Solo uno su tre sa cos'è il cuneo fiscale
MILANO " Cuneo fiscale". Non solo è un termine piuttosto brutto ma è anche praticamente sconosciuto ai più. Nessuno sa che cosa diavolo sia. Prodi e Berlusconi a parte, naturalmente. La proposta del " taglio del cuneo" potrebbe anche essere la migliore del mondo, l'uovo di Colombo per rilanciare consumi e produzione, ma se non si spiega bene cosa significa come si fa a decidere se vale oppure no scommetterci su? Già il termine non suona bene e non sembra neanche direttamente collegato al suo reale significato. Eppure è una musica che ci viene propinata di continuo. Un requiem, se proprio va etichettata. Si tratta della differenza tra quanto il datore di lavoro paga e quanto incassa effettivamente il lavoratore in busta paga. In pratica è la differenza tra il costo aziendale di un dipendente, che è ancora più alto del cosiddetto " lordo", e quanto il lavoratore si mette in tasca. Però non sono mica tenuti a saperlo tutti. Conoscere il lordo e il netto già basta e avanza. A chi si rivolgono dunque i politici che impostano la campagna elettorale sul taglio del cuneo fiscale? Ai datori di lavoro, a Confindustria, forse. Libero, curioso com'è, ha voluto verificare quanti sanno effettivamente il significato di questo brutto termine. Si è affidato all'Istituto Piepoli che ha effettuato un sondaggio su un campione di 500 casi, rappresentativo della popolazione italiana ( maschi e femmine dai 18 anni in su). In pratica 1 italiano su tre non ha la più pallida idea di cosa significhi " cuneo fiscale". La prima domanda posta dagli intervistatori era generica: « Nell'attuale campagna elettorale sta assumendo un certo peso il tema delle tasse. Per lei che importanza ha il tema delle tasse per decidere per chi votare alle prossime elezioni? » . Sommando le risposte quasi negative o totalmente negative, " poco" e " per nulla", si arriva a un 29%. Il 3% degli intervistati è senza opinione mentre le risposte positive " molto" e " abbastanza" toccano un ottimo 68%. Quindi i temi economici sono rilevanti per decidere chi votare. Ma quando si arriva alla domanda del cuneo, il risultato è un disastro: « In particolare si parla di cuneo fiscale. A quale di queste quattro definizioni si avvicina di più al significato di cuneo fiscale? » Ben il 33% degli intervistati non sa rispondere mentre per il 6% si tratta di " un puntello per aumentare il reddito" e per il 17% è una " manovra per frenare le perdite dello stato". Sommando chi non sa e chi ha dato la risposta sbagliata si arriva al 56%. Ma se si aggiunge anche chi ha dato la risposta - " la differenza tra la retribuzione lorda e quella netta" - vicina a quella giusta ma ancora inesatta, si arriva all'incredibile quota del 72%. Insomma, solo il 28% degli intervistati ha dato la risposta corretta. « Il nostro campione ha dovuto scegliere tra quattro risposte guidate » , dice Luigi Tua, direttore scientifico dell'Istituto Piepoli. « Il risultato sarebbe stato peggiore se le avessimo lasciato completamente libere » . Nel dare la risposta esatta « la discriminate l'ha fatta il grado di istruzione » , sottolinea Tua. Se infatti un italiano su tre non sa cosa voglia dire cuneo fiscale, la punta massima, il 47%, la si raggiunge tra gli intervistati di istruzione inferiore ( elementari o medie inferiori). Per quanto riguarda l'importanza degli argomenti economici, Tua ha notato che sono stati i giovani i più sensibili al tema delle tasse, con un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Ma una bella sorpresa viene dall'orientamento politico. Chi si è dichiarato di area Cdl è molto più sensibile all'argomento tasse: il 73% degli intervistati di centrodestra sono molto o abbastanza intenzionati a esprimere il loro voto sulla base delle proposte fiscali. Tra quanti si sono dichiarati di centrosinistra invece " solo" il 69% prenderà la sua decisione di voto sulla base delle proposte elettorali in tema di fisco. In questa campagna elettorale, l'argomento " cuneo fiscale", l'ha introdotto il leader dell'Unione Romano Prodi nel corso della trasmissione Porta a Porta dello scorso 7 febbraio: « Realisticamente potremo ridurre il cuneo fiscale di parecchi punti, abbiamo preparato un piano che va oltre i 5 punti in un anno, una cosa che si può fare ma dobbiamo vedere con serietà come ci vengono lasciati i conti dal governo » , aveva detto. Da allora il cuneo fiscale è diventato un tormentone. A caldo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto seccato: « Non è possibile ridurre di cinque punti il cuneo fiscale » , ha detto nel corso di una puntata di Matrix. « Prodi non ha i dati corretti, perché una riduzione di cinque punti troverebbe subito il disaccordo dei sindacati visto che causerebbe una diminuzione delle pensioni » . Ma poi, presentando il programma della Casa delle Libertà ha lanciato la proposta di ridurre questa differenza di un punto all'anno. Ricordando inoltre che il suo governo ha già ridotto il cuneo di un punto. La riduzione di cinque punti del cuneo - in uno o diluito in cinque anni - non è poca cosa. Secondo quanto ha detto Prodi con il taglio di cinque punti un lavoratore dipendente si ritroverà « con 5- 600 euro in più in tasca » e « un artigiano con una dozzina di operai risparmierà 12.000 euro all'anno » . Di sicuro l'Italia ha una tassazione sul lavoro tra le più alte. Secondo una recente indagine Ocse, il cuneo fiscale italiano è del 45,40% e il nostro paese è il settimo più caro tra i paesi più industrializzati. Che in media applicano un cuneo del 37,28%, contro il 42,07% dell'Europa a 15 e del 42,49% della Ue allargata. In ogni caso non sarà certo una passeggiata. L'esperto fiscale dell'Ocse, Jeffrey Owens, infatti conferma che la riduzione di questo differenziale « è più facile a dirsi che a farsi in quanto significherebbe ridurre le spese sociali » . Antonio Spampinato

http://libero-news.dnsalias.com/libe...n=05%2F04%2F06

ma tanto si sa l'obbiettivo è mandare a casa il berlusca!!! il resto non conta!