU SARDU - PARTITO SARDO D'AZIONE
    Il Segretario Nazionale


    Caro/a iscritto/a,
    le strumentalizzazioni di questi ultimi giorni, unite all'esito delle trattative in vista delle elezioni politiche, mi obbligano a sottolineare alcuni punti centrali riguardanti la collocazione del partito per le elezioni della Camera dei Deputati e dei Senato.

    Il PsdAz al Senato
    il 9 e 10 aprile prossimo il Partito Sardo d'Azione partecipa alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Italiano, presentando la lista dei Quattro Mori e i candidati solo al Senato (scheda gialla). La decisione di non presentare la lista del Psd'Az anche per l'elezione della Camera dei Deputati è stata assunta in accordo con il Consiglio nazionale e la Direzione nazionale dei partito. Le ragioni di tale scelta, derivano dall'impossibilità di concorrere all'assegnazione dei seggi per effetto delle norme liberticide della legge elettorale attualmente in vigore. Lo sbarramento fissato, per i partiti che non si presentano né con la coalizione del centrodestra e né con quella del centrosinistra (è il caso dei Partito Sardo d'Azione) è del 20% a livello italiano. Ciò significa che se anche l'intera Sardegna votasse il Psd'Az non raggiungeremo neppure un quarto dei quorum richiesto. I nostri avversari politici non avrebbero dimenticato di denunciare come il voto ai Quattro Mori, sarebbe stato nella realtà un “voto sprecato” e il Partito, non avrebbe potuto concentrare le sue risorse economiche e i suoi sforzi laddove, invece, l'elezione di un sardista è non solo possibile ma, anche probabile: al Senato. Queste valutazioni, condivise e deliberate dai preposti organismi di partito, sono state dibattute e discusse nelle riunione del Consiglio nazionale e soprattutto, in quella operativa dell'ultima riunione della Direzione, tenutasi a Macomer. Prima quindi delle decisioni inerenti gli accordi politici (poi saltati) e prima dell'approvazione delle candidature.

    Le trattative con l'Unione
    Il Partito Sardo d'Azione ha ricercato il confronto politico con i partiti del centrosinistra, per dare corpo ad un'alleanza elettorale in vista delle elezioni politiche. Lo abbiamo fatto in termini propositivi e con la lealtà che ci contraddistingue. Abbiamo allargato il tavolo delle trattative con l'Unione ai partiti che insieme al Psd'Az costituiscono il partito europeo dei popoli identitari (l'Alleanza Libera Europea). In particolare abbiamo attivato un interlocuzione positiva con la Liga Veneta e l'Alleanza Lombarda e, insieme ai nostri alleati a Bruxelles, abbiamo condotto le trattative con i responsabili italiani della coalizione che sostiene Romano Prodi. L'esito è stato il seguente: l'Unione ha riconosciuto il diritto di tribuna alla Liga Veneta, candidando nella lista dell'Ulivo per la Camera in Lombardia, il suo leader Fabrizio Comencini, All'Alleanza Lombarda (che eleggerà per la terza volta con il proprio simbolo il senatore Egidio De Paoli) è stato assegnato un ulteriore seggio, sempre nalla lista dell’Ulivo alla Camera nella circoscrizione Lombardia. La risposta per il PsdAz è stata una delega, da parte dei coordinatori nazionali dell'Unione, al responsabile degli enti locali della segreteria nazionale dei Ds, Antonello Cabras, perché definisse i dettagli dell'accordo con il Psd'Az in Sardegna. Ma nessuna risposta è pervenuta al Psd'Az, se non un provocatorio invito a sostenere il centrosinistra alla Camera e a concorrere all'elezione di un proprio rappresentante, attraverso la presentazione della lista dei Quattro Mori al Senato. Nessuna possibilità di interloquire con gli estensori del programma e neppure nessun accenno sulle eventuali opzioni programmatiche dei sardisti, da inserire nel programma politico della coalizione del centrosinistra. Un atteggiamento irriguardoso e persino offensivo. Ma non è una novità. Sono, infatti, dieci anni esatti che il partito non conclude accordi con il centrosinistra nelle elezioni politiche, né in quelle regionali. L'ultimo è datato 1996, il centrosinistra conquistò grazie ai voti sardisti quattro collegi in più rispetto al centrodestra in Sardegna e il Psd'Az ottenne un seggio al Senato con l’indimenticato Franco Meloni. Dopo quella esperienza si sono consumate gravi rotture politiche tra il Psd'Az e il centrosinistra in Sardegna. Mi limito ad elencarle cronologicamente: nel 1997, l'allora presidente della giunta regionale, Federico Palomba, sostenuto da una maggioranza di centrosinistra, scarica dal governo regionale il Partito Sardo d'Azione, preferendo imbarcare in giunta e in maggioranza il partito di Rifondazione Comunista e Rinnovamento Italiano. Nelle politiche del 2001 sardisti e Ulivo non raggiungono alcun accordo e il Psd'Az si presenta in coalizione con Sardigna Natzione.

