Lo dice oggi il giornale "Tempi" che riporta le dichiarazioni di vari esponenti del centro-destra all'estero e varie testimonianze.
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Ombra di brogli sul voto all'estero
ROMA - Mercato nero delle schede, plichi consegnati a chiunque, kit per il voto recapitati anche nelle case di elettori già deceduti. Alla vigilia del termine ultimo per la consegna delle schede presso gli uffici consolari (c'è tempo fino a domani) sul voto degli italiani residenti all'estero, previsto da una legge approvata nel 2001, si allunga l'ombra dei brogli. La confusione legata alle operazioni di voto per quasi 3 milioni di elettori, che per la prima volta potranno eleggere 12 deputati e 6 senatori, preoccupa il ministero degli Esteri, che garantisce comunque il «massimo impegno» e inasprisce ancor di più lo scontro tra i poli.
«Il voto degli italiani all'estero, un diritto fondamentale che il nostro governo ha riconosciuto ai connazionali, si sta svolgendo in un clima di illegalità diffusa, ma, quello che è ancora più grave, nella generale indifferenza delle autorità consolari che dovevano garantirne la regolarità» spiega il senatore Udc Gino Trematerra, per il quale numerosi candidati denunciano un vero e proprio mercato nero della scheda. «Notizia che se fosse accertata ci metterebbe di fronte ad evidenti brogli elettorali. Basti pensare che i candidati nella circoscrizione argentina denunciano la connnivenza dei concessionari postali incaricati dalle autorità italiane della consegna dei plichi» aggiunge il senatore centrista.
Ma davvero il debutto per le operazioni di voto dei nostri connazionali potrebbe trasformarsi in un gigantesco broglio elettorale? Il segretario generale della Farnesina, Paolo Pucci, conferma la denuncia dell'Udc e ammette che i problemi riguardano in particolare l'avvenuta ricezione delle schede da parte di tutti gli aventi diritto al voto.
«Noi - spiega Pucci - prestiamo la massima attenzione a specifiche situazioni che possano verificarsi in questo o quel paese. Cerchiamo di sanare obiettive difficoltà che derivano dalla messa in atto di una rilevante riforma elettorale che coinvolge quasi tre milioni di italiani all'estero». Uno dei casi più gravi riguarda l'Argentina, dove ci sono circa 800 mila aventi diritto al voto e la consegna delle schede è stata aggiudicata con una gara ad una società privata argentina, ritenuta dall'ambasciata italiana la più «affidabile». All'appuntamento elettorale ci si sta avvicinando in un clima tesissimo anche se la Farnesina fa sapere che la rete diplomatico-consolare sta compiendo «ogni sforzo» per agevolare l'esercizio del diritto di voto. Un diritto che potrà essere esercitato in tutti i paesi con i quali il governo italiano ha stipulato appositi accordi. Si vota per eleggere 12 deputati e 6 senatori assegnati alla circoscrizione estero: Europa (compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia), America settentrionale e centrale, America meridionale e Africa, Asia, Oceania, Antartide. All'estero si vota con il metodo proporzionale puro e col voto di preferenza. Le liste possono contenere fino al doppio del numero di candidati eleggibili nella ripartizione dove si presentano.
fonte: http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=604052004&H=




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