
Originariamente Scritto da
Malik
SE LA FELICITÀ È UN BLUFF
IL GIORNO dopo l’annuncio del Cavaliere, la sinistra si è mossa compatta in difesa dell’Ici, la tassa comunale sugli immobili. Piuttosto che chiedersi come e quando abolire l’imposta, la coalizione di Prodi e Bertinotti ha alzato in quattro e quattr’otto un muro di sbarramento. L’Ici non si può toccare, dicono, perchè serve a finanziare i Comuni e molti servizi pubblici. E giù, allora, a sbeffeggiare il premier, che D’Alema è arrivato a paragonare a Totò mentre cerca di vendere la Fontana di Trevi. Cancellare l’Ici non è facile. E ieri nessuno, nemmeno Berlusconi e Tremonti, ha sottovalutato lo sforzo necessario per recuperare una somma vicina ai 2,5 miliardi l’anno. Come era già avvenuto in passato su altre imposte, però, Berlusconi e Tremonti si sono messi in gioco, gettando il cuore oltre l’ostacolo e assumendosi una precisa responsabilità con gli elettori. La Casa delle libertà, se riuscirà a conservare il governo del Paese, taglierà ogni balzello sulla prima casa. Dall’altro lato, invece, non solo non è arrivata nessuna proposta, ma messo alla prova dei fatti, Prodi ha confermato l’assoluta mancanza di sensibilità del centrosinistra sul versante della riduzione delle tasse. Il Professore, è vero, vuole tagliare il cuneo fiscale, cioè le imposte che il datore di lavoro paga per ogni dipendente e che non finiscono nelle tasche del lavoratore, ma nelle casse del fisco e degli enti di previdenza. Il programma dell’Unione, però, si ferma qui. Un piccolo traguardo che difficilmente potrà portare nelle case degli italiani quella felicità di cui parla Prodi per guardare con fiducia al futuro. Risparmiando centinaia di euro l’anno sull’Ici, invece, sarà più facile che nelle case degli italiani entri concretamente l’allegria. Una proposta che tocca le tasche di 20 milioni di persone. Che adesso hanno una motivazione precisa per decidere chi votare. Berlusconi l’ha detto chiaro: tutti i risparmi saranno destinati a tagliare le tasse ai cittadini. Per contro, il Professore non può fare la stessa cosa. Con la sua coalizione che va da gran parte della Confindustria sino alla Cgil e i comunisti di Bertinotti, deve accontentare tanti. Troppi compagni di viaggio che rischiano di lasciare vuote le tasche di tutti gli altri italiani.
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