FUORI GLI AGNELLI-ELKANN DALLA FIAT E DA TORINOIl nostro Movimento aveva inviato a inizio marzo un comunicato stampa nel quale si denunciava la gestione aziendale sconsiderata dei vertici FIAT, immediatamente successivo all’annuncio, da parte di questi ultimi, del nuovo lungo periodo di cassa integrazione per 5.000 lavoratori dello stabilimento di Mirafiori.
Nel comunicato veniva proposta senza mezzi termini, come unica soluzione per uscire dalla crisi, la socializzazione dell’azienda. Ne riportiamo qui di seguito il testo:
"Allo scopo di allestire l’adeguamento delle linee per la produzione in serie della "Grande Punto", i vertici Fiat di Mirafiori hanno deciso un nuovo periodo di cassa integrazione per 5.000 lavoratori della durata di due settimane, seguito da un’ulteriore fase di cassa integrazione per 1.500 lavoratori della durata di quattro settimane. Tutto ciò a poche settimane di distanza dall’annuncio dei vertici aziendali circa il recuperato stato di salute dell’azienda.
A fronte di tutto ciò, Base Militante Progetto Torino
denuncia
la più completa irresponsabilità da parte della dirigenza Fiat, dei sindacati confederati, parzialmente favorevoli alla nuova strategia, nonché di buona parte della stampa locale, che ha dedicato alla notizia spazi minimi e marginali;
conferma
oggi più che mai la propria fiducia nei confronti dell’unica soluzione possibile per risanare questa ed altre imprese in crisi, la SOCIALIZZAZIONE, attuabile togliendo ai capitalisti il controllo delle imprese e lasciando ai soli lavoratori la gestione di imprese, mezzi di produzione ed utili".
Riprendendo i nostri contenuti e le nostre proposte, durante l’ultimo fine settimana, inizio del primo periodo di c.i.g., ignoti individui, evidentemente nostri simpatizzanti, hanno collocato striscioni di protesta in vari punti strategici della città, firmandosi "BMPT". Siamo riusciti a fotografarne due, che riportiamo qui sotto: il primo era attaccato in piazzale Caio Mario, davanti all’entrata principale dello stabilimento di Mirafiori, il secondo su un cavalcavia di corso Unità d’Italia, pochi metri dopo il cartello d’entrata in Torino, probabilmente a significare che non si era più benvenuti nella città delle olimpiadi, ma in quella della fame e della sete, il vero volto di Torino.
L’iniziativa, conforme in tutto e per tutto ai nostri programmi e ai nostri metodi, può quindi essere annoverata honoris causa tra le attività del Movimento.
Base Militante ProgettoTorino
www.progettotorino.org




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