    Alle Regionali dei 2004, dopo un accordo sul programma, le segreterie italiane dei partiti dei centrosinistra impongono alle segreterie sarde la candidatura a governatore di Renato Soru. Stravolgono metodo e programma e il Psd'Az si è presentato con la coalizione indipendentista "Sardegna Libera". Le uniche collaborazioni tra il Partito Sardo d'Azione e i partiti dei centrosinistra si sono limitate alle elezioni amministrative dei 2000 e alle ultime dei 2005. Grazie ai recenti successi alle elezioni dello scorso maggio sardisti e centrosinistra governano insieme sette province su otto e numerosi e importanti Comuni. Emerge un dato, i voti sardisti sono stati determinanti, nella maggior parte dei casi, per la elezione dei sindaci e dei presidenti di Ds o Margherita, ma nessun sardista è stato eletto sindaco o presidente della Provincia con i voti del centrosinistra. Cito i casi di Leonardo Marras a Sassari, Linalba Ibba a Oristano e l'ultimo, in ordine di tempo, dei presidente del partito, Silvano Cadoni, unico candidato dei centrosinistra in Sardegna ad essere sconfitto alle elezioni dei maggio 2004.

    Il Psd'Az e la Lega Nord-Movimento per le Autonomie
    Il Partito Sardo d'Azione non ha siglato alcun accordo politico con la Lega Nord-Movimento per le Autonomie in vista delle prossime elezioni politiche. La Lega ha riconosciuto, spontaneamente e autonomamente, al Partito Sardo d'Azione, il così detto “diritto di tribuna”, candidando nella lista dei Senato in Lombardia, il segretario nazionale dei Psd'Az. Il partito non ha alcun vincolo di schieramento e gli eletti sardisti non hanno alcun vincolo di adesione ai gruppi parlamentari. Le liste della Lega-Mpa non sono in contrapposizione a quelle dei Psd'Az in nessuna circoscrizione dei territorio italiano e tanto meno in Sardegna. Dalla Lega ci è stata offerta una opportunità politica che i nostri alleati tradizionali (il centrosinistra) ci hanno negato. La scommessa della Lega è creare, all'indomani delle elezioni politiche, una grande alleanza tra tuffi i partiti e i movimenti autonomisti e indipendentisti che operano in Italia ed è in questa ottica che il “diritto di tribuna” ai sardisti nel prossimo parlamento, rappresenta il riconoscimento politico ai valori e alla grande tradizione federalista di cui il Psd'Az è portatore in Italia e in Europa. E' un progetto appena avviato che come sardisti non abbiamo approvato. Perché non lo abbiamo mai discusso. Lo faremo con coscienza e senso di responsabilità nell'unica sede deputata a stabilire linea politica e strategia d'azione: il Congresso nazionale. Per questo ritengo opportuno preannunciare la richiesta di un assise straordinaria del partito, da tenersi entro l'anno, così da consentire agli iscritti e ai militanti di partecipare, in autonomia e libertà, alle scelte politiche e strategiche che condizioneranno il cammino futuro del Partito Sardo d'Azione.

    Il voto per la Camera dei Deputati
    Per le ragioni evidenziate in precedenza, il Partito Sardo d'Azione non presenta il proprio simbolo, né candidati, per l'elezione della Camera dei Deputati. I sardisti hanno libertà di voto. Ma la priorità dei sardisti è compiere ogni sforzo possibile per raccogliere quanto più consenso possibile a sostegno della lista dei candidati dei Psd'Az per il Senato. Per questo il voto sardista alla Camera andrà a chi ci sostiene al Senato e non certo a chi, ha cercato di cancellare il partito dal prossimo Parlamento, per portare a compimento un processo, in corso ormai da anni, che punta a indebolire tutti i sardisti, privando il partito della legittima libertà di scelta e di azione.
    Confido, dunque, nel tuo impegno e nel tuo sostegno ai candidati del Psd'Az e alla politica sardista, offrendoti l'incondizionata disponibilità a promuovere insieme, tutte le iniziative che riterrai opportune, per far vincere il Partito Sardo d'Azione nelle imminenti e decisive elezioni politiche dei prossimo 9 e 10 aprile.

