Varese - Al Politeama il leader del Carroccio ha tenuto il comizio finale della Lega. “I sondaggi ci dicono che siamo in testa”
Bossi: “Brogli? Speriamo di no, controlleremo lo spoglio delle schede”
I temi sono quelli che hanno dominato la campagna elettorale della Lega: no al voto degli immigrati, si ai dazi, no alla famiglia omosessuale. La voce è quella di un Bossi affaticato ma capace di parlare per più di mezz’ora in piedi di fronte alla platea del Politeama di Varese, per la chiusura della campagna elettorale. Presente lo stato maggiore della Lega al gran completo, compreso uno dei suoi delfini, Giancarlo Giorgetti, citato nel suo discorso come l’uomo che ha portato due risultati importanti per Varese: la Pedemontana e i mondiali di ciclismo.
Il comizio del Senatur è iniziato alle 22. Tema iniziale: i dazi. “Ricordo quando le auto giapponesi arrivarono nei mercati italiani: vennero introdotti i dazi e la Fiat non fallì – attacca il segretario della Lega – Qualche anno fa proponemmo questa misura: ci prendevano per matti, oggi tutti li vogliono per proteggere i nostri mercati. Io e Tremonti andammo a spiegare questo concetto in una platea di industriali, nelle Marche, a casa di Della Valle”. Strappa molti applausi, Bossi, in un cinema con centinaia di attivisti della Lega che hanno assistito all’ultimo atto di una campagna elettorale dai toni durissimi.
Qualcuno tra il pubblico chiede la casa, lui risponde, e quando i toni si accendono la voce fuori dal coro viene coperta dalle trombe dei giovani padani, che vogliono lasciar parlare il loro leader. E allora ancora un altro tema forte, quello delle famiglie omosessuali, legato all’ipotesi di vittoria di Prodi. “Se la sinistra vince queste elezioni vince per sempre – tuona Bossi – ma questa volta il rischio è che si distrugga la società. Per questo ci batteremo con tutte le nostre forze per proteggere la famiglia e i bambini, che sono i più esposti a questi rischi”. Nessuno degli slogan leghisti viene tralasciato. Neppure quel “no” al voto degli immigrati che a caratteri cubitali si legge nei furgoni parcheggiati fuori dal cinema, sugli striscioni e nei manifesti elettorali.
“Far votare gli immigrati sarebbe un errore gravissimo: in questo modo la sinistra vincerà sempre e si creerà una repubblica social-comunista-musulmana”. E via così. Scuola: “Con la devoluzione si arriverà ad insegnare la cultura locale: non sarà un crimine se a un ragazzo giovane scapperà qualche parola in dialetto”; magistratura: “Giudici eletti dal popolo, per averne qualcuno anche lombardo”, e una promessa: “Presto sarò più presente sul territorio”. Alla calca di giornalisti che si sono rivolti a lui, Bossi ha risposto ad alcune domande sulla campagna elettorale. “Brogli? Speriamo di no – ha risposto - molte persone andranno a controllare quando ci saranno gli spogli”.
Venerdi 7 Aprile 2006
Andrea Camurani
andrea@varesenews.it
Da notare che nemmeno una parola è stata fatta su cambiamenti dell'assetto territoriale del paese e sul federalismo fiscale.




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