Gabriella Pistone: Poco tempo fa ho lasciato con dolore e rammarico un partito...
Ai miei amici e compagni
Poco tempo fa ho lasciato con dolore e rammarico un partito, il PdCI che era nato per affermare con forza l’unità delle sinistre: quell’unità che ritengo il bene più prezioso, in questo difficilissimo passaggio elettorale che ci deve vedere uniti nel votare il 9 e 10 aprile per Prodi presidente e per la sua coalizione. Ho deciso di dire no ad una deriva estremista ed ideologica che ha prevalso in questo partito e che rischia di obbedire a una logica massimalista. Il fondamentalismo e il massimalismo sono il più insidioso pericolo dei nostri tempi. Dico sì invece alla voglia di libertà che è sempre più forte, ovunque, e non si confonde con la retorica affabulatoria degli slogan berlusconiani, pronta ad arrestarsi di fronte alle opinioni che dispiacciono ai moralisti e ai dogmatici: dico sì al pluralismo delle idee e degli scambi dialettici, alla ricchezza multietnica del meticciato e dell’Europa delle migrazioni, al garantismo come forma di rispetto dell’individuo di fronte agli arbitrii del potere.
La grande passione per la politica intesa come servizio e come impegno a migliorare la società non mi ha abbandonato, ho voglia di continuare a farla in mezzo ai lavoratori, agli insegnanti, agli studenti, agli intellettuali e agli artisti, insomma alla gente di questo straordinario paese che ogni giorno combatte con la frustrazione di non poter esprimere al meglio la propria potenzialità lavorativa e creativa, umiliata da troppe furbizie di potere, da troppi privilegi ingiusti, da troppi pregiudizi ed egoismi. Con tutti questi settori di società ansiosa di cambiamento mi batto per poter trasferire nella realtà, a poco a poco, senza impazienze e senza intolleranze, ma con grande fermezza, qualcosa (o molto) degli ideali nei quali da sempre credo: la pace e la scelta strategica di lottare contro i terrorismi con le armi della politica e con il dialogo interculturale; i diritti e le tutele dei lavoratori; una prospettiva seria di lavoro e di vita per i giovani; la laicità che è il valore fondante della repubblica e garanzia per tutti; il diritto di ciascuno a una casa dignitosa; uno stato che non si vergogni più della sua indispensabile funzione di indirizzo e di intervento e che sia presente e solidale; la scuola che deve essere pubblica per tutti; l’informazione garantita nel pluralismo e nella libertà; l’attenzione ai beni e alle attività culturali che sono la più grande ricchezza italiana; lo sviluppo della ricerca scientifica e delle università, umiliate da una riforma demolitoria. Tutto questo insieme alle varie anime della sinistra, perseguendo la via dell’unità, e mai contro qualcuna di queste: l’avversario è altrove.
Questo patrimonio di ideali che da tempo mi porto nell’anima ha recentemente trovato nella Spagna di Zapatero una sintesi felice, tradotta in azione politica concreta. Una sinistra moderna può dunque riuscire a coniugare la propria vocazione alla pace, alla solidarietà sociale, al rispetto della funzione regolatrice della cosa pubblica rispetto all’iniziativa privata; e insieme la difesa dei diritti dell’individuo e della laicità dello stato. Soltanto da noi, nell’isteria della battaglia politica italiana, questi principi vengono quotidianamente messi in contraddizione con sé stessi: chi si atteggia a liberale lo è fino a un certo punto, mai fino a oltrepassare il Tevere; e chi lavora per la solidarietà sociale passa per un retrogrado affossatore del mercato; chi è per la pace, viene accusato di essere un difensore di regimi autoritari e un nemico dell’Occidente; e al contrario chi denuncia la violazione dei diritti umani in paesi “democratici” viene senza possibilità di redenzione annoverato tra i nemici del Terzo Mondo.
Sogno di trovare un luogo politico per un progetto che anche da noi renda possibile la sintesi felice dei grandi ideali socialisti, da più di un secolo rivendicati in esclusiva da partigianerie in continuo conflitto: condivido con tanti altri amici e compagni la speranza di ricostruire una grande idea della sinistra che si faccia modernamente interprete di questo sogno unendo e non discriminando. Per questo voglio impegnarmi. Ed è per questo che, nella prossima difficilissima tornata elettorale, (segnata negativamente da una scellerata riforma elettorale, che divide anziché unire, che allontana i cittadini dalla politica impedendo loro di esprimere alcuna preferenza per i candidati), andrò a votare per il partito che mi sembra maggiormente impegnato verso questo ambizioso traguardo e che cerca, nella discussione libera e talvolta nella fatica della contraddizione dialettica, l’affermazione di quelle grandi idee: la Rosa nel Pugno. Invito Voi amici e compagni che avete fiducia in me e che so non essere pochi a fare altrettanto. Così, se l’azione di quel partito diventerà ancora più sensibile alle istanze che ci portiamo da sempre nel cuore, sarà un poco anche per merito nostro.
Con stima e affetto
Gabriella Pistone




Rispondi Citando