    Fortza Paris

    Giacomo Sanna

  2. #2
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    Se ho capito bene, l'ordine è votare Berlusconi alla Camera?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Su Componidori
    PARTIDU SARDU - PARTITO SARDO D'AZIONE

    Il Segretario Nazionale

    Caro/a iscritto/a,
    le strumentalizzazioni di questi ultimi giorni, unite all'esito delle trattative in vista delle elezioni politiche, mi obbligano a sottolineare alcuni punti centrali riguardanti la collocazione del partito per le elezioni della Camera dei Deputati e dei Senato.

    Il PsdAz al Senato
    il 9 e 10 aprile prossimo il Partito Sardo d'Azione partecipa alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Italiano, presentando la lista dei Quattro Mori e i candidati solo al Senato (scheda gialla). La decisione di non presentare la lista del Psd'Az anche per l'elezione della Camera dei Deputati è stata assunta in accordo con il Consiglio nazionale e la Direzione nazionale dei partito. Le ragioni di tale scelta, derivano dall'impossibilità di concorrere all'assegnazione dei seggi per effetto delle norme liberticide della legge elettorale attualmente in vigore. Lo sbarramento fissato, per i partiti che non si presentano né con la coalizione del centrodestra e né con quella del centrosinistra (è il caso dei Partito Sardo d'Azione) è del 20% a livello italiano. Ciò significa che se anche l'intera Sardegna votasse il Psd'Az non raggiungeremo neppure un quarto dei quorum richiesto. I nostri avversari politici non avrebbero dimenticato di denunciare come il voto ai Quattro Mori, sarebbe stato nella realtà un “voto sprecato” e il Partito, non avrebbe potuto concentrare le sue risorse economiche e i suoi sforzi laddove, invece, l'elezione di un sardista è non solo possibile ma, anche probabile: al Senato. Queste valutazioni, condivise e deliberate dai preposti organismi di partito, sono state dibattute e discusse nelle riunione del Consiglio nazionale e soprattutto, in quella operativa dell'ultima riunione della Direzione, tenutasi a Macomer. Prima quindi delle decisioni inerenti gli accordi politici (poi saltati) e prima dell'approvazione delle candidature.

    Le trattative con l'Unione
    Il Partito Sardo d'Azione ha ricercato il confronto politico con i partiti del centrosinistra, per dare corpo ad un'alleanza elettorale in vista delle elezioni politiche. Lo abbiamo fatto in termini propositivi e con la lealtà che ci contraddistingue. Abbiamo allargato il tavolo delle trattative con l'Unione ai partiti che insieme al Psd'Az costituiscono il partito europeo dei popoli identitari (l'Alleanza Libera Europea). In particolare abbiamo attivato un interlocuzione positiva con la Liga Veneta e l'Alleanza Lombarda e, insieme ai nostri alleati a Bruxelles, abbiamo condotto le trattative con i responsabili italiani della coalizione che sostiene Romano Prodi. L'esito è stato il seguente: l'Unione ha riconosciuto il diritto di tribuna alla Liga Veneta, candidando nella lista dell'Ulivo per la Camera in Lombardia, il suo leader Fabrizio Comencini, All'Alleanza Lombarda (che eleggerà per la terza volta con il proprio simbolo il senatore Egidio De Paoli) è stato assegnato un ulteriore seggio, sempre nalla lista dell’Ulivo alla Camera nella circoscrizione Lombardia. La risposta per il PsdAz è stata una delega, da parte dei coordinatori nazionali dell'Unione, al responsabile degli enti locali della segreteria nazionale dei Ds, Antonello Cabras, perché definisse i dettagli dell'accordo con il Psd'Az in Sardegna. Ma nessuna risposta è pervenuta al Psd'Az, se non un provocatorio invito a sostenere il centrosinistra alla Camera e a concorrere all'elezione di un proprio rappresentante, attraverso la presentazione della lista dei Quattro Mori al Senato. Nessuna possibilità di interloquire con gli estensori del programma e neppure nessun accenno sulle eventuali opzioni programmatiche dei sardisti, da inserire nel programma politico della coalizione del centrosinistra. Un atteggiamento irriguardoso e persino offensivo. Ma non è una novità. Sono, infatti, dieci anni esatti che il partito non conclude accordi con il centrosinistra nelle elezioni politiche, né in quelle regionali. L'ultimo è datato 1996, il centrosinistra conquistò grazie ai voti sardisti quattro collegi in più rispetto al centrodestra in Sardegna e il Psd'Az ottenne un seggio al Senato con l’indimenticato Franco Meloni. Dopo quella esperienza si sono consumate gravi rotture politiche tra il Psd'Az e il centrosinistra in Sardegna. Mi limito ad elencarle cronologicamente: nel 1997, l'allora presidente della giunta regionale, Federico Palomba, sostenuto da una maggioranza di centrosinistra, scarica dal governo regionale il Partito Sardo d'Azione, preferendo imbarcare in giunta e in maggioranza il partito di Rifondazione Comunista e Rinnovamento Italiano. Nelle politiche del 2001 sardisti e Ulivo non raggiungono alcun accordo e il Psd'Az si presenta in coalizione con Sardigna Natzione.

