Roma, una nuova polemica attorno alla donna condannata
per terrorismo negli Usa: 12 mila euro per una consulenza
Baraldini, lavoro in Campidoglio
An insorge contro Veltroni
di SIMONA CASALINI
ROMA - "Levate quel lavoro a Silvia Baraldini. E' scandaloso che il Comune di Roma le abbia offerto una consulenza" si infiamma An. "Polemica strumentale e profondamente ingiusta. Si tratta di un'utile collaborazione professionale con una donna molto intelligente e preparata, in esecuzione penale esterna", risponde l'assessore di Rifondazione comunista della giunta Veltroni, con cui la Baraldini collabora.
E' bagarre a Roma intorno al fatto che il Campidoglio da nove mesi abbia offerto un incarico di collaborazione esterna da circa 12 mila euro lordi l'anno alla donna condannata dagli Stati Uniti a 43 anni di detenzione per terrorismo, estradata nel '99 a Roma e dall'aprile del 2001 agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute. Il caso è stato sollevato ieri da Marco Marsilio, consigliere comunale di An, un partito che non ebbe parole di solidarietà nei confronti della Baraldini quando la donna ottenne di poter curare il suo cancro non in regime di detenzione a Rebibbia bensì agli arresti domiciliari nella sua casa romana.
"Chiederò anche al mio gruppo parlamentare alla Camera di intervenire presso il governo perché lo stesso sindaco Veltroni risponda di questo scandalo e venga verificato se sono stati rispettati gli accordi con il governo Usa" attacca il consigliere Marsilio.
Silvia Baraldini collabora con l'assessorato alle Politiche del lavoro che fa capo a Luigi Nieri "guarda caso di Rifondazione" - chiosa ancora l'esponente di An - e si occupa di analisi delle caratteristiche del lavoro femminile e del suo precariato. "Verso la Baraldini - prosegue - si è attivato una specie di "soccorso rosso" da parte di chi si sente ideologicamente vicino alla sua causa politica". E ancora: "Registro il fatto che sulle politiche del lavoro la destra si ispira agli studi del compianto professor Biagi e la sinistra chiede lumi alla dottoressa Baraldini".
Asciutta la replica dell'assessore Nieri: "E' un fiore all'occhiello che Silvia Baraldini abbia accettato di lavorare per noi. Ero ancora un giovanissimo consigliere verde alla fine degli anni '90 quando presentai in Campidoglio un ordine del giorno che avviò la campagna di mobilitazione per il suo rientro in Italia. E' una donna di grande spessore culturale che, non va dimenticato, ma non ha mai impugnato un'arma in vita sua".
Lei, Silvia Baraldini, non vuole commentare la vicenda, fedele alla sua scelta di vita ritirata, appartata. "E' una donna malata, senza più un solo parente e in condizioni economiche certo non floride" dicono i suoi amici di sempre, tra questi l'avvocato Grazia Volo. Ed è di qualche giorno fa, la richiesta di sfratto alla Baraldini dal suo appartamento in Centro di proprietà di un ente, abitato dalla sua famiglia dal dopoguerra.
(20 giugno 2003)
Un appello ai comuni ROSSI:"Invece di "spengere le luci" evitiamo di pagare consulenze ai terroristi forse è meglio..."![]()
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