    Alle Regionali dei 2004, dopo un accordo sul programma, le segreterie italiane dei partiti dei centrosinistra impongono alle segreterie sarde la candidatura a governatore di Renato Soru. Stravolgono metodo e programma e il Psd'Az si è presentato con la coalizione indipendentista "Sardegna Libera". Le uniche collaborazioni tra il Partito Sardo d'Azione e i partiti dei centrosinistra si sono limitate alle elezioni amministrative dei 2000 e alle ultime dei 2005. Grazie ai recenti successi alle elezioni dello scorso maggio sardisti e centrosinistra governano insieme sette province su otto e numerosi e importanti Comuni. Emerge un dato, i voti sardisti sono stati determinanti, nella maggior parte dei casi, per la elezione dei sindaci e dei presidenti di Ds o Margherita, ma nessun sardista è stato eletto sindaco o presidente della Provincia con i voti del centrosinistra. Cito i casi di Leonardo Marras a Sassari, Linalba Ibba a Oristano e l'ultimo, in ordine di tempo, dei presidente del partito, Silvano Cadoni, unico candidato dei centrosinistra in Sardegna ad essere sconfitto alle elezioni dei maggio 2004.

    Il Psd'Az e la Lega Nord-Movimento per le Autonomie
    Il Partito Sardo d'Azione non ha siglato alcun accordo politico con la Lega Nord-Movimento per le Autonomie in vista delle prossime elezioni politiche. La Lega ha riconosciuto, spontaneamente e autonomamente, al Partito Sardo d'Azione, il così detto “diritto di tribuna”, candidando nella lista dei Senato in Lombardia, il segretario nazionale dei Psd'Az. Il partito non ha alcun vincolo di schieramento e gli eletti sardisti non hanno alcun vincolo di adesione ai gruppi parlamentari. Le liste della Lega-Mpa non sono in contrapposizione a quelle dei Psd'Az in nessuna circoscrizione dei territorio italiano e tanto meno in Sardegna. Dalla Lega ci è stata offerta una opportunità politica che i nostri alleati tradizionali (il centrosinistra) ci hanno negato. La scommessa della Lega è creare, all'indomani delle elezioni politiche, una grande alleanza tra tuffi i partiti e i movimenti autonomisti e indipendentisti che operano in Italia ed è in questa ottica che il “diritto di tribuna” ai sardisti nel prossimo parlamento, rappresenta il riconoscimento politico ai valori e alla grande tradizione federalista di cui il Psd'Az è portatore in Italia e in Europa. E' un progetto appena avviato che come sardisti non abbiamo approvato. Perché non lo abbiamo mai discusso. Lo faremo con coscienza e senso di responsabilità nell'unica sede deputata a stabilire linea politica e strategia d'azione: il Congresso nazionale. Per questo ritengo opportuno preannunciare la richiesta di un assise straordinaria del partito, da tenersi entro l'anno, così da consentire agli iscritti e ai militanti di partecipare, in autonomia e libertà, alle scelte politiche e strategiche che condizioneranno il cammino futuro del Partito Sardo d'Azione.

    Il voto per la Camera dei Deputati
    Per le ragioni evidenziate in precedenza, il Partito Sardo d'Azione non presenta il proprio simbolo, né candidati, per l'elezione della Camera dei Deputati. I sardisti hanno libertà di voto. Ma la priorità dei sardisti è compiere ogni sforzo possibile per raccogliere quanto più consenso possibile a sostegno della lista dei candidati dei Psd'Az per il Senato. Per questo il voto sardista alla Camera andrà a chi ci sostiene al Senato e non certo a chi, ha cercato di cancellare il partito dal prossimo Parlamento, per portare a compimento un processo, in corso ormai da anni, che punta a indebolire tutti i sardisti, privando il partito della legittima libertà di scelta e di azione.
    Confido, dunque, nel tuo impegno e nel tuo sostegno ai candidati del Psd'Az e alla politica sardista, offrendoti l'incondizionata disponibilità a promuovere insieme, tutte le iniziative che riterrai opportune, per far vincere il Partito Sardo d'Azione nelle imminenti e decisive elezioni politiche dei prossimo 9 e 10 aprile.

    Fortza Paris

    Giacomo Sanna

    Giacomo Sanna è un bugiardo nato.

    FABRIZIO COMENCINI è capolista della Liga Fronte Veneto in VENETO!

    Bugiardo nato. Non credete ad una sola sua parola

  4. #4
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